In prima lineaIntesa Sanpaolo sosterrà le Università italiane impegnate nella ricerca contro il coronavirus

La Divisione Insurance del Gruppo, nel corso del 2020, erogherà oltre 110 mila euro per promuovere i giovani studiosi che vinceranno i bandi di concorso indetti da quattro atenei

Marco BERTORELLO / AFP

La Divisione Insurance del Gruppo Intesa Sanpaolo lancia un progetto a favore delle Università italiane in prima linea nell’attività di ricerca scientifica sul Covid19.

L’obiettivo è quello di focalizzarsi sul medio e lungo periodo sostenendo concretamente gli studi sulla pandemia in atto e finanziando quattro progetti di ricerca – già attivi, o in fase di attivazione – su aspetti differenti del coronavirus.

Nel corso del 2020 verranno erogati oltre 110.000 euro per sostenere giovani ricercatori, vincitori dei bandi di concorso indetti da quattro atenei italiani.

L’Università degli Studi di Milano, che si occuperà delle valutazioni sulla presenza di più patologie nello stesso individuo correlate all’infezione; l’Università degli Studi di Padova, impegnata nello studio delle correlazioni clinico-patologiche legate alle lesioni tessutali ed organiche in pazienti deceduti positivi; l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, occupata nell’analisi dei fattori immunologici, ormonali e genomici del virus; e l’Università degli Studi della Calabria, impegnata nel campo immunologico per lo studio degli anticorpi sintetici contro il virus.

«La Divisione Insurance, coerentemente con le numerose iniziative del Gruppo Intesa Sanpaolo per fronteggiare l’emergenza sanitaria, ha avviato diversi progetti a sostegno del Paese» dice Nicola Maria Fioravanti, ad di Intesa Sanpaolo Vita e responsabile della divisione assicurativa del Gruppo.

«Dopo aver ampliato gratuitamente i servizi e le coperture sanitarie per i nostri assicurati, per dare una risposta immediata alla crisi sanitaria, abbiamo deciso ora di impegnarci in un’iniziativa che guarda soprattutto al futuro e al benessere di tutta la comunità in cui operiamo, investendo sui giovani, sulla loro formazione e specializzazione. Grazie a questa iniziativa quattro ricercatori di altrettante Università italiane potranno impegnarsi a tempo pieno sul fronte della ricerca immunologica».

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