Romanzi di domaniMoriremo prima di poter leggere questi libri (ma non è detto che sia un male)

Future Library è un progetto artistico e una capsula del tempo letteraria. Raccoglie inediti di autori come Margaret Atwood, David Mitchell e Ocean Vuong. Opere tolte a noi per essere regalate ai posteri. Chissà se apprezzeranno il pensiero

Immagine tratta da Flickr

Per leggere il prossimo libro di Ocean Vuong, scrittore americano di origine vietnamita, bisogna essere molto giovani. Oppure, molto (ma molto) longevi. La migliore condizione, tuttavia, resta quella di non essere ancora nati.

Perché l’opera, che in realtà non è ancora nemmeno stata scritta, verrà pubblicata solo 2114. Cioè tra 94 anni.

L’autore di “Brevemente risplendiamo sulla Terra” è l’ultimo, in termini di tempo, a partecipare all’iniziativa “Future Library”, un progetto artistico pensato dalla scozzese Katie Paterson, che vuole radunare in una sorta di capsula del tempo letteraria opere inediti di autori contemporanei famosi.

Prima di lui hanno contribuito la canadese Margaret Atwood, il britannico David Mitchell, l’islandese Sjón, Elif Shafak, Han kang e Karl Ove Knausgard.

Tutti selezionati per i loro meriti letterari e, come recita la frase esatta (che sembra la motivazione di un premio Nobel) «per la loro abilità di catturare l’immaginazione di questa e della prossima generazione».

Sul tema c’è totale libertà, così come sul genere e sulla lunghezza. Unico vincolo: consegnare di persona il manoscritto in una piccola cerimonia nella foresta Nordmarka, a nord di Oslo, dove sono stati piantati mille alberi nel 2014, gli stessi che saranno utilizzati per fare la carta su cui saranno stampate le copie dei manoscritti – e allora sarà possibile leggerli.

Il progetto si presta a diverse visioni: è l’idea di una scrittura ecologica, un dono per il futuro, o come la vede lo stesso Vuong, «un modo per piantare semi letterari».

Di sicuro, c’è l’intenzione di proporre un approccio nuovo, forse più sano, alla vita. «Molti dei nostri problemi», continua lo scrittore in una telefonata al Guardian, «sono causati da questo stile di vita “Yolo”, You Only Live Once, per cui bisogna godere al meglio della propria esistenza, consumare le risorse e non pensare agli altri, distruggere il mondo e fare ciò che si vuole».

L’ispirazione di Future Library è il contrario: togliere all’oggi per dare al domani, porre delle fondamenta, stabilire delle premesse, lasciare a chi viene dopo. Un regalo, insomma.

E come per tutti i regali, la domanda è d’obbligo: ma apprezzeranno?

Non possiamo sapere se i destinatari, una volta aperto lo scrigno, troveranno gli inediti di autori celebri, o gli inediti di autori ormai sconosciuti. Saranno pilastri della letteratura? Saranno considerati minori o addirittura minimi? Ci saranno ancora i libri? Si leggerà ancora o si preferiranno forme di intrattenimento visive derivate dai discendenti di TikTok?

«Del resto Melville aveva venduto solo mille copie di “Moby Dick”, che oggi è considerato un caposaldo», ricorda Vuong. Per lui il progetto «è un antidoto ai trend del mercato», che permette di far vedere, a distanza di un secolo, «quali sono stati gli oggetti ritenuti degni di attenzione e stima».

Sembra affascinante, ma è un gioco che più o meno capita tutti i giorni: le opere della francese George Sand, per esempio, erano dei veri e propri bestseller al suo tempo. Oggi, a parte ripubblicazioni celebrative, e qualche dottorando più o meno obbligato, chi le legge più?

In un certo senso, per questi autori la capsula del tempo è una minima assicurazione sulla vita, o meglio, sulla notorietà postuma.

Si garantiscono insomma che, visti i chiari di luna del mondo editoriale, i saliscendi delle scale di valore letterarie, i canoni che si smontano e si rimontano, almeno qualcuno in futuro li leggerà.

Non saranno i nuovi Shakespeare, e nemmeno i nuovi Omero. Ma almeno per qualche giorno di un anno futuro non saranno nemmeno dimenticati.