SerialitàZaniolo, Madalina, Sara, la zia e mammà, la Beautiful che ci meritiamo al tempo di Instagram

Una volta i ventenni e i loro rivolgimenti amorosi stavano dentro le soap opera, e per fortuna non avevano le stories e non facevano le boccucce sui social

Piergiorgio Pirrone/LaPresse

Quando esistevano le classi sociali, le fiabe e le soap opera – da Cenerentola a Beautiful – contenevano sempre una lei povera ma onesta che s’innamora d’un lui principe. Ci si mettevano di mezzo rivali in amore, parenti intriganti, equivoci sulla paternità. 

Adesso, che le classi sociali facciamo finta non esistano, è tutto uguale, ma al pacchetto vanno aggiunte cose come «aveva detto su Instagram che mi amava ma poi ha cancellato» e «mi ha bloccato su WhatsApp». Queste meschinerie della modernità non devono però farci perdere di vista la grande trama: lei ama lui, lui non ama più lei, l’altra – ecco, l’altra è la sorpresa della trama. 

Elenco dei personaggi principali, così come li abbiamo conosciuti dai giornali dell’ultima settimana. 

Nicolò Zaniolo è un calciatore della Roma, ventunenne. Tatuato come i calciatori, coi capelli tinti come i calciatori, con una dialettica da calciatore. Il figlio naturale di Cassano e Balotelli, ma con più infortuni che partite (almeno così mi dicono: io mi occupo di rappresentazione dei sentimenti, mica di calcio). Su Instagram lo segue un milione e spicci di persone. 

Sara Scaperrotta era la fidanzata di Nicolò. L’internet (che sta ai ventenni come le sezioni unite della Cassazione stanno agli adulti) dice che è romana, e che è «studentessa di scienze della moda e del costume» (qualunque cosa significhi). Tenendo come unità di misura Instagram, la seguono un po’ più di centomila persone. 

Madalina Ghenea è una modella e attrice romena, trentatreenne, della quale fino a qualche giorno fa sapevo solo che aveva fatto un film di Sorrentino. La segue quasi un milione di persone. 

Francesca Costa è la madre di Nicolò, e non essendo io fisionomista non sarei in grado di distinguere una sua foto da quella della Ghenea. Hanno quelle facce da Instagram, si fanno le foto allo specchio con la coscia di tre quarti e la boccuccia sporgente. Quel modello che passa per aver inventato Barbara D’Urso, e invece no: l’ha inventato la cultura popolare, sul social in cui tutti vogliono essere fotogenici. La signora Costa ha un’età indefinibile, e quasi quattrocentomila follower, tra cui io, che ho una passione per chi è fatto a forma di Instagram. 

Mentre il paese digerisce panettoni e trova scuse per andare dai parenti nonostante le zone rosse, i personaggi elencati decidono d’intrattenerci con una vicenda che sarebbe stata perfetta per Brooke e Ridge (parlandone da vivi). 

Nicolò annuncia che ha un nuovo grande amore: Madalina. 

Sara annuncia che però lei è incinta. 

Nicolò dice che farà il suo dovere nei confronti del feto custodito da Sara ma che il suo grande amore resta Madalina. 

La zia di Sara dice che sono dei bruti, l’hanno cacciata di casa, e che comunque è la seconda volta nel 2020 che Sara resta incinta e la prima volta ha abortito (due gravidanze accidentali in un anno? Una campagna Instagram che spieghi ai giovani l’esistenza degli anticoncezionali, vi prego), e che sua nipote non è un’arrampicatrice sociale, «se mia nipote aspettasse un figlio da un panettiere, soffrirebbe in ugual modo», e che comunque «c’è una creatura di mezzo» (la mozione Filumena Marturano fa sempre presa sul pubblico). 

Mamma Francesca a quel punto si fa intervistare da una di quelle radio a tema calcistico che ascoltano i tassisti romani, e dice: che la zia non esiste (colpo di scena, puntesclamativo); che Sara era contentissima d’aver abortito, visto che diceva che i due non erano «ancora maturi» (avete voluto abolire il servizio militare, e questo è il risultato: ventenni milionari che pigolano d’essere ancora piccoli e non hanno pratica d’anticoncezionali); che queste cose «succedono mille milioni di volte»: un miliardo di ventenni che fanno il test di gravidanza quando lui le ha già mollate per un’altra, alla faccia del calo delle nascite; che non hanno cambiato casa per cacciarne Sara, ma «per scaramanzia», perché da quando vivevano lì Nicolò aveva avuto due infortuni (è un grande momento storico per il reale che è razionale). 

Tutto questo sarebbe già bellissimo, senonché ieri arriva il comunicato dell’avvocato di Madalina Ghenea. «Madalina Ghenea e Nicolò Zaniolo si sono incontrati una volta sola». Contiene altre righe, ma questo «macchitteconosce» mi sembra esaustivo. 

La Ghenea pubblica sul proprio Instagram la lettera dell’avvocato con annesso un proprio post in cui è eloquente l’uso delle maiuscole. Nel ricostruire che Zaniolo al massimo è un conoscente, altro che fidanzato, la signora Ghenea ritiene di maiuscolare: Famiglia, Arte, Valore, Mamma (il passaggio che contiene quest’ultima parola è l’asso pigliatutto della comunicazione sentimentale contemporanea: «Sono una Mamma, prima di essere un personaggio pubblico»). 

Dopo la smentita legale, Ghenea posta – questa volta nelle storie, quei tondini che scompaiono dopo ventiquattr’ore e in cui si può quindi essere meno severi – prima un «di solito mi fidanzo dopo almeno un anno di conoscenza e non dopo 25 giorni» e poi un «Nicolò è un bravissimo ragazzo, una delle persone più buone che abbia mai conosciuto». Sembra la tipa che ti piace che al liceo ti dice «non voglio rovinare questa bella amicizia». 

Trentacinque giorni fa, quindi dieci giorni prima di conoscere la Ghenea (prendo per buoni i venticinque giorni di frequentazione da lei autocertificati), Zaniolo postava un bacio con Sara con didascalia «Se so cos’è l’amore è grazie a te»; cinque giorni fa, a cogliere l’attimo, si potevano osservare la Ghenea e Zaniolo chiedersi pubblicamente (sempre in quei tondini che in ventiquattr’ore spariscono) «Ti posso baciare tutto il tempo?» «Te che dici?»; ieri, la Ghenea diceva che al massimo sono conoscenti, e il suo avvocato diffidava dal dire che tra i due ci sia una storia. 

Una volta i ventenni e i loro rivolgimenti amorosi stavano dentro le soap opera. Noialtri ventenni del mondo reale, nel Novecento, cambiavamo linea sentimentale persino più spesso di Zaniolo, ma per fortuna non avevamo Instagram (né facoltà universitarie di scienze della moda). 

E soprattutto non avevamo giornali che, per convincere i lettori che anche i ricchi piangano e siano proprio come noi, andassero dietro ai «mi ha bloccato su WhatsApp» di suocere, amanti, fidanzate. Una volta, per sapere che i giovani erano sentimentalmente imbecilli e i loro «per sempre» provocavano solo casini, guardavamo Shakespeare. 

Ieri sera, sull’account di mammà, Nicolò annunciava la chiusura del proprio, avendo «deciso di lasciar perdere questo lato superficiale» (se non occupi il lato superficiale, il lato superficiale non si occuperà comunque di te?).

Una volta avevamo Sofocle; adesso, madri di milionari pubblicano, sul lato superficiale del mondo, foto di capodanno in cui i figli ventunenni le abbracciano mezzi nudi. Resta da stabilire se si tratti di declino delle élite o di nuova linfa per gli sceneggiatori di serialità televisiva.

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