Il ponte che collegherà Italia e Tunisia per salvare i migranti

L’idea folle e provocatoria di un’associazione: evitare le morti in mare, i barconi e gli scafisti. Senza impedire l’accesso a nessuno

Di fronte al dramma della crisi dei rifugiati qualcuno ha pensato di tentare l’intentabile: costruire un ponte che colleghi la Tunisia alla Sicilia. L’ipotesi folle appartiene a un’associazione umanitaria austriaca, il “Centro per la bellezza politica”, che da tempo si impegna per assistere e aiutare i profughi. Insieme a lei c’è (e chi l’avrebbe detto) anche il governo austriaco.

La costruzione del ponte dovrebbe cominciare nel 2017 e concludersi nel 2030 quando, dicono i maligni, il problema dei rifugiati potrebbe già essere finito. Proprio per questo il Centro ha indetto un’iniziativa per raccogliere 19.600 euro in poco tempo (una sottoscrizione che si può trovare qui) per creare un ponte galleggiante parallelo, fatto di isolotti e piattaforme, con cui i migranti potranno raggiungere la terraferma senza doversi servire di barconi e scafisti. In attesa che arrivi il ponte vero e proprio.

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Nonostante riceva molti consensi e l’appoggio di uno Stato come l’Austria, l’ipotesi di un ponte così lungo sembra molto lontana. Prima di collegare la Sicilia con l’Africa, si dovrebbe immaginare di collegarla con l’Italia, no? E finora non è sembrato facile a nessuno.

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