I divieti del DpcmConte dice che il governo non manderà la polizia nelle case degli italiani, ma serve prudenza con famiglia e amici

Il presidente del Consiglio ha presentato in conferenza stampa le nuove disposizioni: bar e ristoranti chiusi a mezzanotte, divieto di organizzare feste nei locali, sospensione degli sport di squadra amatoriali come calcetto e basket e delle gite scolastiche

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«Non possiamo permetterci di abbassare il livello di attenzione e concentrazione. Queste nuove disposizioni comporteranno dei sacrifici che ci permetteranno però di affrontare meglio questa nuova fase. Dobbiamo evitare di far cadere il nostro paese in un nuovo lockdown generalizzato. Per preservare il tessuto produttivo e la salute dobbiamo predisporci a rispettare queste regole», ha sottolineato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte da Palazzo Chigi il 14 ottobre per presentare il nuovo Dpcm.

Dopo un confronto all’interno del governo e con le Regioni, è stato firmato da Conte e dal ministro della salute Roberto Speranza il documento che introduce le nuove misure, valide dal 14 ottobre al 13 novembre, per contrastare e contenere l’emergenza Covid-19.

Tra le nuove disposizioni, focus particolare sulla chiusura di bar e ristoranti a mezzanotte. Ma anche il divieto di organizzare feste nei locali, la sospensione degli sport di squadra amatoriali come calcetto e basket e delle gite scolastiche e delle uscite didattiche.

Nessun divieto, invece, per lo sport agonistico e per l’allenamento nelle palestre. Gli stadi possono riaprire con una capienza massima pari al 15% dei posti a sedere, per un massimo comunque di 1.000 persone all’aperto e 200 al chiuso. Per gli spettacoli, rimane il limite dei 200 partecipanti al chiuso e dei 1.000 all’aperto, sempre mantenendo il distanziamento dei posti a sedere. Nonostante questo, «le Regioni e le province autonome, in relazione all’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori, possono stabilire, d’intesa con il ministro della salute, un diverso numero massimo di spettatori in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi e degli impianti; con riferimento al numero massimo di spettatori per gli eventi e le competizioni sportive non all’aperto, sono in ogni caso fatte salve le ordinanze già adottate dalle regioni e dalle province autonome».

Per quanto riguarda l’annosa questione dei trasporti pubblici, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti «può disporre, al fine di contenere l’emergenza sanitaria da Covid-19, riduzioni, sospensioni o limitazioni nei servizi di trasporto, anche internazionale, automobilistico, ferroviario, aereo, marittimo e nelle acque interne, anche imponendo specifici obblighi agli utenti, agli equipaggi, nonché ai vettori ed agli armatori». Inoltre, ai presidenti di Regioni viene affidato il compito di programmare i servizi erogati dalle aziende del trasporto pubblico locale.

È stato confermato l’obbligo di mantenere una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. Inoltre, «possono essere utilizzate mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso».

È fortemente consigliato di evitare party in casa un numero di persone non conviventi superiore a sei. Il governo raccomanda comunque di usare le mascherine anche in casa quando si è in presenza di persone non conviventi. «Dobbiamo assumere comportamenti più corretti nelle abitazioni private – ha commentato Conte il 14 ottobre – Stiamo assistendo a una evoluzione della curva del contagio dovuto alle dinamiche che si sviluppano in ambio familiare e amicale. Nonostante questo ovviamente non manderemo le forze di polizia nelle abitazioni private». Il presidente del Consiglio ha tenuto a ricordare di volere tutelare la sfera privata e, a tal fine, «tutti dobbiamo predisporre comportamenti prudenti per gestire questa fase». Per quanto riguarda i pranzi e le cene legate a cerimonie religiose, come matrimoni o battesimi, il governo ha introdotto un limite di 30 invitati.

Il Dpcm firmato il 13 ottobre ha introdotto anche nuove fasce orarie per regolare l’apertura e la vendita di cibo e bevande in bar e ristoranti: dovranno chiudere a mezzanotte e dopo le ore 21 potranno offrire solo servizio al tavolo, tanto all’interno quanto all’esterno dei locali, dove non sarà più possibile sostare dopo l’orario sopracitato.

Sulle mascherine, il decreto ribadisce quanto già detto dal governo precedentemente: restano obbligatorie al chiuso che all’aperto, a meno di essere isolati oppure se si sta praticando jogging o altre attività sportive all’aperto.

Nel Dpcm entra anche anche la nuova quarantena a 10 anziché 14 giorni, misura che ha ricevuto il parere favorevole del Comitato tecnico scientifico. Semaforo verde anche al tampone unico per chi non risulta più positivo dal contagio.

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