Nostalgia canagliaIl miglior antidoto per il lockdown sono i vecchi film e i tuffi nel passato

Di fronte alla complessità di un presente che sfugge, in tanti sentono l’esigenza di ricollegarsi a un passato più semplice. E le trasmissioni anni ’90 svolgono questo compito a meraviglia

da snappygoat

Per combattere lo stress bisogna usare la nostalgia. Sembra un’arma impropria ma, stando a quanto hanno dimostrato questi ultimi mesi di quarantena (più o meno in ogni parte del mondo), funziona.

Il successo di vecchi film e classiconi non è dipeso soltanto dall’assenza di nuove uscite al cinema (quasi tutte rimandate a tempi migliori, tranne “Tenet” di Christopher Nolan, che però non è riuscito a invertire la forza dissuasiva della pandemia) ma, a quanto sostiene questo articolo del New York Times, anche da un banale: sono tutte opere che fanno bene all’anima perché, rimandando lo spettatore nel passato, gli fanno rivivere le atmosfere di tempi migliori. Sembra poco, ma è efficace.

Sarebbe questo il motivo del successo di “Jurassic Park” – quello originale, del 1993 – ai drive-in americani di giugno, e non solo la carenza di alternative.

Del resto sono andati fortissimo anche “I Goonies”, e l’offerta più che tempestiva di Disney + ha messo a disposizione delle famiglie il suo vastissimo archivio, dove i classici animati e le commedie romantiche vanno per la maggiore.

La rosa è quella delle hit anni ’90, con qualche eccezione (i senza tempo come “Ritorno al futuro”) e “Star Wars” (quando ancora in Italia era “Guerre stellari”), videogiochi a 16 bit e, per gli appassionati, anche le Spice Girls.

Vecchi film, vecchie musiche e anche vecchi hobby: secondo alcune ricerche aiuta a superare lo stress e mettere da parte l’ansia. Lo sostiene, tra i tanti, il dottor Wing Yee Cheung, professore di psicologia all’University of Winchester, esperto in nostalgia. «La sensazione è quella di aver perso la capacità di orientarsi nel presente», spiega.

«Si cerca allora conforto nel passato, andando alla ricerca di cose di un tempo in cui stavamo meglio e ci sentivamo più vicini alle altre persone». Queste cose «danno energia per superare i momenti più difficili e andare avanti».

È un modo per distrarsi, una forma di escapismo contemporaneo: non si finge di vivere nel passato ma si risponde al presente. È una tattica che si è rivelata efficace in vari lockdown, dall’India – dove ci si è rifugiati in vecchie canzoni punjabi – all’Australia. Funzionerà anche per l’Europa e, soprattutto, per l’Italia?

È probabile. Ma questa volta, quarantena o non quarantena, il Paese arriverà preparato: anche di fronte a un Natale più o meno solitario e senza cenoni, il tuffo nel classicone di una volta è assicurato. E “Una poltrona per due” farà ancora il suo lavoro.

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