Contro BettiniLa nuova corrente del Pd che oltraggia i socialisti e corteggia Conte

Il consigliere dell’ex segretario lancia Agorà, la nuova costola dei Dem che fa perno sulla forte intesa tra Zingaretti e il reggente dei Cinquestelle, e si ispirerà al socialismo e al cristianesimo. Nonostante, ricorda Claudio Martelli, per un secolo «ci avete accusato di essere pusillanimi perché ci limitavamo a riformare il capitalismo e a costruire lo Stato sociale mentre voi volevate abbatterlo»

Vincenzo Livieri - LaPresse

Pubblichiamo il post di Claudio Martelli, direttore del giornale Avanti!.

A poche settimane da quando Enrico Letta ha lanciato a Conte la sfida per la guida della coalizione di centro sinistra, Goffredo Bettini lancia Agorà, la sua nuova corrente – o campo o piazza come a lui e a Zingaretti piace chiamare i propri partiti.

Dice che «si ispirerà al socialismo e al cristianesimo» e proprio ai socialisti si rivolge nella «speranza che il nuovo soggetto politico ridia loro il ruolo che meritano per la loro storia antica e per il loro presente.

Nella consapevolezza che il pensiero socialista nel passato ha avuto molte ragioni alle quali, per diversi motivi, non hanno corrisposto adeguati consensi». Che mielosa vaghezza in quei “diversi motivi”. Forse Bettini si riferisce all’atto di nascita dei comunisti italiani, che pretendendo di cambiare il nome del PSI in PCI, nonché l’espulsione di Turati e dei riformisti che provocarono la scissione del 1921 mentre il fascismo era sull’uscio? O l’aver bollato Giacomo Matteotti appena assassinato «un cavaliere del nulla»?

O l’aver ingiuriato per anni come “socialfascisti” Turati, Rosselli, Buozzi? O l’aver svilito il ruolo delle brigate Matteotti e di Giustizia e Libertà per appropriarsi della Resistenza suscitando lo sdegno di Sandro Pertini? O l’aver bollato prima Saragat, poi Nenni, poi Craxi come traditori della classe operaia? E le riforme del centro sinistra compreso lo Statuto dei diritti dei lavoratori come «un servizio reso ai padroni»? O, ancora, l’aver definito l’unico governo a guida socialista della storia d’Italia come «un pericolo per la democrazia»?

O, forse, in quei “diversi motivi” per cui ai socialisti non sono stati «corrisposti adeguati consensi» c’entra qualcosa il giubilo vergognoso e la campagna di odio e di denigrazione morale con cui i comunisti italiani hanno accompagnato il tintinnar di manette e la persecuzione capitalistica, giudiziaria e giornalistica di Craxi e del PSI?

Per un secolo ci avete accusato di essere pusillanimi perché ci limitavamo a riformare il capitalismo e a costruire lo Stato sociale mentre voi volevate abbatterlo.

Caro Bettini, hai impiegato trent’anni dopo lo storico decesso dell’89, trent’anni per accorgerti che il comunismo era morto, trent’anni per scoprirti socialista e invitarci a entrare nella tua Agorà o campo che sia. Scusa la franchezza ma il tuo invito è per “diversi motivi” irricevibile: non ultimo il sospetto che la chiamata alle armi anticapitalista sia solo la maschera di una nuova corrente del PD, la corrente dei nostalgici reggi moccolo di Giuseppe Conte e del suo nuovo Movimento.

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