Regole per la scalataQuattro suggerimenti concreti per avere successo professionale

La crisi causata dal coronavirus ha avuto un impatto enorme sulle economie di tutto il mondo e per molti giovani è diventato più difficile che mai trovare un impiego. In queste condizioni non bisogna essere disperati nella ricerca del lavoro e non si deve confondere l’essere occupati con l’efficienza

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La crisi da coronavirus ha avuto un impatto enorme sulle economie di tutto il mondo. Per molti giovani è diventato più difficile che mai trovare un lavoro. Soprattutto in queste condizioni, è molto importante comprendere e seguire alcune regole per raggiungere il successo professionale. Ecco quattro suggerimenti per aiutarvi a intraprendere questa strada:

1. Trovate un lavoro che vi piace fare!
«Penso che tu sia fuori di testa se continui ad accettare lavori che non ti piacciono solo perché ritieni che staranno bene sul tuo curriculum. Non è un po’ come andarci piano con il sesso per avere più rapporti da vecchio?». Questa analogia è di Warren Buffett.

Il significato è che dovremmo concentrarci sulla ricerca di un lavoro che ci piaccia veramente e che si adatti alle nostre capacità e ai nostri interessi. Molte persone continuano a svolgere lavori che hanno scelto quando avevano poco più di vent’anni o lavori che hanno accettato per far contenti i loro genitori. E continuano così anno dopo anno per decenni, nonostante non ottengano né sostanziali ricompense economiche né riconoscimenti professionali.

2. Non siate candidati “disperati” o “bisognosi”!
«In un certo senso, molti candidati sono un po’ come i mendicanti: accettano qualsiasi cosa e non sono esigenti», ha osservato il professore di marketing David J. Schwartz. E ha ragione! Durante ogni colloquio, non lasciate fuori dalla porta il rispetto per voi stessi e l’orgoglio. Non sforzatevi di indovinare cosa vogliono sentire i vostri intervistatori: vedranno tutto ciò come una debolezza e perderanno l’interesse che hanno nei vostri confronti. Mostrate loro che volete davvero quello specifico lavoro, ma assicuratevi di non sembrare disperati e supplichevoli.

Siate educati ma sicuri e mostratevi interessati facendo domande. Fate in modo che i vostri intervistatori percepiscano che il processo di conoscenza è reciproco, che cioè state “intervistando” l’azienda tanto quanto loro stanno intervistando voi. Questo aumenterà notevolmente le vostre possibilità di ottenere il lavoro. Cercare lavoro è un po’ come corteggiare una donna: un uomo risulta più attraente agli occhi di una donna se questa crede che sia desiderato da altre donne e che, per averlo, dovrà fare uno sforzo in più. Chi proietta di sé l’immagine del “bisognoso” ha meno speranze di riuscire, in amore o nei colloqui di lavoro.

3. Il vostro capo è il cliente numero uno!
Ecco un altro prezioso consiglio, questa volta formulato dal “motivatore” Brian Tracy: «Il tuo cliente numero uno al lavoro è il tuo capo … Più è felice il tuo capo per te e il tuo lavoro, più sarai felice e avrai successo, e più sicuro sarà il tuo futuro».

“Mantenere felice il capo” suona un po’ come un’affermazione da leccapiedi, non è vero? Ovviamente non è quello che Tracy aveva in mente. La maggior parte dei capi non apprezza particolarmente i membri del proprio team senza spina dorsale, che non esprimono la loro opinione per paura di offendere i loro superiori, anche se sfortunatamente ad alcuni piacciono i dipendenti che non hanno mai il coraggio di contraddirli.

Prendetevi un momento per pensare a cosa intende Tracy. È importante sapere esattamente cosa si aspetta un capo. Ma come potete scoprire cosa vuole il vostro capo? La maggior parte dei capi è più che felice di sedersi e discutere le proprie aspettative con i dipendenti. Potete anche provare questo approccio: pensate alle dieci cose che sono più importanti per il vostro capo e annotatele. Quindi fissate un appuntamento con lui e chiedetegli una valutazione onesta di ognuno di questi aspetti su una scala da 1 (“per niente importante”) a 10 (“massima priorità”).

Ditegli che siete ansiosi di fare progressi e che apprezzereste il suo feedback per assicurarvi che le vostre priorità siano chiare e condivise. Il capo apprezzerà sicuramente una tale iniziativa. In un sondaggio è stato chiesto a dirigenti e manager di aziende quali fossero i loro dipendenti ideali. Il risultato è stato il seguente: gli intervistati hanno messo al primo posto le persone che hanno la capacità di stabilire le giuste priorità.

4. Non confondete l’essere occupati con il lavoro efficiente!
L’autore di bestseller Timothy Ferriss ha espresso parole dure nei confronti di quelle persone che confondono l’essere occupati con il lavoro efficiente: «Essere occupati è una forma di pensiero pigro e di azione indiscriminata. Essere sopraffatti dalle mansioni è spesso improduttivo come il non fare nulla, ed è molto più spiacevole». Molti dipendenti misurano il proprio apporto all’andamento dell’azienda in termini di ore trascorse in ufficio. Nessuno, e certamente solo il “superiore” o il manager meno intelligente, misurerebbe mai i propri dipendenti sulla base di tale standard.

Probabilmente avete sentito dire che il 20% delle azioni genera l’80% dei risultati. Quindi dovete identificare quel 20% e poi concentrarvi proprio su quelle attività. La maggior parte delle persone che non fa carriera nella vita non è necessariamente pigra o priva di ambizione: semplicemente spreca troppo tempo in attività inutili piuttosto che concentrarsi su quelle poche che farebbero la differenza e genererebbero davvero dei risultati.

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