Indagatori dell’incuboLa morbosa ossessione degli utenti di Reddit per la cronaca nera

Le comunità dei “websleuthers” discute e analizza casi irrisolti. Nel tempo si sono evolute e oggi consentono di condividere documenti ufficiali. Qualche volta hanno persino aiutato a venire a capo di misteri ormai dimenticati, ma in realtà possono anche fare molti danni

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Il caso di Madeleine McCann si avvia in questi giorni verso una risoluzione; in questi tredici anni sulla sua scomparsa hanno indagato non solo gli investigatori dei quattro paesi implicati e decine di giornalisti europei, ma anche una vasta comunità di detective dilettanti che si incontrano in forum e social network con l’ambizione di affiancare e a volte completare le investigazioni ufficiali. Hanno incrociato dati, informazioni e ipotesi portando avanti ricerche parallele che sono finite nel calderone della grande ossessione collettiva per la bambina inglese.

Non è un fenomeno recente. I websleuthers sono un sottobosco che popola internet già dagli anni novanta, lavorando fuori dal campo visivo di chi legittimamente ha il diritto di lavorare su questi casi e perlopiù lontano dal contesto mediatico che gira intorno alla cronaca nera. 

Tra le prime comunità a nascere con l’intento di dedicarsi all’investigazione amatoriale, Websleuths è in attivo dal 1999: è un forum di discussione su casi criminali irrisolti, persone scomparse, misteri. Il termine websleuth identifica quel tipo di detective digitali che fanno dell’internet il proprio campo di battaglia e che invece di recarsi fisicamente sui luoghi d’interesse impiegano tempo e risorse nell’analisi di archivi pubblici, documenti messi a disposizione dalle varie forze dell’ordine e nello studio esaustivo di ogni possibile teoria e scenario.

Uno dei terreni di discussione più fertili per questa comunità è Reddit. La sezione (o subreddit) Unresolved Mysteries (il cui nome è un clin d’oeil al programma televisivo americano Unsolved Mysteries: qualcosa di simile per temi e impatto culturale a Chi l’ha visto) ha più di un milione di membri e migliaia di discussioni attive. In mano ai websleuthers, la cronaca nera è più democratica che nei media mainstream.

L’ossessione dei detective digitali si concentra tanto su casi di enorme visibilità (la morte di Caylee Anthony nel 2011 e quella di JonBenét Ramsey nel 1996) quanto su vittime completamente dimenticate. La maggioranza delle discussioni gira intorno a persone scomparse o a vittime di omicidio sulle quali le investigazioni ‘ufficiali’ sono in stallo o addirittura abbandonate; spesso questi detective dilettanti sono mossi dal desiderio di riscatto di quelli che potremmo definire gli underdog del true crime, lontani dal profilo della ‘vittima perfetta’ come Madeleine o JonBénet.

L’intenzione è anche riscrivere la scala di priorità del circuito mediatico-giudiziario, dove vittime ad alto profilo canalizzano attenzione e risorse in misura maggiore rispetto a prostitute, senzatetto e persone affette da disturbi mentali.

Con un sistema di moderazione severo che richiede chiarezza e precisione nelle proposte di nuove discussioni, Unresolved Mysteries è in aggiornamento continuo di casi, senza che ci siano limiti temporali: niente cade in prescrizione su Internet.

Reddit è solo la superficie di un universo molto più ampio.

Il già citato Websleuths ha un sistema di verifica e legittimazione per chi è in grado di esibire determinate certificazioni: esperti di genetica e DNA, forze dell’ordine, avvocati. Sembra solo un passatempo per ossessivi con molto tempo libero, ma gli effetti sul mondo reale talvolta sono tangibili, in positivo quanto in negativo.

Un esercizio molto praticato tra gli websleuthers è il continuo confronto tra gli archivi delle persone scomparse e quelli dei corpi non identificati al momento del decesso, come in un diagramma di Venn dei dimenticati. La comunità del forum Crime Watchers in questo è più strutturata di Reddit: il sito è organizzato in diverse sezioni, tra cui quella del campo ‘Missing’ e quella del ‘Do you know me?’.

Questi forum si appoggiano ad archivi federali di corpi non identificati come namus.gov o associazioni come Doenetwork (International Center for Unidentified and Missing Persons), servizi pubblici che propongono descrizioni, fotografie, rapporti medico-legali e informazioni varie nel tentativo di dare un nome e un’identità a queste persone e, anche, nella speranza che qualcuno riconosca tra loro un volto. È un lavoro di identificazione faticoso e frustrante, che richiede risorse che spesso le forze dell’ordine non possiedono. È uno dei fronti sui quali il lavoro dei websleuthers ha un impatto più concreto, nel dare ai familiari restanti un qualche tipo di chiusura se non il miracolo di un ritrovamento.

È questa comunità che ha aiutato a mettere la parola fine nel caso di Grateful Doe, autostoppista ritrovato sul luogo di un incidente stradale in Virginia e rimasto senza identità per vent’anni. Soprannominato così secondo la tradizione americana per i corpi non identificati (Jane Doe per le donne) e per i biglietti di un concerto dei Grateful Dead che gli furono trovati in tasca, questo corpo è stato a lungo oggetto di speculazione nei forum. Nel 2012 una ricostruzione digitale del suo viso effettuata dal National Center for Missing and Exploited Children cominciò a circolare in rete, finché non raggiunse i suoi ex-coinquilini grazie all’attivismo dei websleuthers. Jason Patrick Callahan sparì il primo giugno del 1995, morì il ventisei dello stesso mese e ritrovò il proprio nome a gennaio 2015.

Ce ne sono molte di storie di successo come questa, come ci sono inevitabilmente casi in cui un errore d’identificazione ha portato sofferenza e conseguenze serie per persone innocenti, ad esempio l’errata identificazione di Sunil Tripathi come uno dei due attentatori della maratona di Boston nel 2013. Sunil era all’epoca già scomparso da un mese e sarebbe poi stato ritrovato suicida. In questo caso i websleuthers avevano preso un abbaglio identificando Sunil da una fotografia, quando lui era completamente estraneo ai fatti. Il loro errore portò un’attenzione morbosa e aggressiva di pubblico e mass media sulla sua famiglia.

Il raggio d’azione di questa comunità è prevalentemente concentrato sul mondo anglofono, ma la natura internazionale dei suoi membri permette a volte a casi di origine europea o asiatica di essere conosciuti al di fuori del loro contesto d’origine.

Anche i misteri italiani che appaiono sul radar della comunità degli sleuthers rispecchiano il pattern di mettere in risalto casi sconosciuti al fianco degli episodi principali della grande cronaca. I detective hanno provato a indagare il mistero di Ustica e il Mostro di Firenze ma anche vicende dimenticate come il ritrovamento dei resti di ‘Viola’, una donna tuttora senza identità il cui corpo fu ritrovato a Cavaria, provincia di Varese, nel 2001 e anni dopo la sua morte.

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