Bandiera biancaL’incredibile (e inguardabile) campagna social del Pd del Lazio

Una mascherina chirurgica gigante issata su un’asta e la didascalia «La nostra bandiera della responsabilità». Non è la prima volta che l’account della sezione regionale del partito posta immagini discutibili

Immagine presa dall'account Facebook "Partito Democratico del Lazio"

Una grande mascherina chirurgica issata su un’asta sventola come una bandiera. Un post pubblicato sui profili social Facebook e Twitter del Partito democratico del Lazio sta facendo molto discutere. La didascalia di accompagnamento – «La nostra bandiera della responsabilità» – non aiuta. E c’è anche l’hashtag di riferimento #pdlazio.

LA NOSTRA BANDIERA DELLA RESPONSABILITÀ
#pdlazio

Pubblicato da Partito Democratico del Lazio su Sabato 29 agosto 2020

Il post lanciato sulle pagine social dei dem è stato subito preso d’assalto dall’ironia degli utenti, compreso chi sottolinea il ritrovamento di almeno una mascherina tra quelle smarrite: la scelta di quell’immagine, infatti, stona con il caso delle “mascherine fantasma” della Ecotech, e quello più recente relativo ai camici e tutto il vestiario di protezione commissionato a una società tarantina e mai arrivati.

Non è la prima volta che la sezione regionale del Partito democratico prende decisioni discutibili sui social network. Poco prima di Ferragosto gli stessi account avevano pubblicato un’immagine discutibile in occasione dell’annuncio della candidatura di Virginia Raggi a sindaco di Roma per un altro mandato.

Nella foto c’è una statua con un’espressione di delusione che si porta una mano sul viso. Accanto la nuvoletta di un fumetto che esclama: «Se ricandida». Il post sarebbe teoricamente muto, lasciando parlare l’immagine: c’è scritto soltanto «SENZA PAROLE», in maiuscolo e tra parentesi, sempre acompagnato dall’hashtag #pdlazio.

Anche lo scorso febbraio la campagna social dei dem aveva inanellato due gaffe simili. Prima con la pubblicazione della fotografia di un bambino che si trova al di là di una rete, accompagnata dalla didascalia: «Anche lui vuole ballare al Papeete», alludendo forse alla necessità di un cambio dei decreti sicurezza, ma a febbraio il Partito democratico era già al governo al fianco dei Cinquestelle.

Dopo la reazione sdegnata della Lega e le critiche sui social, la foto è stata rimossa ed era stato pubblicato un messaggio di scuse.

Pochi giorni dopo gli stessi account avrebbero esaltato un finanziamento alla Casa delle donne, parlando di fondi che il presidente della regione Zingaretti aveva già smesso di erogare.

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