Il risveglio dopo la crisiUn Canto per Milano: al Parenti un atto d’amore per fare ripartire la città

Reading, presentazioni, letture e poesie per una serata che coinvolge le realtà sociali e culturali della metropoli. Una chiamata alle armi per ritrovare la voglia di essere e di fare, ma anche per individuare i volti che costruiranno il futuro

Un atto d’amore per sostenere una città che è uscita sofferente. Una iniziativa per accompagnarne il risveglio. È “Un Canto per Milano”, evento che avrà luogo il 14 luglio dalle 21:30 ai Bagni Misteriosi del Teatro Franco Parenti (ingresso libero).

Serata nata su ispirazione della fondatrice, Andreé Ruth Shammah, insieme agli editorialisti del Corriere della Sera, l’ex direttore Ferruccio De Bortoli e Giangiacomo Schiavi, per dare voce al desiderio di ritrovare, per la città, l’energia e la freschezza necessarie per ripartire dopo i mesi di chiusura.

L’ispirazione giusta? Da cercare nel passato di Milano, nei suoi momenti bui dai quali, con determinazione e lavoro, è sempre riuscita a uscire. A letture di brani scelti del libro “Milano e il suo destino” di Carlo Tognoli, ex sindaco, si alterneranno interventi e testimonianze, racconti e poesie, video e foto da parte delle numerose realtà culturali e sociali milanesi.

Un panorama ricco: va dal Teatro alla Scala al Piccolo, dalle Università Milanesi, compreso il Conservatorio “Giuseppe Verdi”. Ci sarà spazio per la rassegna culturale “La Milanesiana”, con la partecipazione dell’Associazione Italiana Editori, ma anche Vidas e Fondazione Floriani, Assolombarda con il vicepresidente Alberto Calabrò, ChiamaMilano e Milly Moratti, i City Angels, il Fai, la Fondazione Bolton Hope Onluns, la Fondazione don Gino Rigoldi. E ancora: Piano City, One Ocean, il Mare Culturale Urbano, l’Istituto Bruno Leoni, il Memoriale della Shoah, la fondazione Pirelli.

Un rito collettivo, una chiamata alle armi, una conta per ritrovarsi, ripresentarsi e ricominciare da capo. Anche dando spazio e nuove voci, nuove leve che domineranno la scena culturale e sociale della città di domani.

È anche una cesura tra il prima e il dopo. Un modo per «mettere insieme tutti gli uomini di buona volontà, riunirli e creare un’energia positiva in grado di smuovere tutte le persone, che esistono ma che non sono visibili», quelle che «saranno i volti del futuro», spiega la stessa Shammah al Corriere della Sera.

Le nuove facce, il motore del futuro, quelli che rappresentano la Milano che fa. E che, anche questa volta, trascineranno la città fuori dalla crisi, ritrovando «la voglia di essere e la voglia di fare».

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