Scuola distanteAncora 300mila studenti senza computer e connessione

La didattica digitale torna a essere la normalità per due milioni di alunni delle superiori. Ma gli 85 milioni stanziati nel decreto ristori per acquistare nuovi strumenti digitali non basteranno per coprire il fabbisogno nazionale emerso all’inizio dell’anno scolastico

Pixabay

La didattica a distanza, che ora si chiama digitale e integrata (Did), torna a essere la regola per 2 milioni di studenti. Una platea che, con il nuovo dpcm in arrivo, potrebbe crescere ancora. Ma per 300mila alunni il passaggio alle lezioni via web potrebbe essere ancora molto complicato. Come spiega oggi Il Sole 24 Ore, gli 85 milioni di euro stanziati dal decreto ristori per acquistare pc e chiavette usb rischiano di non bastare. E a questo quadro già complesso vanno aggiunti i ritardi cronici e i gap italiani nella diffusione della banda ultralarga.

Il decreto ristori dovrebbe permettere alle 8mila scuole statali italiane di acquistare e concedere in comodato d’uso gratuito agli studenti meno abbienti 211.469 dispositivi digitali e 11.727 accessi a Internet. Ma sulla base dei monitoraggi ministeriali, allo scorso 1 settembre, mancavano ancora 283.461 pc, mentre 336.252 alunni non avevano una connessione a casa. Ci sarebbero quindi, già in partenza, 300mila richieste destinate a restare inevase.

C’è poi da aggiungere che, a differenza del primo decreto Cura Italia, nell’ultimo provvedimento economico non è stato inserito il personale scolastico. Quindi, se pure si riuscisse a coprire l’intero fabbisogno dei ragazzi, il rischio è che a restare scoperti sarebbero i professori. I sindacati segnalano infatti che un 10% di insegnanti fa ancora fatica a implementare la didattica a distanza. Considerando anche che sei su dieci di loro (secondo uno studio della Cgil) hanno difficoltà a usare gli strumenti digitali per carenza di formazione adeguata.

Senza dimenticare che la banda ultralarga è ancora poco diffusa nel Paese. L’ultima relazione annuale dell’Agcom quantifica al 17,4% la percentuale di edifici scolastici raggiunti dalla fibra. Con alcune regioni, tra cui Molise, Calabria e Trentino Alto Adige, ancora molto indietro (con coperture a una sola cifra). In questi territori, spostare le lezioni da scuola a casa sarà molto più complicato. Un fattore di cui si deve tenere conto nel momento in cui, in vista della prossima stretta, si annuncia una estensione della didattica a distanza.

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