Mississippi BurningMimmo Parisi cerca un avvocato (con i soldi di Anpal)

Il padre dei navigator, nel caos per i suoi rimborsi spese mai rendicontati, ha pubblicato un avviso per la ricerca di un assistente legale che dovrà anche assisterlo «sulle tematiche relative ai rapporti con gli organi di controllo e vigilanza»

(Linkiesta)

Tra i rimborsi spese contestati (e mai rendicontati) per i voli in business class, lo scambio di lettere al veleno con la direttrice generale e le richieste continue di dimissioni da maggioranza e opposizione, il presidente dell’Agenzia nazionale delle politiche attive (Anpal) Mimmo Parisi ora ha pensato di procurarsi un avvocato.

Il guru del Mississippi e padre dei navigator, voluto in Italia da Luigi Di Maio, il 13 ottobre ha pubblicato sul sito di Anpal Servizi un avviso per la ricerca di un «assistente legale dell’amministratore unico». Ovvero un avvocato per il professore che, appunto, è anche amministratore unico della controllata Anpal Servizi.

Si cerca, recita l’avviso, «una figura che supporti l’Amministratore Unico nella gestione dei programmi e delle attività guidate dai Direttori e nella risoluzione delle relative criticità, con particolare riguardo alle problematiche di natura giuridica». L’assistente «dovrà altresì supportare l’Amministratore Unico sulle tematiche relative ai rapporti con gli organi di controllo e vigilanza della Società».

Rapporti che, non a caso, hanno creato non pochi problemi al professore italoamericano. Nonostante i ripetuti annunci e le dichiarazioni puntualmente smentite dalla direttrice generale di Anpal Paola Nicastro, Parisi non ha fornito agli organi di controllo la documentazione sui rimborsi spese da oltre 160mila euro chiesti nel 2019 tra gli aerei da e per gli Stati Uniti in business class, l’autista personale e la casa in affitto a Prati.

E da mesi ormai va avanti uno scambio di lettere durissime sia con i dirigenti del ministero del Lavoro che chiedono chiarimenti sulle spese e la compatibilità del presidente con i ruoli che ricopre in Mississippi, sia con la direttrice di Anpal Nicastro. I rapporti istituzionali tra i due sono ormai a zero. Parisi, in audizione alla Camera a fine luglio, ha sollevato dubbi – subito chiariti in una nota inviata dalla dirigente alla Commissione – sulla legittimità e i costi della app “Resto in campo” sviluppata per i lavoratori agricoli durante il lockdown. E ha messo all’ordine del giorno del consiglia di amministrazione anche il taglio dello stipendio della direttrice, che è dovuta ricorrere addirittura alle vie legali con una diffida.

Nel 2019 Parisi era stato chiamato da Di Maio per rivoluzionare i centri per l’impiego e trovare un lavoro ai percettori del reddito di cittadinanza. Ma un anno e mezzo dopo, i risultati non si vedono. E da quando è salito alla guida dell’Anpal, il professore si è fatto terra bruciata intorno. Anche con la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, che vigila sull’agenzia, con la quale convive ormai da separato in casa. Soprattutto dopo la dura lettera del segretario generale del ministero Raffaele Tangorra, in cui si chiedeva conto del nuovo regolamento sui rimborsi spese che Parisi ha scritto e firmato lui stesso e che ha aperto alla possibilità di viaggi intercontinentali in business class, facendo lievitare i soli costi dei voli.

Ma non vanno bene neanche i rapporti con le Regioni, che sulle politiche attive del lavoro conservano le competenze. A luglio, dopo svariate bocciature, Parisi ha approvato il piano industriale di Anpal servizi con il voto contrario del rappresentante regionale in cda. Arrivando persino ad approvare il bilancio della società con il suo solo voto favorevole, dopo che persino il rappresentante del ministero del Lavoro in consiglio si è astenuto.

Ora, mentre si discute di riforma del reddito di cittadinanza, il professore viene ormai additato – anche dai Cinque Stelle – come responsabile del flop del sussidio sul fronte degli inserimenti lavorativi. E la sua poltrona sembra traballare.

I numeri diffusi sui posti di lavoro trovati ai percettori del reddito parlano di 196mila contratti, ma i dati non sono né trasparenti né verificabili. E della famosa app Italy Works, sulla quale il governo gialloverde aveva investito 25 milioni, si è persa ogni traccia. Tanto che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha preferito scavalcarlo, chiedendo alla ministra dell’Innovazione Paola Pisano di realizzare una app alternativa che incroci i sistemi informatici delle regioni.

Ma è soprattutto in casa Anpal che si registrano le frizioni principali per il professore del Mississippi. Come dimostra l’ultima diffida da parte della direttrice Nicastro. Da qui, forse, la necessità per Parisi di procurarsi un avvocato che abbia almeno sette anni di esperienza, un master in ambito legale e una «perfetta padronanza» dell’inglese e che conosca il diritto del lavoro. Stipendio da 3.017,12 euro lordi al mese, con un contratto di collaborazione di 12 mesi. La collaborazione, in ogni caso, si concluderà non oltre la fine del 2021, si precisa. A quel punto, se Parisi dovesse riuscire a restare in carica, sarebbe comunque pronto a fare le valigie per tornare in Mississippi.

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