Doppio surplusLa grande riserva di crescita addizionale della Germania che salverà anche l’Unione Europea

Oltre alle riforme Hartz IV, lo Stato tedesco ha beneficiato dell’ascesa dei Paesi emergenti e del picco dell’export. Il bilancio pubblico può accumulare senza problemi del debito, anche se il ridimensionamento della domanda di esportazioni costringe Berlino a contribuire per il salvataggio dell‘Unione europea

Su Linkiesta sono usciti nei giorni scorsi due articoli sulla Germania. Laddove si narra di come i tedeschi abbiano riformato il loro sistema di protezione sociale e quindi anche in parte il loro sistema economico, e che questo abbia consentito loro di riagguantare la crescita.

Il primo articolo era sulla riforma del mercato del lavoro e, più in generale, sulla riforma del welfare state. Questa doppia riforma ha aiutato a riportare la crescita in Germania. Il secondo articolo era sul confronto tra il welfare state tedesco, ormai riformato, e quello italiano, messo peggio in partenza, ancora da riformare. Ne viene fuori la lettura di una Germania capace di mutare come pochi alcune delle proprie caratteristiche. Proviamo a estendere il ragionamento intorno alla Germania alle ultime vicende, quelle legate alla decisione di varare delle politiche economiche ultra espansive per combattere la crisi che ha origine nel Coronavirus.

La Germania ha avuto dal Secondo dopoguerra, come già era accaduto dalla fine dell’Ottocento ai primi Novecento, una crescita esplosiva. Poi agli inizi del nuovo millennio la crescita si era fermata, tanto che la Germania era stata definita “il malato d’Europa”. A metà del decennio scorso è però ripartita, grazie anche alle riforme ricordate nel primo dei due articoli pubblicati da Linkiesta. La disoccupazione si è dimezzata, anche sommando le donne che sono entrate nel mercato del lavoro. Decenni fa le donne in Germania avevano un tasso di occupazione molto basso, non dissimile da quello italiano. 

Le riforme Hartz IV sono state molto importanti perché, tagliando alcuni benefici che si avevano nel campo della sicurezza sociale per chi perdeva il lavoro o aveva un reddito basso, hanno creato degli incentivi a cercare lavoro. Le riforme dette di Hartz IV sono state così di grande importanza, anche per gli effetti politici, perché han fatto perdere le elezioni a chi le aveva promosse, ma affermare che la rinascita tedesca sia dipesa solo o in gran parte da queste riforme non è corretto. 

La Germania, le cui esportazioni sono pari ad un mostruoso 50% del Pil, ha beneficiato soprattutto della gran crescita dei Paesi emergenti, che hanno comprato i manufatti tedeschi e non solo delle riforme del suo Welfare State. Le imprese tedesche non solo esportano come nessun altro, al pari dei soli cinesi, ma investono sempre più all’estero. Qui però va notato che riportano dei risultati inferiori a quelli di altri Paesi sul fronte della redditività.

Sembra così che in Germania il tutto sia messo (o quasi) nel “migliore dei mondi possibili”. Grazie alle caratteristiche della crescita che si avuta prima del Coronavirus, la Germania registra un doppio surplus: – verso l’estero (esportazioni maggiori delle importazioni) – e del bilancio pubblico (entrate maggiori delle uscite sia prima del pagamento degli interessi sia dopo). La grande riserva di crescita addizionale si ha perché il bilancio pubblico può accumulare senza problemi del debito e perché le esportazioni per quanto possano ridursi non riuscirebbero a far diventare la Germania un Paese che accumula debito con l’estero.

Questo doppio surplus è una grande riserva di crescita addizionale se i tedeschi decidessero di rilanciare la loro domanda interna, che si traduce anche in importazioni dagli altri Paesi europei. Anche perché di fronte al ridimensionamento della domanda di esportazioni tedesche da parte dei Paesi emergenti, è razionale per Berlino contribuire a salvare se stessa ma anche l’Unione Europea con un intervento monetario e fiscale senza precedenti.

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