Il suono dei sensiIl racconto erotico in un podcast. È arrivato “Dirty Diana”, e la protagonista è Demi Moore

In una storia scritta e pensata per un pubblico femminile si gioca sui sogni inconfessabili e le fantasie piccanti delle donne, consegnati a una signora di mezz’età che le metterà in rete conservando l’anonimato

Alberto E. Rodriguez / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP

Non esiste ambito della realtà che non sia stato ancora coperto dai podcast. Storia, costume, politica, certo. Ma anche consigli di vita, vicende di cronaca, scienza.

Quello che mancava – e adesso non manca più – è il sesso. Non quello trattato in maniera più o meno scientifica, o sociologica (che abbonda), bensì una sorta di “serie dei sensi” Il nome inglese rende bene l’idea: “audio erotica” e per il Financial Times si può parlare di «soft porn arricchito da trame più fitte e senza corpi nudi».

Non esisteva, adesso c’è. Il primo esempio è “Dirty Diana” (ma non c’entra niente con Michael Jackson), creato dalla QCODE, che vanta un cast eccezionale, con Demi Moore nella parte del personaggio principale, insieme a Andrea Riseborough, Gwendoline Christie e Lena Dunham. Il podcast è scritto da Shana Feste ed è un prodotto che punta alle donne.

Se funzionerà o meno si vedrà in futuro. Al momento le prime puntate non sono «del tutto orrende». La storyline intorno a cui ruota la serie riguarda Diana (appunto), interpretata da Demi Moore, una signora di mezza età che lavora in una importante azienda finanziaria e con un matrimonio in crisi.

Il marito Oliver (interpretato da Claes Bang) è sempre più assente e distante. E le sue serate con gli amici a giocare a poker si rivelano, in realtà, delle visite a un locale di spogliarelliste.

Diana, però, ha un lato segreto: chiede alle donne di conoscere le loro fantasie erotiche e poi, con un falso nome (e il loro consenso) le pubblica registrate online. Questo è il lato piccante.

È anche il vecchio modello di sessualità femminile che si basa più sul racconto che sulle immagini (come sarebbe invece quella maschile), che si rivela in un prodotto pensato per le donne e che ha il merito di concentrarsi sull’esperienza femminile, senza tralasciare le cose sporche (ma senza affondarci).

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