Kriptonite in salaSorpresa, al cinema i supereroi non funzionano più

Sarà colpa del Covid, sarà la doppia programmazione di Disney+ e Hbo, ma la verità è che l’offerta non scalda gli animi degli spettatori. Forse i gusti sono cambiati. O forse i film non sono davvero interessanti

AP Photo/Silvia Izquierdo

I supereroi hanno perso un superpotere: quello di attirare gli spettatori al cinema. Nonostante le grandi aspettative di rilancio, le grandi produzioni lanciate al botteghino si stanno rivelando dei mezzi flop.

Da “Black Widow”, ultimo episodio del franchise con protagonista Scarlett Johansson nei panni di Natasha Romanoff, ci si attendevano incassi molto alti. Se non stellari, almeno in linea con gli altri esordi del Marvel Cinematographic Universe. Il primo weekend in America si è fermato a 80 milioni al box office: non ha raggiunto la quota 100, considerata il minimo sindacale, tanto che la Disney si è sentita in dovere di spiegare che altri 60 milioni sono arrivati grazie allo streaming su Disney Plus (rompendo un tabù tra i più forti nell’industria).

Il crollo impressionante del weekend successivo, arrivato a 25,6 milioni di dollari ha scatenato la delusione (dell’azienda) e la rabbia di Scarlett Johansson, che ha deciso di rivalersi in via legale del danno economico subito a causa della doppia programmazione (lei, per contratto, avrebbe diritto a un bonus solo sui biglietti venduti).

In un mondo senza virus, spiega Le Figaro, “Black Widow” avrebbe potuto sperare di avvicinarsi agli 880 milioni di “Spider-Man: Homecoming”. Adesso è ferma a 343 milioni, una cifra non certo da supereroi, visto che in altre epoche avrebbe veleggiato oltre il miliardo.

Il problema però non è soltanto in casa Disney. Anche “The Suicide Squad”, filmone con i cattivi dell’universo DC (con attori del calibro di Margot Robbie, Idris Elba e Viola Davis), ha ottenuto 26,2 milioni di dollari all’esordio, ben sotto i 30 considerati come minimo e poco sopra una produzione minore come “Mortal Kombat”. Il tutto considerando che i soli costi di produzione, escluso il marketing, superano i 180 milioni di dollari. Insomma, il falso prequel “Suicide Squad”, a firma David Ayer, nel 2016 aveva incassato ben 132 milioni di dollari (ma anche recensioni molto negative).

Ma non è andata benissimo nemmeno agli altrri: “Jungle Cruise” si è bloccato a 35 milioni, “Space Jam 2” non va oltre i 31 milioni, e allo stesso tempo “Fast and Furious 9” non andrà sopra i 600 quando, in tempi normali, avrebbe visto il miliardo.

Cosa non sta funzionando? La prima risposta, forse anche la più ovvia, è che il Covid non è ancora finito e lo stesso calcolo degli incassi è diventato più difficile. Secondo Variety, nonostante in America l’85% dei cinema sia aperto, questo non significa che le cose siano tornate come una volta. Di fronte a un paesaggio cambiato, anche i parametri e i confronti non possono più reggere: in fatto di guadagni nel primo weekend, forse 30 (milioni) sono i nuovi 100. E quelli che sembrano flop sono (sarebbero) dei successi. Il pubblico è diminuito, il paesaggio è cambiato. E queste cose, soprattutto con una doppia programmazione che comprende sia la sala che lo streaming, pesano.

La seconda risposta, più complicata, e forse più veritiera è che i film non funzionano perché, tutto sommato, non sono niente di che. “The Suicide Squad”, per esempio, è indebolito dal divieto ai minori di 16 anni e dall’assenza di Will Smith e Jared Leto. “Space Jam 2” è un rifacimento senza senso del primo “Space Jam”, solo che al posto di Michael Jordan c’è LeBron James. E che pubblico può mai avere “Snake Eyes”, film sulle origini di G.I Joe? Non per niente ha racimolato, finora, solo 33 milioni (e ne aveva spesi 88).

Le vere hit sono altre e usciranno in autunno: si tratta di “Dune”, “West Side Story”, o l’ultimo di James Bond, “No Time To Die”. Sarà qui che si potrà verificare davvero l’impatto del Covid, o quello della doppia programmazione. Finora la sensazione è che si siano mandate avanti le seconde file, per tastare il terreno ed evitare troppi sprechi. Dopo 18 mesi di pandemia, forse non sono questi i supereroi che volevamo. E con ogni probabilità, nemmeno quelli di cui avevamo bisogno.