L’effetto Edwige FenechLa destra italiana ha tante leader donne ma le tratta come se fossero l’angelo del focolare

È surreale l’approccio negazionista e maschilista dei giornalisti conservatori nei confronti del femminicidio e del ritardo culturale sul terreno della parità. Eppure il femminismo sostanziale trionfa anche nel mondo non di sinistra

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L’ultimo video che indigna il web arriva da DettoFatto, programma pomeridiano di RaiDue, la rete sovranista. Alla vigilia della Giornata contro la violenza sulle donne la pole dancer Emily Angelillo è stata invitata a spiegare alle signore come fare la spesa in modo sexy. Il tutorial è un surreale copiancolla del pornosoft anni ’80. Il fatale abbinamento tra il mondo del supermarket (quindi: casalinghità, fornelli, grembiuli inamidati, pranzetto per il maritino) e l’effetto Edwige Fenech (quel gran pezzo dell’Ubalda, qui tutta calda persino davanti ai detersivi) allappa gli uomini e fa arrabbiare molte donne. Ma come? In Rai? Proprio oggi? A che Italia parla questa roba qui?

Il giorno precedente c’era stato l’articolo di Vittorio Feltri sulla ragazza che ha accusato di stupro e sequestro Alberto Genovese, lo startupper della Terrazza Sentimento: un editoriale riassumibile in quattro parole: la vittima se l’è cercata. Altra bufera, altro giro di invettive online più una petizione che chiede di sospendere i finanziamenti i giornali sessisti. Ancor prima Filippo Facci sullo stesso argomento: «Lo stupro è un fatto, ma può diventare un’opinione»(un po’ contorto, ma insomma: par di capire che sentirsi violentate dipenda dalla sensibilità personale).

Insomma, la solita gallery della destra maschilista. Infinita, spesso imbarazzante, quasi sempre surreale nel suo approccio negazionista a temi statisticamente innegabili: il femminicidio, la violenza, il ritardo culturale sul terreno della parità. La cosa buffa è che nessuno di questi autori televisivi, direttori, pensatori della narrazione conservatrice, riconosce nella sua parte politica l’esistenza, anzi il trionfo, di un femminismo sostanziale che rende piuttosto ridicolo ogni stereotipo di riferimento del machismo: la casalinga provocante, la puttanella da festino, la predatrice che si traveste da vittima.

Le donne di destra comandano gruppi parlamentari, comandano il Senato, sono le candidate di ogni campagna difficile (Emilia Romagna, Toscana) e le uniche elette governatrici dell’ultima tornata regionale (Donatella Tesei in Umbria e la povera Jole Santelli in Calabria). Il solo partito italiano guidato da una donna è la destra di Giorgia Meloni. La prima e finora unica donna a capo di Rai Uno, Teresa De Santis, è stata benedetta dal capo della destra, Matteo Salvini. La legge più sgradita e fastidiosa per gli uomini italiani, quella sullo stalking, l’ha fatta una donna di destra, Mara Carfagna.

Bisognerebbe fare un elenco di queste potentissime signore e spedirlo ai suddetti autori, direttori, pensatori delle reti tv, dei giornali, dell’opinionismo di destra, per renderli consapevoli del fatto che la loro donna immaginaria – mamma e moglie silenziosa, devota al desco famigliare più che a se stessa ma capace di essere sexy anche quando compra il Dixan – a destra non esiste. Persino l’amatissima Costanza Miriano, che ha venduto qualche decina di migliaia di copie dicendo «Sposati e sii sottomessa», mica sta davanti ai fornelli: lavora da sempre in Rai, ha fondato partiti e associazioni, promosso enormi raduni, gira ovunque per presentare i suoi libri.

Quando scrivo queste cose sui social, c’è sempre qualcuno che replica: ma queste donne di destra, se sono così libere, se sono cosi forti, così potenti, perché non ribattono alle lezioncine maschiliste che arrivano dai loro giornali o dalle loro tv? La risposta è facile. Perché non gli interessa. Perché considerano lo straparlare dell’opinionismo destrorso un Circolo Pickwick di signori di mezza età, innocuo e piuttosto irrilevante. Una bocciofila del titolo urlato e del doppiosenso da caserma che accarezza la fetta di elettorato più anziana e fuori dal tempo, gente che comunque non cambierebbe idea sulle donne manco se andasse a cena con Angela Merkel.

Il video di RaiDue sulla spesa sexy, intanto, è stato segnalato ad AgCom per contenuti sessisti. La puntata di ieri di DettoFatto non è andata in onda (è registrata, chissà che ci avevano messo dentro, forse il tutorial su come rimorchiare fuori dall’asilo dei figli). Magari seguirà condanna, magari no. Una precedente, analoga gaffe Rai si concluse addirittura con la cancellazione del programma. Era il 2017 e “Parliamone sabato” con Paola Perego stilò una lista dei vantaggi offerti agli italiani dal matrimonio con le ragazze dell’Est: il principale era che «dopo aver partorito recuperano un fisico marmoreo».  Apriti cielo. Anche in quel caso Il solo a difendere il servizio fu uno di destra, il criminologo-influencer Alessandro Meluzzi, che giudicò il decalogo divertente e veritiero, accusò i critici di essere schiavi del politically correct e avanzò una sola obiezione tecnica: non tutte le femmine dell’Est sono uguali, in realtà le russe dopo i figli «diventano più larghe che lunghe». Vabbè.

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