Noblesse obligeAltro che The Donald: ecco le regole della corte inglese per servire e bere il tè

In occasione della visita del presidente americano Donald Trump, non proprio un gentiluomo, alcuni esperti hanno sentito la necessità di ribadire alcune importanti norme di etichetta per uno dei cerimoniali fondamentali della civiltà inglese: il tè

da Publicdomainpictures

Cogliendo come pretesto la visita del presidente americano Donald Trump nel Regno Unito, tutti possono trarre alcuni insegnamenti sulla corretta procedura da adottare di fronte a uno dei rituali più importanti del Paese: la cerimonia del tè.

Come spiega l’esperta di buone maniere Myka Meier, ci sono alcuni accorgimenti che distinguono la persona educata e polished dal buzzurro di provincia. Piccole cose che, all’occhio dell’esperto, diventano fondamentali.

Una su tutte: il movimento del cucchiaino. Come si premura di far notare in questo video, girare il cucchiaino in cerchi da destra a sinistra o da sinistra a destra è cafone allo stesso modo. La persona educata sa che il movimento corretto è su-giù, cioè un fluido movimento ripetuto che va da mezzogiorno a ore sei, se la tazza fosse il quadrante di un orologio. Tutto il resto è villanìa.

Tutto ciò che si beve (acqua, vino, tè soprattutto) deve stare alla destra di chi mangia. Questa posizione aiuta il cameriere (che deve esserci) a versare con più agio il tè. Il manico della tazza deve essere posizionato a ore tre (cioè sulla destra, in mezzo, senza dubbi).

E – cosa da annotare – il piattino su cui è posizionata la tazza deve restare sul tavolo, fissa, “quasi incollata” quando si sta seduti. Solo quando ci si alza, si specifica, si può sollevare. Ma deve essere fatto insieme alla tazza.

Insomma, bere il tè sembra facile, ma farlo con tutte le modalità del caso richiede un’expertise preziosa e ricercata. Tanto che Myka Meier, che negli scorsi mesi ha sgrezzato Meghan Markle per educarla ai rituali di corte, offre i suoi corsi di etichetta con tariffe non inferiori alle 500 sterline. Duchesse non si nasce, si diventa. Ma costa.

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