Le idee prima delle personeSubito un progetto federativo delle forze riformiste, dice Della Vedova

Il segretario di Più Europa è stato confermato dal Congresso di domenica e ha ribadito la necessità un’alternativa autonoma liberaldemocratica, europeista ed ecologista per l’Italia per contrastare sovranisti, giustizialisti e populisti: «Una cosa molto più concreta rispetto alla creazione di un partito terzo in cui far confluire tutti gli altri»

LaPresse

«Vogliamo costruire un’alternativa autonoma liberaldemocratica, europeista ed ecologista per l’Italia, partendo dalle idee e non dalle persone. Un progetto che potrebbe partire già a novembre». Lo ha detto Benedetto Della Vedova, confermato segretario di Più Europa con il 77% dei voti, durante il Congresso di Più Europa.

Il secondo Congresso del partito è stato un momento di confronto e dialogo sull’attualità politica, dell’Italia e dell’Europa. Al fianco di Della Vedova, eletto segretario, sono stati eletti il presidente – Riccardo Magi – e il Tesoriere, l’under 35 Maria Saeli.

Ci sono due elementi del congresso dell’ultimo fine settimana che Della Vedova vuole sottolineare: «Il primo è proprio aver fatto un Congresso, che è una dimostrazione di forza. Perché un partito che pratica la democrazia interna è un partito che vuole creare qualcosa che vada oltre i nomi, in grado di discutere la propria linea politica, quindi di durare di più». Il secondo elemento è la grande presenza di giovani che, secondo Della Vedova, hanno reso il Congresso un motivo di orgoglio e di buon auspicio. E poi, ovviamente, il rientro di Emma Bonino: «Si era allontanata non per ragioni politiche. Ma comunque la sua scelta di venire al congresso penso sia stata coraggiosa, e molto umile», dice Della Vedova.

Adesso Più Europa si prepara a una stagione di rilancio politico, partendo però con un vantaggio strutturale rispetto ad altri partiti: «Oggi il clima politico in buona parte dell’Italia è “meno male che c’è l’Europa”. Noi ci siamo portati avanti da un bel po’ su questo tema, da quando abbiamo fatto Forza Europa e poi +Europa», dice il segretario.

Il merito, ovviamente, è anche del governo di Mario Draghi, che ha cambiato volto al Paese sul piano europeo. Anche se qualcuno sembra voler dire il contrario: se adesso Giuseppe Conte, leader in pectore del Movimento 5 stelle, proverà a dimostrare che il suo esecutivo era migliore di quello guidato da Draghi, gli alleati dei Cinquestelle finiranno per sposare la stessa linea.

«Quando il Partito democratico sceglie l’alleanza stretta e prioritaria con Conte fa una scelta di campo, visto che Conte pensa che il suo governo fosse migliore di quello attuale. Invece, come ha detto anche Emma Bonino, Draghi è una fortuna che dobbiamo meritarci», spiega Della Vedova.

Per Più Europa è presto per parlare di alleanze meramente elettorali. Intanto, perché bisogna capire come evolve la legge elettorale. Ma non solo: sul tavolo ci sarebbero e ci sono altre priorità.

L’unica idea per un’alleanza infatti è per un progetto di tipo federativo tra le forze riformiste, europeiste e liberaldemocratiche del Paese. Un’idea che Linkiesta sostiene e rilancia da tempo e che per Benedetto Della Vedova è arrivata al momento della verità.

«Già da un paio d’anni – spiega il segretario di Più Europa – propongo un progetto federativo tra tutti i movimenti e le personalità dell’area liberaldemocratica. Trovo che questa via sia molto più concreta rispetto alla creazione di un unico partito in cui far confluire tutti gli altri».

Certo, non sarà un’operazione semplice. Ma a livello locale i rappresentanti di Più Europa, Azione, Italia Viva, e in alcuni casi anche i federalisti europei e altri gruppi sono già abituati a collaborare, magari sotto il simbolo di una lista civica.

«L’obiettivo è arrivare a novembre, dopo le amministrative, pronti a partire. Perché il tempo non è infinito. E quello che distingue un semplice cartello elettorale da un progetto federativo vero e proprio è anche il tempo a disposizione per spiegarlo e promuoverlo presso gli elettori, che ci si devono riconoscere», spiega Della Vedova.

Anche perché nel frattempo c’è da porre un argine all’avanzata del sovranismo, degli orbaniani, dei populismi. «Parliamo di un pezzo vero e pericoloso, penso ad Orban, della politica europea – aggiunge il segretario di Più Europa – un pezzo che oggi in Italia vale circa il 40% se sommiamo tutte le componenti. Per questo dobbiamo costruire un’alternativa a questa visione del mondo, dell’Europa, della società, dell’economia, che io definisco regressiva. Noi dobbiamo essere una forza progressiva, riformatrice, liberaldemocratica, autonoma dall’alleanza Pd-M5S».

Della Vedova si dice fiducioso anche da un punto di vista strettamente elettorale. Per lui, però, i numeri alle urne sono solo una conseguenza, come un prodotto naturale che si ottiene in caso di costruzione di un progetto politico strutturato.

«Nel recente passato troviamo un 8,5% della lista di Emma Bonino alle europee, o il 10% di Monti: quando c’è un innesco elettorale, anche in Italia può esserci una situazione forte. Però sono state fiammate, mentre noi avremmo bisogno di qualcosa che sia più duraturo di una fiammata”, dice Della Vedova.

Una chiosa finale, nell’intervista, il segretario di Più Europa la conserva per le amministrative che arriveranno alla fine dell’estate: «Al momento – conclude Della Vedova – guardo alla mia città, Milano, dove sosteniamo Beppe Sala convintamente, e parteciperemo alla lista riformista della sua coalizione; e diamo il nostro sostegno a Carlo Calenda a Roma. Sono i nomi migliori per due grandi città in questo momento così delicato».

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