La pittrice coraggiosaIl doodle di Google rende omaggio ad Artemisia Gentileschi

È stata una delle più celebri artiste italiane, sia per le sue opere di stile caravaggesco sia per la sua vita

doodle Google

Il doodle di Google di oggi è stato dedicato alla pittrice italiana Artemisia Gentileschi. Simbolo del femminismo, la pittrice nacque a Roma 427 anni fa, l’8 luglio del 1593, ed è ricordata sia per le sue opere di stile caravaggesco, sia per la sua vita.

Gentileschi visse tra Firenze (dove divenne la prima donna ammessa all’accademia delle arti del disegno), Roma, Venezia e l’Inghilterra, morì nel 1653 e fu seppellita presso la Chiesa di San Giovanni Battista dei Fiorentini di Napoli. Orfana di madre, la sua crescita fu condizionata dall’ambiente in cui viveva, non a caso frequentava artisti e intraprese così la carriera del padre.

Suo padre Orazio era un pittore e istruì la giovane Artemisia nello stile di Caravaggio, che la spinse verso la pittura “alta”, soggetti sacri e storici. Tra i primi quadri che le vengono attribuiti c’è Susanna e i vecchioni, del 1610, conservato oggi al castello di Weißenstein, in Germania. Tra il 1612 e il 1612 realizzò invece il quadro intitolato Giuditta che decapita Oloferne, divenuto in seguito uno dei più noti della sua produzione e conservato nel Museo nazionale di Capodimonte a Napoli.

La pittrice viene inoltre ricordata per il suo coraggio. Gentileschi si ribellò allo stupro subito nel 1611 dal suo maestro di prospettiva Agostino Tassi, a cui l’aveva indirizzata il padre Orazio. Tassi promise un “matrimonio riparatore” che però non avvenne mai perché Gentileschi decise di portare il suo aggressore in tribunale.

Durante il processo la giovane fu torturata fisicamente per verificare la veridicità delle sue accuse, e subì un supplizio progettato per i pittori, che consisteva nel fasciare loro le dita delle mani con delle funi fino a farle sanguinare. Lei non ritrattò mai la sua posizione, ma attorno a lei furono costruite le storie più disparate. Tassi venne infine condannato a cinque anni di reclusione nel 1612.