Caro direttore, la lezione Usa sui prof licenziabili

Caro direttore, la lezione Usa sui prof licenziabili

Come la pensano gli italiani lo si può comprendere anche dalle lettere ai giornali. C’è un sito, in Italia, che, quotidianamente, pubblica le lettere più interessanti, www.carodirettore.eu, nato per iniziativa dell’Azienda di soggiorno e turismo di Bolzano. Linkiesta ne propone qualcuna, rimandando al sito i lettori che vorranno avere un panorama ancora più vasto di ciò che gli italiani scrivono ai giornali, quotidiani e periodici.

Il 95% degli italiani è fiero di esserlo. Ma dove hanno fatto la ricerca? 
Dal rapporto annuale del Censis, risulta che il 95% degli italiani è fiero di esserlo. Sono perplesso: la ricerca è stata effettuata in Italia, oppure riguarda gli italiani all’estero? 

Pasquale Mirante, Sessa Aurunca (Ce), Corriere della Sera, 21 giugno 

Prof licenziabili: California ancora una volta docet
Ho letto con gioia la notizia che il giudice della Corte suprema della California ha giudicato incostituzionali le leggi californiane che impediscono il licenziamento degli insegnanti delle scuole pubbliche dello Stato. La causa, chiamata Vergara vs. California, è stata intentata da un gruppo di otto studenti stufi di seguire le lezioni condotte da insegnanti incompetenti che “lasciavano andare le classi fuori controllo, arrivavano a scuola impreparati, e continuavano a ripetere agli alunni che non avrebbero mai combinato niente di utile nella vita”. Il giudice Judge Rolf M. Treu ha infatti sentenziato che l’impossibilità di licenziare insegnanti di questo tipo priva gli studenti del costituzionale diritto di ricevere una buona istruzione, costretti a frequentare lezioni d’insegnanti pessimi, soltanto perché questi signori non possono essere licenziati. Queste assurde leggi, ha aggiunto il giudice, danneggiano soprattutto gli studenti provenienti da famiglie povere, perché le famiglie ricche e benestanti potranno sempre ricorrere a ripetizioni private o scuole private per provvedere all’istruzione dei propri figli. Con questa sentenza la California si dimostra ancora una volta l’avamposto culturale, sociale, oltre che tecnologico, universitario del mondo.

Davide Chicco, daveOO@email.itCorriere della Sera, 21 giugno 

Spieghiamo ai telecronisti che cosa significa inerzia
Si potrebbe gentilmente spiegare ai telecronisti l’esatto significato della parola «inerzia »? L’uso strampalato che ne fanno è diventato a dir poco irritante. Credono probabilmente, visto che parlano in continuazione di giocatori che perdono o conquistano «l’inerzia della gara », che voglia dire qualcosa di simile a «iniziativa» o «spinta». E non il suo esatto contrario. O dobbiamo mandar giù anche questa, in nome di una malintesa vitalità della lingua e della sua costante evoluzione?

Claudio Ferretti, ferretti. c@libero.it, la Repubblica, 21 giugno 

Medici di famiglia, sempre meno clinici e sempre più notai
Dal 30 settembre 2014 andrà in vigore obbligatoriamente la compilazione della ricetta elettronica per i farmaci in fascia A, (cioè per i farmaci mutuabili). Tale innovazione, voluta per un completo controllo della spesa sanitaria da parte dello Stato, porterà sicuramente un aggravio di lavoro, ahimè squisitamente burocratico, per i medici di famiglia: essi dovranno essere soprattutto attenti alla corretta numerazione delle ricette, a non confondere mai un blocco di ricette con un altro, a mantenere separate le ricette che useranno a domicilio e quelle per le richieste di esami; e ancora, a scegliere il comando giusto per la stampante. E tutto ciò a discapito di una adeguata gestione clinica del paziente, fatta di anamnesi accurata, visita e colloquio! Così il tutto si rifletterà come sempre sul povero cittadino, che si vedrà sicuramente costretto ad una complicazione nella ricezione delle ricette e ad una riduzione del tempo dedicato all’ascolto e alla visita, elementi cardine dell’attività medica! 

Un medico di famiglia, Torino, La Stampa, 21 giugno 

Quel silenzio sul diritto di non soffrire 
Tre mesi fa il Presidente della Repubblica mi ha inviato — consentendomi di renderla pubblica — una lettera in cui sollecitava il Parlamento a discutere la proposta di legge sulla legalizzazione della eutanasia, presentata dalla Associazione Luca Coscioni con le firme di 70 mila cittadini. Da quel giorno 500 malati si sono suicidati o hanno tentato il suicidio: hanno scelto una morte atroce non potendo scegliere una “morte dignitosa”. Indifferenti a questi spaventosi — e inoppugnabili — dati dell’Istat, deputati e senatori continuano a rimpallarsi la decisione di discutere in Parlamento un tema — l’eutanasia — su cui il 70% degli italiani esprime da anni il proprio consenso. Si viola così la Costituzione, che (articolo 71) impone al Parlamento di discutere in tempi certi le proposte di legge del “popolo sovrano”. Io li denuncio dal punto di vista morale per omissione di atti di ufficio. Lo faccio in memoria di mio fratello Michele, suicida nel 2004, dei familiari di Mario Monicelli, Lucio Magri e Carlo Lizzani — che hanno firmato con me un appello al premier Renzi, anch’esso rimasto senza risposta — e delle migliaia di italiani che ogni anno hanno vissuto, vivono e purtroppo continueranno a vivere il dramma del suicidio di persone care.

Carlo Troilo, carlotroilo38gmail.com, la Repubblica, 22 giugno 

Tra le caste intoccabili anche i farmacisti titolari di farmacia
In Italia non vi è “una casta intoccabile” ma ben due, considerando quella dei farmacisti titolari di farmacia che per una “norma monarchica”, in tempi di richiesta di “giustizia sociale” e di competizione indispensabile all’economia e ai cittadini, continuano ad essere protetti da uno Stato sordo ai bisogni di oltre 65.000 laureati in farmacia (ma non proprietari di farmacia) ed abilitati regolarmente a dispensare qualsiasi tipo di farmaco in tutto il mondo ma non in Italia dove soltanto 15.000 farmacisti privati hanno una copertura finanziaria che assicura loro guadagni esclusivi. Spero vivamente che il governo Renzi elimini finalmente questa ingiustizia permettendo a decine di migliaia di giovani volenterosi e con idee innovative di poter realizzare il loro progetto professionale e di vita creando nel contempo un circolo economico virtuoso per gli italiani che vivono con meno di mille euro al mese.

Maria Stella Spasari, titolare di Parafarmacia, Augusta (Sr), lRepubblica, 22 giugno 

Un bel risparmio se perdiamo con l’Uruguay
Dopo la batosta inflitta dalla Costa Rica la prima cosa che viene da pensare è quanto sia venuto a costare questo disastro calcistico, alloggiando i nostri campioni nel migliore resort brasiliano, compreso tutto il contorno di gente al seguito: denaro che nazioni ben più ricche della nostra si sono guardate bene dallo sperperare. L’unica consolazione è che se veniamo battuti dall’Uruguay, i nostri eroi rincaseranno prima, con un notevole risparmio sul loro soggiorno.

Carlo Ferrazza, attifer@gmail.comCorriere della Sera, 22 giugno

Quante somiglianze tra Ester e Hester della “Lettera scarlatta”
E se Massimo Bossetti risultasse innocente? E se Ester Arzuffi non avesse tradito il marito, chi le ridarà l’onore e l’armonia familiare? Ho il dubbio che il Dna non sia la prova regina, così mi tormenta il pensiero  che in tarda età una povera donna sia additata come fedifraga e non possa continuare a vivere in pace, nella propria casa. Penso alle analogie con “La lettera scarlatta”: a tutti quei bigotti  che, peccatori incalliti in privato, volevano uccidere Hester per adulterio, ma le fecero comunque marchiare a fuoco sul petto la lettera A di adultera. Ieri Hester oggi Ester appunto, comunque vadano le cose: innocente o colpevole Bossetti, anche Ester Arzuffi, povera anima, resterà additata e marchiata per sempre come adultera.

Piera Murgia, Milano, Il Giornale, 23 giugno

Il museo gratuito potrebbe aiutare i pensionati a essere più attivi
Secondo una visione più complessiva (più propriamente, una visione sistemica di buon governo), i provvedimenti normativi dei vari ministri dovrebbero essere concepiti e coordinati tra di loro. Non mi pare che il recente decreto del ministro Franceschini risponda a questa impostazione. Faccio solo una breve considerazione a proposito dello stop all’ingresso gratuito ai musei per chi ha più di 65 anni. I pensionati tendono, per varie ragioni, a impigrirsi, preferiscono stare in casa, il loro contatto col mondo è spesso solo la tv. Le conseguenze sono dannose al benessere generale degli anziani con costi crescenti alla pubblica sanità. Sicché, un piccolo stimolo come il soppresso ingresso gratuito, offerto magari agli over 70, in considerazione dell’allungamento della vita, potrebbe aiutare, sostenere una vita più attiva, più sana con la fruizione della storia e della bellezza, anche come risarcimento per un mancato, un sensibile esercizio che il pensionato non ha potuto fare durante la vita occupata dal lavoro.

Franco Lista, Napoli, la Repubblica, 24 giugno

Ho 77 anni pagherò volentieri il museo: la mia generazione di vantaggi ne ha avuti tanti
Sono una insegnante di 77 anni in pensione. Sono infastidita dalle lamentele sul fatto che a noi pensionati è stato tolto il privilegio di entrare gratis. Penso che la mia generazione ha goduto di parecchi privilegi. Per contro le nuove generazioni sono smarrite, senza futuro e con poche speranze. Forse sarà che sono stata sempre vicina ai giovani ma pagherò volentieri il biglietto quando andrò a visitare una mostra».

Lucrezia Cambrea (lucrezia.cambrea@gmail.com), la Repubblica, 24 giugno

Opere a costi gonfiati e per giunta realizzate male 
È cosa notoria che diversi sono i Paesi ove la corruzione nell’ambito delle opere pubbliche risulta essere prassi corrente al punto da non destare più scalpore. E tuttavia la situazione italiana appare ben peggiore. A fronte di prezzi deformati dalla corruzione, le opere pubbliche risultano poi carenti e inservibili. Quando si vedono edifici, come quelli costruiti a seguito di calamità naturali o nel piano di edilizia carceraria o lavori iniziati e non finiti con lacune costruttive che li rendono inutilizzabili, ciò che colpisce non è solo il giro delle mazzette quanto l’incapacità di chi le ha realizzate: spese folli per opere scadenti e difettose.

Fernando Esposito, ferdesp1@gmail.com, la Repubblica, 24 giugno

“Forza Italia” non si dice, meglio “Forza azzurri”
Non c’è limite all’ipocrisia. Pur di non nominare Forza Italia i media incitano la nazionale al grido di “Forza azzurri”. Sarebbe come se a Roma o a Genova si sentissero i tifosi gridare “Forza giallorossi” o “Forza blucerchiati”

Mario Brambilla, Il Giornale, 24 giugno

Prefetto di Perugia: ma chi gli ha permesso di far carriera?
Ho ascoltato qualche brano trasmesso dai media del discorso del prefetto di Perugia, quindi la solita manfrina di essere stato frainteso o la giustificazione dell’estarpolazione di alcune frasi dal contesto dell’intero discorso, non mi tange punto. Quello che è detto è detto. Ovvia la conseguenza ipotizzata dal ministro Alfano circa l’incompatibilità dello stesso a ricoprire incarichi analoghi in altre sedi: forse ci fosse la possibiltà di un prepensionamento sarebbe più opportuno.  Quello però che mi preoccupa è il fatto che un «servitore dello stato» con siffatte convinzioni abbia scalato la carriera lavorativa sino a divenire prefetto di una città non di poco conto. Mi chiedo quali siano i criteri che indirizzino in tale ruolo i pretendenti e se non vi siano delle funzioni di verifica e controllo che intervengano nel merito prima che siano gli stessi individui a esprimere le proprie scombiccherate convinzioni con una conferenza stampa urbi et orbi. 

Angelo Margutti, La Stampa, 24 giugno

Scomunicando i mafiosi il papa ha fatto molto più dei politici
Sono rimasto profondamente colpito dal gesto di Papa Francesco che non si è solamente limitato a stigmatizzare o condannare con parole più o meno incisive il fenomeno della criminalità organizzata ma ha avuto il coraggio, sì, il coraggio, di comminare a tutte le mafie la sanzione della scomunica. Come è suo uso e con poche, semplici parole questo grande Uomo ancor prima che grande Papa è riuscito a far capire a tutti l’impossibilità di sfruttare, rubare e uccidere continuando a credersi cristiani, l’assurdità di considerarsi ancora uomini soltanto perché, con le mani lorde di sangue, si porta a braccia la statua della Madonna o del Santo del paese. Da laico lo rispetto moltissimo e lo ringrazio perché contro un fenomeno tristissimo e concreto del nostro disgraziato Paese, con un gesto, ha fatto molto più di quanto la politica, spesso distratta, assente quando non addirittura connivente, è riuscita a fare in tanti anni! 

Maurizio Degiani, La Stampa, 24 giugno