Energia a basso costoPerché il prezzo del petrolio è caduto fino a diventare negativo

Per la prima volta nella storia il greggio è sceso sotto zero, arrivando a -37 dollari a barile. Una situazione inedita che deriva, tra le altre cose, dalla scarsissima domanda causata dalla quarantena globale

Mark Felix / AFP

Il prezzo del petrolio ha iniziato a cadere da quando si sono manifestati gli effetti negativi del coronavirus. La domanda di petrolio in presenza di una forte contrazione dell’economia non poteva, infatti, che cadere e quindi, se l’offerta fosse rimasta eguale a prima, allora i prezzi non avrebbero potuto che flettere. 

Da qui il negoziato di un mese fa dei produttori di petrolio riuniti nel cartello, la cui sigla è OPEC, per tagliare a produzione. La Russia, che è un membro informale del cartello, da cui la sigla OPEC+, rifiutò di partecipare al taglio. Come ritorsione l’Arabia Saudita iniziò a produrre molto più petrolio per far crollare il prezzo e quindi indurre a più miti consigli i produttori recalcitranti (1). 

Passato appena un mese, e visto che i produttori stavano peggiorando la proprio posizione, si è trovato un accordo, che è consistito nel tagliare la produzione complessiva per una decina di milioni di barile al giorno. Il prezzo del petrolio ha così smesso di cadere nell’immediato, ma non si è più ripreso

La ragione della mancata ripresa va cercata nella profondità della crisi in corso. La caduta della domanda mondiale richiede, infatti, un taglio della produzione intorno ai venti e non ai dieci milioni di barili al giorno.

Ed eccoci all’oggi. A causa della quarentena le automobili e gli aerei sono usati pochissimo. La domanda di petrolio perciò cade e non si riprende. L’offerta, si tenga presente che non è facile tagliare da un giorno all’altro la produzione, resta maggiore della domanda. I prezzi, come conseguenza, o sono molto deboli o cadono.

Possono restare deboli, ma non cadere, se la produzione, che nel breve periodo è maggiore della domanda, è assorbita nei magazzini, nei silos dove si ha lo stoccaggio. La capacità assorbente dei magazzini è però limitata nel periodo brevissimo, perchè non li si costruisce in poche settimane. 

E anche se li si potesse costruire, oppure se vi fosse ancora dello spazio disponibile, l’acquisto del petrolio in eccesso da parte del potere politico costerebbe del denaro, con ciò coinvolgendo nelle decisioni di spesa le diverse istituzioni. Ed è proprio quel che sta succedendo negli Stati Uniti, dove si dibatte se è il caso di intervenire aumentando le riserve strategiche di petrolio.

Il petrolio prodotto, che, intanto che si prendono le decisioni, è maggiore della domanda e non è stoccato, non può non registrare un prezzo in caduta. Lo stoccaggio si ha nei silos che sono a terra, o nelle superpetroliere che stanno ferme nelle rade cariche di petrolio che per il momento nessuno vuole. 

E siamo giunti alla cronaca. Il prezzo del petrolio – vedremo meglio quale – è caduto dai circa sessanta dollari al barile di gennaio ai circa venti di venerdì fino ai meno (sic) trenta di ieri. Il prezzo è caduto fino al punto che chi produce ha pagato chi compra. 

Ciò è accaduto dove non si ha un magazzino in grado di assorbire l’eccesso di offerta. È caduto così il prezzo del petrolio prodotto negli Stati Uniti – il West Texas Intermediate. 

Invece, il prezzo del petrolio stipabile nelle grandi petroliere è flesso molto, ma restando in territorio positivo. In questo caso abbiamo il petrolio prodotto fuori dagli Stati Uniti, come misurato dal prezzo del Brent. Quest’ultimo è caduto fino ai venticinque dollari al barile, rimanendo quindi in territorio positivo, a differenza del West Texas Intermediate.

In conclusione, quel che è accaduto si spiega con questa sequenza: flette la domanda a causa del virus, mentre l’offerta resta rigida nell’immediato, e quindi i prezzi cadono. La caduta dei prezzi è frenata dai magazzini che assorbono una parte dell’offerta in eccesso. Se i magazzini (di terra) non sono subito disponibili – è quanto accaduto negli Stati Uniti, i prezzi crollano. Se i magazzini (di mare) sono disponibili – è quanto accaduto fuori dagli Stati Uniti, i prezzi cadono molto meno. 

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta