Corona EconomyIl problema dei lavoratori che mancano, la Linkedin di Brunetta e il “Tang Ping” dei giovani cinesi

Nella newsletter di questa settimana: la carenza di personale dalla ristorazione all’industria e il mix di motivazioni (non è solo “colpa” del reddito di cittadinanza), il pressing su Draghi per prorogare il blocco dei licenziamenti, i prossimi step del decreto reclutamento, il cambio all’Anpal e la tensione su Alitalia e Ilva. Ma anche la protesta degli “sdraiati” di Pechino e le pareti da arrampicata negli uffici. Ascolta il podcast

(Pixabay)

IL PROBLEMA DEI LAVORATORI CHE MANCANO
Le cifre 800mila e 230mila. I due numeri sono arrivati dall’Istat nell’ultima settimana. I primi sono gli occupati in meno dall’inizio della pandemia. I secondi sono i posti vacanti, cioè quei lavoratori che le imprese cercano e non trovano. Nel primo trimestre dell’anno, il tasso di posti vacanti, seppur fermo all’1%, è aumentato soprattutto nell’industria ma anche nei servizi.

La domanda Ma com’è possibile che, mentre milioni di persone non trovano lavoro, le imprese non trovino i lavoratori? Il giuslavorista Pietro Ichino parla di 100mila posti al mese che restano scoperti nelle imprese, anche in una situazione di crisi. Secondo Lavoroturismo.it, principale piattaforma di intermediazione tra ristoranti e hotel in cerca di personale e disoccupati in cerca di lavoro, nel settore dell’accoglienza ci sarebbe una carenza di personale di circa il 20% rispetto alle richieste e fino al 35% per figure come cuochi e capisala.

Senza stagionali In Italia è partito già il solito mantra contro i giovani sussidiati che non hanno voglia di lavorare e il tiro al bersaglio contro il reddito di cittadinanza e i bonus per gli stagionali. Ma la questione riguarda anche altri Paesi ed è molto più complessa. Tanto che negli Stati Uniti, ad esempio, le catene della ristorazione stanno aumentando le paghe orarie per attirare personale. Dopo le denunce di carenze di personale nel turismo e nella ristorazione, Grastronomika ha raccolto un elenco di motivazioni incrociate: il lavoro in cucina in sala è spesso non tutelato e pagato male (già prima del Covid), poi ci sono turni volatili in base al coprifuoco e al meteo, i fuorisede che con la dad hanno lasciato le grandi città universitarie, quelli che con si sono spostati verso settori meno in crisi, ma anche i tanti professionisti che – con i locali chiusi in Italia – si sono trasferiti in Paesi come Qatar ed Emirati Arabi dove lo stop è stato meno prolungato e gli stipendi sono più alti.

Senza tornitori La questione non riguarda solo la ristorazione. Con l’ecobonus e i progetti in rampa di lancio del Recovery Plan, viene fuori che pure nell’edilizia mancano ponteggiatori, cappottisti, ingegneri e geometri di cantiere. Anche Confimi ha evidenziato crescenti carenze di tornitori, saldatori, falegnami, manutentori e idraulici.

Parliamone E ci sono ragioni anche strutturali. A cominciare da quella demografica, con il calo del numero di giovani che inizia a farsi sentire, e dai deficit della formazione professionale. Ci sono poi lo spostamento verso altri comparti in crescita – come la grande distribuzione e la logistica – e la fuga verso l’estero di molti giovani per trovare condizioni migliori (a partire dagli stipendi). E infine c’è l’alto costo del lavoro che incentiva il ricorso al nero. Il reddito di cittadinanza è uno dei fattori, insomma. E, come ha scritto Francesco Riccardi su Avvenire, ha certo avuto l’effetto di fissare una sorta di “salario minimo” ante-litteram: «Un minimo sotto al quale non si accetta di lavorare. Le paghe da miseria, i 400 euro al mese, i 3 o 4 euro l’ora che in una parte dei servizi erano e sono la norma non vengono più accettati». Ma c’è anche il problema di una condizionalità del Rdc al lavoro che è solo teorica perché senza controlli, come ricorda Maurizio Del Conte.

  • Le misure messe in campo dal governo, ha scritto Mario Sassi, «aiutano le imprese riducendone la pressione fiscale ma non favoriscono automaticamente la scelta delle persone. Soprattutto se i contratti offerti sono per qualità e corrispettivo poco interessanti per giovani di generazioni con un approccio diverso al lavoro da chi li ha preceduti».

Cuochi non si nasce Ma il problema ora saranno soprattutto le competenze. E come ha scritto l’economista dell’Ocse Andrea Garnero, «mica si diventa cuoco o saldatore dall’oggi al domani!».

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RECOVERY ITALIA
La paura del “firing day” Nonostante le critiche arrivate dalla Commissione europea sul blocco dei licenziamenti all’italiana, è ancora questo l’argomento che tiene banco tra i partiti di maggioranza. In Commissione Bilancio della Camera questa settimana si tengono le audizioni al decreto sostegni bis: in agenda oggi c’è il ministro dell’Economia Daniele Franco. Il termine ultimo per la presentazione degli emendamenti è il 10 giugno. Intanto, dopo il ministro Orlando e i leader del Pd e della Lega Letta e Salvini, anche il ministro Giorgetti ha chiesto di rivedere il blocco dei licenziamenti per settore. Ma Draghi, che ha già trovato un compromesso sul tema, non sembra intenzionato a modifiche ulteriori.

Troppe tasse Oltre ad aver bocciato il divieto di licenziamento come «superfluo» e «controproducente», nel Pacchetto di primavera Bruxelles ha fatto notare ancora una volta all’Italia che il cuneo fiscale sui lavoratori è «un importante ostacolo agli investimenti».

L’ora degli statali Continua la lunga marcia del governo per approvare le riforme connesse al Recovery Plan. Il consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto reclutamento per assumere, con contratti a termine e concorsi veloci, i 24mila dipendenti pubblici che dovranno lavorare sui progetti del Pnrr. Il ministro Brunetta punta a creare un portale unico online per candidarsi entro agosto e intanto lavora pure a una partnership con Linkedin. Critico il presidente dell’Anac, secondo cui con questo provvedimento il governo farebbe “preoccupanti passi indietro in materia di anticorruzione”.

Back to Mississippi Oltre al dl reclutamento, il governo ha approvato anche la nomina del nuovo commissario dell’Anpal Raffaele Tangorra, segretario generale del ministero del Lavoro – da tempo sostenitore del trasloco delle politiche attive nel dicastero di Via Veneto – che all’ormai ex presidente Mimmo Parisi contestò in una lettera durissima la questione dei rimborsi spese per i voli in business class da e per gli Stati Uniti.

Assegno universale Altra decisione da segnalare nell’ultimo cdm è quella sulla approvazione della fase ponte dell’assegno unico per le famiglie con figli, che partirà poi definitivamente poi da gennaio 2022. Coinvolti disoccupati e autonomi esclusi dagli assegni familiari. E anche i percettori del reddito di cittadinanza, che potrà essere cumulato con il nuovo sostegno. Sommando le due misure, il sussidio può arrivare a 2mila euro al mese.

 

FUTURO INCERTO
Numeri L’Istat ha rivisto al rialzo le stime di crescita del Pil nel 2021: dal +4,4% al +4,7%. Secondo il Fmi, il Pil dovrebbe rimbalzare del 4,3%. E Fitch ha confermato il rating italiano a BBB- con outlook stabile, prevedendo una crescita del 4,8% per quest’anno. Restano meno rosei gli ultimi dati sul lavoro dell’Istat: nel primo trimestre 2021 si contano 120mila occupati in più, soprattutto tra giovani e donne, ma sono tutti contratti a termine. E rispetto a febbraio 2020, ci sono ancora 800mila occupati in meno.

  • Senza dimenticare il rischio inflazione, che – come ricorda l’Osservatorio sui conti pubblici – può bruciare sì il debito ma rischia di avere un impatto sui tassi di interesse e soprattutto potrebbe spingere la Bce a ritirare prima del previsto le armi non convenzionali della politica monetaria espansiva.


NUOVI IMPRENDITORI Negli Stati Uniti parlano già di “Yolo Economy” per indicare quella tendenza diffusa tra giovani che, dopo il virus, hanno lasciato un lavoro indigesto per creare una propria impresa. E anche in Italia il Recovery Plan prevede misure per incentivare l’autoimprenditorialità. «Il rilancio dell’economia passa più da qui che dai contributi a fondo perduto», commenta Giuseppe Zingale, general manager della divisione welfare di IG-Samsic HR.

DOSSIER CALDI
Decollo difficile La seconda parte degli stipendi per i lavoratori di Alitalia arriverà l’8 giugno, ma la tensione – in vista del passaggio alla nuova mini-compagnia – è alle stelle. Per il 18 giugno non a caso è previsto uno sciopero. E, dopo l’ennesimo allarme liquidità dei commissari, lo stesso ministro Giorgetti dal Festival dell’Economia di Trento ha detto che «saranno mesi di transizione dolorosi», anche dal punto di vista occupazionale.

Acciaio fuso Dopo la sentenza del processo “Ambiente svenduto”, l’ex Ilva di Taranto aspetta la decisione del Consiglio di Stato sull’area a caldo. Giorgetti dice che ci vorrà metà giugno. Intanto dal 28 giugno scatta la cassa integrazione per 4mila lavoratori.

 

TASSA MINIMA
Un bagno di realtà Dopo lo storico annuncio di sabato dei ministri dell’Economia G7 su un primo accordo di tassazione globale sulle multinazionali al 15%, la domanda ora è: quanto ci vorrà perché diventi realtà? Non sarà una cosa facile e nemmeno rapida. Il ministro dell’Economia Franco lo ha detto chiaramente: “Servirà qualche anno”. Il 30 giugno si incontreranno a Parigi i rappresentanti dell’Ocse. E Paesi come l’Irlanda o l’Ungheria promettono battaglia. Per l’Italia potrebbe significare un’entrata potenziale di 2,7 miliardi.

  • La commissaria Vestager intanto in una intervista a Milano Finanza ha dichiarato di voler battere i monopoli delle big tech.


LAVORO IN QUARANTENA
Dreaming Usa La creazione di posti di lavoro a maggio negli Stati Uniti è stata peggiore delle aspettative, ma il tasso di disoccupazione è sceso al 5,8%, il livello più basso da inizio pandemia. Nonostante anche negli States lamentino la carenza di camerieri e barman, i nuovi posti sono concentrati soprattutto in ristoranti e settore dell’accoglienza.

 

Pechino stanca Stremati dalla cultura del duro lavoro con paghe scarse, tra i giovani cinesi spopola la nuova cultura del “tang ping”. Letteralmente significa “sdraiarsi”. Parole d’ordine: non lavorare troppo, accontentarsi di risultati più raggiungibili e concedersi il tempo libero per rilassarsi. Ovviamente il governo non l’ha presa bene e l’hashtag #TangPing è stato bannato dalla censura per evitare che si trasformi in un trend crescente.

 

Il mondo nuovo Si continua a ragionare su quale è modello migliore dopo l’esplosione del lavoro a distanza causa Covid. Il Guardian ha realizzato un longread su cosa ci perdiamo restando lontani dall’ufficio. Mentre l’Economist racconta che gli investitori immobiliari stanno puntando su servizi allettanti per incentivare il rientro in ufficio, dallo spazio per gli animali domestici alle pareti di arrampicata. Ma la domanda: è quante persone torneranno davvero dietro le scrivanie?

 

AGENDA Oggi sono in programma l’audizione del ministro Franco alla Camera sul decreto sostegni bis e gli incontri dei sindacati con i rappresentanti del M5S e Pd. Domani, 8 giugno, a Roma si celebrano i 120 anni della Fiom Cgil. Il 9 giugno incontro al Mise con Giorgetti su Iveco. Il 10 giugno occhi puntati sul consiglio direttivo della Bce, con decisioni di politica monetaria e la conferenza stampa di Lagarde. Questa settimana l’Istat diffonde i dati sul commercio al dettaglio (8 giugno), spese per i consumi delle famiglie (9 giugno), produzione industriale (10 giugno), dati sul mercato del lavoro nel primo trimestre (11 giugno).

 

Buona settimana,
Lidia Baratta


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