Obiettivo finaleDobbiamo dare lo Ius soli a tutti e non solo a chi vince medaglie, dice Luciana Lamorgese

Il ministro dell’interno fa il punto sulla situazione dei flussi migratori e sulla questione del Green Pass nei bar e ristoranti: «È importante pensare all’inclusione per questi ragazzi. Loro si sentono già italiani»

Fabio Cimaglia / LaPresse

Un incontro con Matteo Salvini per parlare di immigrazione. È l’obiettivo confessato da Luciana Lamorgese, ministra dell’Interno, durante l’intervista alla Stampa.

«L’immigrazione è un problema complesso – scandisce la ministra dell’Interno -. Non c’è nessuna invasione ma i numeri sono in crescita. È facile parlare, poi bisogna fare un bagno di realtà».

Lamorgese lancia una doppia sfida alla Lega, il partito di governo che l’ha messa in discussione. Prima apre a un confronto con il leader del Carroccio. Poi, senza nemmeno citarlo, sconfessa il “suo” sottosegretario al Viminale, il leghista Nicola Molteni contrario a ogni discussione sullo Ius soli. «Quello che ha detto Malagò è un tema vero, dobbiamo ricordarcene non solo quando i nostri atleti vincono le medaglie».

Per questo «è importante pensare all’inclusione per questi ragazzi. Loro si sentono già italiani». La ministra prende molto sul serio il dossier, analizzando una situazione in continuo peggioramento. «Va tutto contestualizzato. I numeri sono aumentati ma non parlerei di invasione. Da gennaio ad agosto abbiamo contato più di 30 mila arrivi. Luglio e agosto – spiega Lamorgese – sono tradizionalmente mesi con dei flussi maggiori. È facile parlare ma bisogna portare le cose alla realtà. I Paesi da cui provengono i migranti sono in crisi: in Tunisia non c’è più né governo né parlamento, lo Stato è in ginocchio e rischiano di non pagare gli stipendi statali. Poi c’è la Libia…».

C’è poi la rotta balcanica, che non si è mai fermata. «Lì abbiamo iniziato i pattugliamenti congiunti con la Slovenia. I numeri sono quelli dell’anno scorso. Ma l’Italia non può garantire sui migranti per tutta l’Europa. L’ho ribadito anche alla commissaria europea agli Affari Interni Johansson», dice Lamorgese.

Mentre sulle richieste di Giorgia Meloni di un blocco navale, Lamorgese risponde: «È un atto di guerra, lo sa anche l’onorevole Meloni. Si possono fare delle intese con quei Paesi ma in questo momento è molto difficile».

Serve un sistema di immigrazione più integrato. Come arrivarci? Passando per l’Europa, con tutte le problematiche del caso: «L’Europa è in difficoltà. Nonostante il semestre tedesco, il patto asilo e immigrazione non ha trovato l’unanimità dei 27 Paesi. E nemmeno adesso, con il semestre di presidenza slovena, c’è accordo. Bisogna lavorare per trovare un compromesso che non penalizzi i Paesi del Mediterraneo».

Lavorare con tutti, anche con Salvini: «Sono pronta a mettermi al tavolo con Salvini». E magari parlare anche si Ius soli: «Io dico che la cosa importante è che per questi ragazzi dobbiamo pensare all’inclusione sociale. Devono sentirsi parte integrante della società. Una volta, in un incontro con le seconde generazioni, mi hanno detto che non vogliono sentire parlare di “integrazione” ma di “interazione”. Si considerano già italiani nei fatti».

Lamorgese parla poi del Green Pass e delle proteste che ha innescato. «Nel corso della pandemia abbiamo assistito a diverse proteste, anche violente, che hanno interessato anche Torino. Ma in generale la situazione sta migliorando, anche grazie alle vaccinazioni».

Per poi puntualizzare sui controlli. «Il ristoratore deve chiedere il Green Pass, ma non spetta a lui controllare i documenti dei clienti. Non sono tenuti a chiedere patente o carta d’identità. La nostra polizia amministrativa, oltre a continuare a presidiare il territorio, farà dei controlli a campione a supporto dei pubblici esercizi. Vista la confusione che c’è stata, ci sarà una circolare del Viminale per fare chiarezza», dice Lamorgese.

La ministra condivide anche l’obbligo vaccinale per alcune categorie: «Per alcune professioni, come per medici e insegnanti, è necessario che ci sia».