L’ottimismo della bontàLa riscoperta delle piccole cose passa dalla nuova pubblicità del Mulino Bianco

Il marchio del gruppo Barilla ha finalmente abbandonato la campagna con il mugnaio Banderas che parla con le galline ed è riuscito a mandare un messaggio di fiducia e di ripartenza

Mai come in questi mesi la pubblicità è stata così vicina all’attualità e al nostro vivere contemporaneo: ovviamente lo ha fatto con la sua pesante retorica, tuttavia il Covid-19 in un certo senso ha accelerato quel processo già in atto nel mondo del marketing che vede i brand comunicare più i propri valori piuttosto che i prodotti.

Così dopo la sfilza, spesso insopportabile, di #iorestoacasa, #andràtuttobene, messaggi di resilienza e un milione di grazie a casaccio, ecco che arrivano le prime campagne della ripartenza, senza per forza dover mostrare mascherine e distanziamento sociale.

Arriva quindi Mulino Bianco, marchio dolciario del gruppo Barilla, che finalmente ha abbandonato la surreale campagna con il mugnaio Banderas che parla con le galline (se ci si ripensa, davvero non ci si crede) per una nuova creatività firmata Publicis Italia basata sulla «piccole felicità quotidiane».

Lo spot, che è on air da circa dieci giorni con la solita pianificazione media a tappeto, è stato diretto da Gabriele Mainetti  – il regista di “Lo chiamavano Jeeg Robot”, in attesa che esca il suo “Freaks” in autunno – ed è una via di mezzo tra l’inizio de “Il magico mondo di Amelie” e un racconto breve di Francesco Piccolo, fresco di uscita con il suo “Momenti trascurabili vol. 3” per Einaudi.

 

 

Anzi, stupisce il fatto che non ci sia il suo nome nei credits della campagna, anche perché ormai scrive di tutto, gli mancava solo la pubblicità (ma di certo i suoi racconti sono stati una forte ispirazione. Pardon, insight).

Il 30” mostra un bambino che osserva i piccoli momenti di felicità delle persone che gli stanno vicino, prova ad imitarli ma senza trovare soddisfazione, fin quando non riesce a trovare il proprio.

«Carino» è un giudizio piuttosto irritante, però racconta bene questo film (i pubblicitari per darsi un tono chiamano così gli spot da trenta secondi) e alla fine possiamo dire che, nella media dell’advertising italiano, è un ottimo risultato.

La cosa che ci interessa di più è una sorta di ritorno alle origini di Mulino Bianco: il marchio nacque nel 1975, un periodo molto difficile per la storia italiana segnato dal terrorismo e dall’austerity per la crisi petrolifera.

Così l’immagine del marchio disegnato dallo studio Giò Rossi e Cesare Trolli e i nome dei biscotti (Galletti, Pale, Tarallucci) evocavano tradizione e atmosfere contadine. Grazie anche a una fortunata raccolti punti per collezionare un servizio da tavola per la prima colazione, il marchio divenne un forte simbolo di ottimismo e fiducia un po’ conservativa per un futuro migliore.

Anche oggi Mulino Bianco si fa portatrice di un messaggio di fiducia in un mondo migliore e di ripartenza, dalla ricerca della felicità apparentemente perduta nelle piccole cose del quotidiano. 

Legata a questo rilancio del marchio c’è anche un’attività con la Croce Rossa Italiana a cui sarà devoluta una quantità sufficiente di prodotto tale da garantire un milione di colazioni alla persone in difficoltà.

Infine c’è da segnalare anche l’interessante scelta musicale: si tratta di “My Favourite Things”, la celebre canzone di “Tutti insieme appassionatamente” (qui eseguita dalla tedesca Luna Morgenstern) che i jazzofili ricorderanno nella celebre interpretazione di John Coltrane, ma che ai più giovani farà venire in mente la versione di Ariana Grande nell’interpolazione del singolo globale “7 rings” dello scorso anno. Un’ottima scelta che funziona nella narrazione e cattura diversi pubblici di riferimento in un colpo solo.