Si sapeva che l’avvocato Marco Cardia, figlio di quel Lamberto che è stato presidente della Consob da metà 2003 a novembre 2010, fosse a libro paga del gruppo Ligresti come membro esterno dell’Organismo di vigilanza di Fondiaria Sai e di altre controllate. Questo Organismo, previsto dalla legge 231/200, ha il compito di vigilare sul funzionamento del modello organizzativo idoneo a prevenire reati. Si apprende ora, da documenti ufficiali di FonSai, che per le sue consulenze legali Cardia jr. ha ricevuto 1,2 milioni di euro solo nell’ultimo semestre.La seconda notizia arriva dalla Consob: dal giugno 2003 al giugno 2010, dunque sotto la presidenza di Cardia padre, la Commissione ha tenuto 40 riunioni sulle società del gruppo Ligresti, ma dal 2008 il presidente si è astenuto per potenziale conflitto d’interesse con il figlio avvocato. La terza notizia ve la diamo noi, mettendo assieme le due notizie precedenti: Consob e l’Organismo di vigilanza hanno certificato ufficialmente la loro inutilità. Che si tratti di consiglieri indipendenti, sindaci, revisori, banche, Consob e quant’altro, sono stati tutti corretti, tutti molto diligenti. Eppure, tutti banalmente inefficaci.Ps. Pochi giorni fa, sul quotidiano finanziario Mf, Marco Cardia ha scritto un intervento allarmato per dire che la possibilità di affidare i compiti del predetto Organismo al collegio sindacale, introdotta dalla legge di stabilità 2012 e fin qui vietata, «vanifica le best practice sviluppate in questi dieci anni dalle imprese» con il risultato, sentite sentite, «di indebolire la prevenzione dei reati». A noi, invece, sembra che, se i risultati sono quelli che vediamo, l’unico rischio che si corre è di risparmiare costi palesemente inutili.
11 Agosto 2012