Inside La VallettaPerché Malta ha il tasso più alto di vaccinazione in Europa

Il piccolo arcipelago ha già somministrato la prima dose al 10% dei suoi 515mila abitanti. Grazie a Bruxelles, il governo ha potuto ordinare due milioni di dosi pagando in un caso anche il doppio del prezzo pur di avere materiale sufficiente. La fitta rete dei suoi centri sanitari ha permesso una rapida distribuzione

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Malta alla testa dell’Europa. Anche in un momento di fase stagnante, con i ritardi sulla consegna dei vaccini che costringono i Paesi europei e la stessa Unione a rivedere il proprio piano vaccinale, c’è chi invece prosegue sulla propria strada con l’ordine imperativo di non lasciare i vaccini in frigorifero. Secondo il sito Ourworldindata.org la piccola isola procede a un ritmo di vaccinazione pari al doppio degli altri Paesi europei. Infatti, le dosi di vaccino somministrate quotidianamente dalle autorità sanitarie maltesi sono 0,44 ogni 100 persone (dati del 19 febbraio), quasi il triplo rispetto a quelle somministrate in tutta l’Unione (0,15). Questa velocità ha permesso al piccolo Stato di somministrare la prima dose di vaccino già al 10% della popolazione, pari a poco meno di 60 mila abitanti, e la seconda già al 2%. Un caso piccolo certo, visto che sull’isola di Malta e su quella di Gozo risiedono appena 515 mila persone, ma che mostra tutti i suoi pregi e anche le sue furbizie. 

Se i vaccini sono arrivati a Malta, il merito principale va all’Unione Europea. «Immagina se non lo avessimo fatto insieme e gli Stati membri avessero fatto a modo loro. Ci sarebbe stata una vera e propria gara, con quelli più grandi che avrebbero probabilmente avuto accesso ai vaccini mentre quelli più piccoli sarebbero rimasti indietro», ha dichiarato il ministro della sanità maltese Chris Fearne in un’intervista all’Afp. Lui stesso ha dichiarato che i segreti di Malta sono stati essenzialmente due: ordinare due milioni di dosi, sufficienti a immunizzare due volte la sua popolazione, e una fitta rete di centri sanitari comunitari, che hanno permesso una rapida distribuzione del vaccino.

Non appena ripartirà la fornitura anche gli studi dei medici di famiglia saranno inclusi tra i centri di distribuzione, come previsto dalla proposta del Partito Nazionalista maltese di Bernard Grech, all’opposizione del governo guidato dal laburista Robert Abela, e presto potrebbero aggiungersi anche le farmacie. Il segreto però è un altro: come ha ammesso il ministro delle finanze Clyde Caruana in un’intervista al sito maltese Newsbook.com il Paese ha pagato il doppio del prezzo presso un fornitore, da 12 a 28 euro, per avere garanzia di una consegna anticipata delle dosi del vaccino. Una scelta forse discutibile, ma fatta con l’obiettivo di raggiungere quanto prima l’immunità di gregge e successivamente regalare le dosi in eccesso ai Paesi più bisognosi. «È un atto di giustizia che va fatto, daremo dosi del vaccino a Paesi che probabilmente non avrebbero mai iniziato il loro piano di vaccinazione prima della fine di quello maltese», ha dichiarato Fearne a Times of Malta

Nonostante questo, le riduzioni si fanno sentire anche a La Valletta, visto che arrivano a rilento il milione di dosi ordinato da Astrazeneca, le 670 mila da Pzifer-Biontech e le 270 mila da Moderna. Negli ultimi mesi non sono state risparmiate critiche per la lentezza nella vaccinazione, per le file di anziani costretti ad aspettare e per l’obbligo per alcuni abitanti dell’isola di Gozo di raggiungere l’isola di Malta per vaccinarsi.

A oggi però le cose sembrano esser cambiate: il piano vaccinale prevede le punture per tutti coloro che rientrano nella fascia d’età 80-85 anni e il personale in prima linea non medico, come polizia, forze armate e il dipartimento di protezione civile. Anche gli insegnanti verranno vaccinati a brevissimo, dopo uno sciopero di due giorni a gennaio a seguito di un picco di infezioni con 245 nuovi positivi in un solo giorno. «Ci sono due processi in corso: ai gruppi anziani viene somministrato il vaccino Pfizer mentre ai lavoratori essenziali, come gli insegnanti, viene dato il vaccino Astrazeneca», ha detto al Times of Malta il sovrintendente della sanità pubblica Charmaine Gauci.

Insieme agli insegnanti a breve verranno vaccinati anche i dipendenti delle compagnie elettriche e idriche dell’isola mentre solo successivamente riceveranno la puntura coloro che rientrano nella fascia tra i 75 e 79 anni che sull’isola sono circa 13 mila individui. «Se dessimo loro la priorità il programma di lancio del vaccino sarebbe più lento e non utilizzeremmo subito i vaccini di Astrazeneca. La nostra intenzione è quella di usare il vaccino Pfizer per tutti i gruppi vulnerabili», ha dichiarato Gauci. 

Lo stato avanzato di vaccinazione ha destato anche l’interesse di Israele che, dopo Grecia e Cipro, è in trattative con il governo maltese per permettere ai propri cittadini vaccinati di viaggiare tra i Paesi senza restrizioni. «È ancora presto per parlare di passaporti vaccinali: servono più dati per capire se un individuo vaccinato possa trasmettere il virus», ha dichiarato Fearne. Sarebbe un primo passo verso un ritorno alla normalità. 

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