Un po’ meno frugaleLa Danimarca apre al Recovery Fund, ma non troppo

La premier Mette Frederiksen si dice a favore del piano della Commissione europea ma con qualche condizione: «Sono una fervente sostenitrice della cooperazione europea ma penso che sia giusto pagare i propri debiti da soli»

Afp

La Danimarca potrebbe appoggiare il Recovery plan della Commissione europea. Il Paese è il primo del gruppo ristretto degli Stati “frugali” – soprannominati così per la loro politica rigorosa dei conti e l’opposizione all’aumento del budget comunitario – a schierarsi a favore del programma di aiuti europei elaborato da Bruxelles. «Il nostro compito non è mettere il veto, ma trovare una soluzione», ha detto la premier danese, Mette Frederiksen, durante un’interrogazione al Parlamento danese.

«Il governo è a favore del fondo per aiutare i Paesi più colpiti» ha continuato la premier danese. «Dobbiamo restare uniti nellUnione europea e questo è il punto di partenza del governo per i negoziati», aggiungendo poi una condizione: «Sono una fervente sostenitrice della cooperazione europea ma sono anche una frugale del Nord e penso che sia giusto pagare i propri debiti da soli», ha concluso Frederiksen.

Oltre alla Danimarca, anche i Paesi Bassi ieri ha aperto a un compromesso sul programma di aiuti. Ribadendo, però, che «dovrà essere limitato nel tempo e finanziato sulla base di prestiti basati su un chiaro programma di rimborso».

Non la pensa così il ministro delle finanze austriaco, Gernot Bluemel, a favore invece di un fondo europeo di emergenza una tantum, temporaneo e mirato a raggiungere obiettivi specifici: «Il pacchetto complessivo non è accettabile nella sua forma attuale, sia per quanto riguarda le dimensioni che il contenuto», ha dichiarato Bluemel in una nota.

Dello stesso il governo finlandese che sul proprio sito ha commentato: «La proposta della Commissione Ue sul Recovery Fund non è accettabile per la Finlandia», chiedendo inoltre a Bruxelles di «ridurre la quota di sovvenzioni e aumentare i prestiti».

L’attacco al piano di Bruxelles arriva anche dal ministro delle Finanze ungherese Mihaly Varga, che ha commentato a margine dell’Ecofin (la riunione di ministri dell’Economia dei 27 Paesi Ue): «Nella sua forma attuale, il Recovery Fund è ingiusto nei confronti dell’Ungheria perché in sostanza è stato creato su misura per aiutare gli Stati membri del Sud»