Next Generation EuDavid Sassoli: «Sul Recovery fund non accetteremo nessun passo indietro»

Il presidente del Parlamento europeo è intervenuto in apertura della videoconferenza dei capi di Stato e di governo europei. Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel: «Abbiamo la responsabilità collettiva di arrivare a un risultato. Ora è il momento di impegnarsi»

Afp

La proposta della Commissione europea è «ambiziosa» per il rilancio dell’Ue, «che per noi rappresenta la base minima di partenza. Non accetteremo nessun passo indietro». Sono le parole del presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, intervenuto in apertura della videoconferenza dei capi di Stato e di governo europei.

«Intervenire solo con prestiti avrebbe conseguenze asimmetriche sul debito dei singoli Stati membri e sarebbe più costoso per l’Unione nel suo insieme», ha sottolineato Sassoli. Riferendosi poi al parlamento, Sassoli ha aggiunto: «Il Parlamento europeo deve partecipare a pieno titolo alle decisioni sull’attuazione del piano di ripresa e sulla raccolta, ripartizione e utilizzo dei fondi».

«Sono molto preoccupato per l’impatto che la crisi sta avendo sulla vita delle persone. Ho ricevuto – ha aggiunto – un appello di numerosi associazioni di solidarietà che si occupano dei più poveri nei nostri Paesi».

Con riferimento ai temi economici, Sassoli ha detto: «Non è il momento di annacquare le nostre ambizioni. Dobbiamo mostrare ai nostri cittadini il valore dell’Europa e la nostra capacità di trovare soluzioni che contino per la loro vita».

«Questi strumenti – ha spiegato il presidente dell’Eurocamera – permetteranno di ridurre le disuguaglianze e fare dell’Europa il leader delle trasformazioni epocali che abbiamo davanti».

L’incontro è stato incentrato soprattutto sul Next Generation Eu il piano di ripresa dell’Ue, e sul bilancio europeo per il settennio 2021-2027.

«Sul piano di ripresa il parlamento è chiaro, è una buona base di partenza e ci auguriamo che il Consiglio la apprezzi per iniziare una negoziazione. Vogliamo un piano di ripresa e un Qfp (quadro finanziario pluriennale) che siano la benzina del motore che deve ripartire», ha proseguito il presidente del Parlamento europeo.

Sassoli ha inoltre affrontato il tema della ripartenza e delle sfide che attendono gli Stati membri. «Abbiamo ora l’opportunità di rimodellare l’Europa e di renderla più equa, più verde e più lungimirante.

A tal fine dobbiamo cogliere al volo questa occasione per introdurre un paniere di nuove risorse proprie. Serve riformare il versante delle entrate di bilancio e, per il Parlamento, l’introduzione di nuove risorse proprie è un prerequisito indispensabile per qualsiasi accordo globale sul Quadro finanziario pluriennale» ha aggiunto Sassoli.

Che ha poi sottolineato l’importanza del fattore tempo. «Il tempo è un lusso che non possiamo permetterci: dobbiamo agire con urgenza e coraggio, perché i cittadini, le imprese e le economie dell’Unione hanno bisogno di una risposta immediata». «I cittadini si aspettano un’azione coraggiosa – ha aggiunto Sassoli – e noi dobbiamo rispondere alle loro aspettative».

Dello stesso avviso anche il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, prima dell’inizio del vertice in videoconferenza. «Abbiamo una responsabilità collettiva di arrivare a un risultato. Ora è il momento di impegnarsi».

«Oggi attraversiamo una tappa cruciale verso l’uscita dalla crisi. Sono felice di presentare il Next Generation Eu al Consiglio europeo. Il nostro pacchetto aiuterà l’Europa per una ripresa resiliente, sostenibile e digitale. Ora dobbiamo unire i nostri sforzi, non è consentito alcun ritardo» ha invece scritto sui social la presidente della Commissione Ue, Ursula Von der Leyen.

Di parere opposto invece il cancelliere austriaco Sebastian Kurz in un messaggio pubblicato a margine del vertice Ue. «Il Recovery Fund non deve aprire la strada a un’unione del debito» perciò «deve esserci un limite di tempo e si deve discutere di chi paga quanto, di chi beneficia di più e di quali condizioni vincolano gli aiuti». Così «l’Austria è ben coordinata con Danimarca, Olanda e Svezia» e, sottolinea Kurz, il nostro «obiettivo è mostrare solidarietà ai Paesi più colpiti dal coronavirus».