Jake Angeli&DemoniPiù che l’irreversibilità dell’euro, il punto è l’irreversibilità di Draghi e della svolta antipopulista

Che c’importa della sincerità di Salvini? È più importante sapere se, ed eventualmente fino a quando, non solo in Italia, l’argine costruito contro una politica urlata riuscirà a tenere. E quando il Partito democratico si deciderà a scegliere da che parte della barricata schierarsi

Pixabay

Molti adesso si domandano, con l’aria di chi la sa lunga, quanto potrà durare e quanto ci potremo fidare della conversione europeista di Matteo Salvini, e sono ovviamente domande retoriche. Ma sono anche domande tremendamente ingenue, come se a qualcuno, tolti i parenti stretti e gli invasati, stesse davvero a cuore la sincerità dei politici.

Possiamo dare per scontato, senza scadere nella demonizzazione di nessuno, che ogni leader politico tenderà ad assumere le posizioni che riterrà elettoralmente più convenienti. La vera domanda, che non chiama in causa solo l’Italia, è dunque fino a quando per Salvini, per buona parte del centrodestra e per quel che resta del Movimento 5 stelle sarà conveniente scommettere sulla linea europeista, atlantista e liberaldemocratica su cui il governo di Mario Draghi è riuscito a sospingerli. In questione non è insomma l’irreversibilità dell’euro, ma l’irreversibilità di Draghi, e della svolta che il suo arrivo ha comportato per l’intero sistema politico.

Cambiando quel che c’è da cambiare, è la stessa domanda che si pongono in molti, proprio in questi giorni, anche negli Stati Uniti, a proposito di Donald Trump e delle sue mire sul partito repubblicano, e di conseguenza sulla Casa bianca, al prossimo giro.

E non dovrebbe esserci bisogno di sottolineare come per noi non si tratti soltanto di un’interessante questione di politica estera, considerato quanto radicalmente il nostro panorama politico sia cambiato, se non proprio in conseguenza, certamente in rapidissima successione temporale rispetto a un’analoga svolta della politica americana, dalla caduta di Donald Trump alla caduta di Giuseppe Conte. Checché ne dicano quei burloni che si ostinano a considerare Rocco Casalino e la piattaforma Rousseau come gli ultimi argini e baluardi contro il populismo. Del resto, soltanto in Italia qualche intellettuale progressista ha scambiato Jake Angeli per un seguace di John Rawls, dunque, in un certo senso, tutto torna. I punti di riferimento, evidentemente, sono quelli.

Senza bisogno di ricorrere all’abusata citazione di Antonio Gramsci sull’ottimismo della volontà o a una simile considerazione di Karl Popper che mi è capitata per caso sotto gli occhi su internet (quindi era probabilmente falsa, o magari era l’unico aforisma autenticamente pronunciato da Mark Twain), è abbastanza ovvio che alla politica non spetti il compito di profetizzare sventure, ma di fare il possibile per evitarle, scegliendo di conseguenza anche le parole e le paure da agitare o da respingere, a seconda del momento e della necessità.

Se insomma il populismo tornerà a travolgere tutto, europeismo e atlantismo, moneta unica e stato di diritto, non è una questione che i leader politici possano limitarsi ad adombrare nei talk show, magari pensando di potersi poi vantare di averlo detto. A loro – e un po’ anche a ciascuno di noi – sta piuttosto il compito di fare il possibile per evitare una simile regressione.

Sarebbe ora che ne prendessero coscienza, assumendosi le relative responsabilità, anche i cosiddetti riformisti del Partito democratico, prima di ritrovarsi in mezzo a sciamani e vichinghi in procinto di assaltare le istituzioni della democrazia liberale. O anche (di nuovo) accanto ad Alfonso Bonafede, che il suo contributo all’assalto contro i cardini dello stato di diritto lo ha già dato abbondantemente come ministro della Giustizia, e che ieri dalle colonne del Fatto quotidiano mandava due messaggi chiarissimi, ben riassunti nel titolo in prima pagina: «Rifondare il Movimento cinque stelle con Conte. Draghi, fiducia non in bianco».

Per quelli che ancora si ostinano a non vedere il nesso tra le due affermazioni, specialmente ai vertici del Partito democratico, bisognerà provare con un disegnino, che colleghi per bene tutti i puntini, dal rilancio della leadership di Conte (e della sua maggioranza) al tentativo di destabilizzare il nuovo governo. Ma forse sarebbe più utile un congresso.

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, così come i giornali di carta e la nuova rivista letteraria K, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta

K - Linkiesta FictionOrdina qui il nuovo numero di K, la rivista letteraria de Linkiesta

Ci siamo: il nuovo numero di K, la rivista letteraria de Linkiesta curata da Nadia Terranova, è in stampa e sarà in distribuzione da lunedì 17 maggio nelle migliori librerie indipendenti di tutta Italia (ecco l’elenco), oltre che direttamente qui sul sito de Linkiesta.

Il tema del secondo numero di K è la Memoria.

Gli autori che hanno partecipato a questo numero con un racconto originale scritto appositamente per K sono:
Viola Ardone, Stefania Auci, Silvia Avallone, Annalena Benini, Giulia Caminito, Donatella Di Pietrantonio, Davide Enia, Lisa Ginzburg, Wlodek Goldkorn, Loredana Lipperini, Pasquale Panella, Francesco Piccolo, Alberto Schiavone, Simonetta Sciandivasci, Andrea Tarabbia, Alessandro Zaccuri.

C’è anche l’anteprima dei romanzi di Karl Ove Knausgård e di Ali Smith, entrambi in uscita in Italia nei prossimi mesi.
Il volume ospita anche tre mini racconti di Stefania Auci, Rosella Postorino e Nadia Terranova.

Preordina K – Memoria sul sito de Linkiesta a 20 euro più 5 di spese postali. Il volume sarà spedito dal 17 maggio e arriverà in due giorni in tutta Italia. Oppure compralo a 20 euro nelle migliori librerie indipendenti di tutta Italia (ecco l’elenco).

Per acquistare più copie di K, scrivere qui.

20 a copia