Spaghetti StalinismIl Mes e la spettacolare eresia grillina per imperturbabile ortodossia a Cinquestelle

In vista del voto del 9 dicembre sulla riforma dell’ex Fondo Salva Stati, Vito Crimi prospetta la formula dell’espulsione per anti-deviazionismo. Per giunta accolta positivamente dal Pd, come garanzia dell’istituzionalizzazione europeista del M5S

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse

Il Movimento Cinque Stelle è contro il Mes di ieri, il Mes di oggi e il Mes di domani. Ma giura che espellerà i reprobi che condividendo che il Mes sia stata e sia destinata a rimanere la longa manus dell’usurpazione della sovranità democratica – diciamo: il bazooka dell’Europa delle banche contro l’Europa dei popoli – non voteranno in Parlamento per benedirne la riforma.

Avremo così un’altra pagina spettacolare dello spaghetti stalinism pentastellato: quella dell’espulsione per anti-deviazionismo, dell’eresia per imperturbabile ortodossia. Non è del resto così raro nella storia delle vicende totalitarie – anche di quelle che virano al grottesco da commedia all’italiana – di “compagni” sacrificati per essersi eccessivamente attardati rispetto alle svolte del partito e per essere rimasti fedeli, per stolidità, opportunismo o convinzione alla verità sconsacrata di ieri, contro la verità consacrata di oggi.

Ma di questa vicenda l’aspetto più surreale, al di là dei contorsionismi pentastellati da curia terzo internazionalista, è l’accoglienza che questa esecuzione da tribunale del popolo dei fedelissimi reprobi anti-Mes riscuote nelle lande democratiche, salutata come una istituzionalizzazione europeista del M5S e come una prova di affidabilità di quel che rimane dell’ex partito di Rousseau, diviso tra camarille di potere e di contropotere, e tra l’antipolitica di governo e quella di opposizione. Tanto è bastato per decretare «inesorabile», come ha fatto Franceschini, la nuova alleanza progressista con la fazione dell’ex famiglia grillina e per battezzare come «responsabile» la posizione di Crimi e Di Maio. Perché? Per tatticismo? Per necessità? Per disperazione?

C’è in realtà una spiegazione insieme più onorevole e più inquietante. La posizione del M5S forse non riflette, agli occhi dei democratici, la follia di una banda che – seguendo la linea del senatore Lannutti – dai Protocolli dei Savi di Sion arriva ai forzieri della finanza continentale, convincendoli di avere scoperto il segreto inconfessabile della dittatura dell’Ue, ma di non poterla fare saltare senza morire, come Pietro Micca, nell’eroico sacrificio.

Per il Pd la resistenza grillina è il comprensibile e pirotecnico effetto della costernazione contro i crimini dell’Europa dell’austerità. Non sarebbe, in sé, un male ma l’effetto di un male che sta a monte e che rimanda alle responsabilità europee, non alle deficienze e inefficienze italiane. Grosso modo, i grillini pensano delle colpe dell’Europa quello che per decenni i palestinesi hanno pensato delle colpe d’Israele, nascondendo la propria inadeguatezza democratica dietro il presunto “imperialismo” del nemico sionista. E il Pd tratta i grillini come il Pci trattava l’Olp, illudendosi che a distinguere l’ala politica e l’ala militare fosse un’idea diversa della realtà e non della convenienza.

Visto che i dirigenti democratici sono mediamente persone avvedute e “studiate”, guardano le intemperanze grilline con benevola e a volte irritata condiscendenza, ma non riescono a persuadersi che la radice di questo impazzimento non stia davvero in Europa. L’esperienza del Mes funziona, e gli esempi e i risultati dell’assistenza finanziaria prestata ai Paesi membri (nessuno dei quali fallito o trasformato in un protettorato tecnocratico di Bruxelles) non contano nulla, neppure agli occhi del Pd. E non conta nulla neppure che la discussione sulle possibili clausole di ristrutturazione del debito pubblico dei Paesi eventualmente assistiti non dipende dalle impuntature delle sadiche signorine Rottermaier della finanza europea, ma rappresenta la conseguenza implicita nel rischio di insolvenza di qualunque Paese (senza assistenza, l’insolvenza dei debitori sarebbe ancora più costosa per i creditori ed esposta alla tempesta speculativa).

Insomma, se per il Pd e per le altre forze di maggioranza la “responsabilità” del M5S è di continuare a odiare il Mes, ma di circoscrivere quest’odio al confine della nazione, senza farlo dilagare in Europa, l’impressione è che anche le forze nominalmente europeiste abbiano un’idea decisamente rinunciataria del proprio europeismo.