Magri domaniAbbiamo dato i voti ai prodotti light del supermercato

Tra gli scaffali, ben esposti, spiccano i cosiddetti cibi a basso contenuto calorico: dolci, salati, pasti pronti e alimenti quotidiani. Ma saranno davvero leggeri? E soprattutto, saranno buoni? Per scoprirlo, li abbiamo provati per voi

La dieta ipocalorica prima dell’estate per affrontare la bella stagione il più in forma possibile, la dieta ipocalorica dopo l’estate per rientrare dagli eccessi goderecci d’agosto, la dieta prima di Natale e la dieta dopo Natale. Passiamo l’anno intero a fare i conti sulle cose che vorremmo mangiare rispetto a quelle che possiamo mangiare. Ha senso? Sì, se lo facciamo per la nostra salute. Un po’ meno se non riusciamo mai a mettere insieme un pasto senza stress, con i nostri piatti preferiti di tanto in tanto.
In questa equazione fra piacere e dovere si inserisce spesso una categoria merceologica di cui un po’ tutti siamo stati vittime ignare: i prodotti light.

Si tratta di quegli alimenti o bevande che vogliono essere simili a cibi generalmente ricchi di calorie (e quindi desiderati) ma che, secondo il Regolamento Europeo 1924/2006, devono avere come caratteristica, una riduzione del 30% di grassi o zuccheri rispetto a prodotti simili (riduzione del 25% nel caso del sale). A questi si aggiungono ormai anche i prodotti definiti Zero, ovvero che prevedono la totale assenza di una componente specifica (zuccheri, grassi, alcol o calorie). Nonostante il modo di fare la spesa sia cambiato notevolmente, il mercato dei prodotti a basso contenuto calorico non conosce crisi ed è lì, dalle corsie dei supermercati che ci urlano che dobbiamo mangiare meno grassi, con la voce inconfondibile di Wanna Marchi. E noi prima o poi, diamo ascolto.
Abbiamo fatto una spesa light per capire meglio se ha senso o meno integrarli nella nostra dieta e ci siamo lasciati scappare dei voti severissimi su una serie di marche tra le più note o tra categorie di prodotti più consumati.

Sottilette light – 2
Light, classiche o “fila e fondi”, la Sottiletta è un prodotto che, sinceramente, ha solo la funzione di essere sottile e di forma regolare come un formaggio non riesce quasi mai ad essere. Allo stesso modo però, è insapore e inodore proprio come un formaggio non riesce ad essere. Valutate voi se spendere calorie per questo.

Luganeghe AIA Pollo e Tacchino – 4
Salsiccia di pollo e tacchino con il 40% di grassi in meno ma con un apporto calorico che, a conti fatti, è superiore al petto di pollo. Ma allora perché spendere più soldi per un prodotto ipocalorico quando c’è una versione meno elaborata nella ricettazione e meno calorica che ci porta a un risultato migliore? Il motivo quasi sempre è per illudersi di mangiare qualcosa di più sostanzioso. Ecco, avete messo nel piatto un’illusione, a forma di salsiccia!

Plumcake Misura – 4 ½
Iniziamo subito da un marchio che probabilmente, è tra i leader di mercato nel segmento dei prodotti a ridotto contenuto calorico. Eccolo lì, il bollino fronte pack ci comunica un bel -55% di grassi saturi in meno. In meno rispetto a cosa? Leggiamo la scritta in piccolo e la dicitura: “Rispetto alla media delle merendine più vendute. Fonte: Unione Italiana Food”.
Indaghiamo per capire meglio e, per merendine più vendute, si intendono non solo il plumcake ma anche altre merendine con lista ingredienti più complesse. Quindi Misura ci sta dicendo che il loro plumcake contiene meno grassi saturi di un Pangoccioli. Grazie!

Per farla breve, compriamo il plumcake Misura perché, apparentemente, con meno grassi, ma guardando la tabella nutrizionale, leggiamo che i grassi, su 100g di prodotto, sono 20g di cui 3,2g quelli saturi. Il Plumcake Mulino Bianco di grassi ne contiene 17g di grassi di cui 2,2g saturi.
La differenza, Misura, la fa negli zuccheri, che sono solo 0,9g rispetto ai 30,3g di Mulino Bianco. In Totale Misura totalizza 377Kcal per 100g di plumcake, solo 16Kcal in meno rispetto a Mulino Bianco. Entrambi i marchi dichiarano di non usare grassi idrogenati, additivi o conservanti. Se a questo ci aggiungiamo il fatto che è molto più costoso e obiettivamente meno buono, non ci sembra affatto una buona scelta per la nostra dieta ipocalorica. Misura, misurati!

Zuegg Zero zuccheri aggiunti – 5-
Ostinati nella ricerca di prodotti light, passiamo anche dal reparto prima colazione e scopriamo che anche qui la scelta dei prodotti alleggeriti non è così limitata. Puntiamo su Zuegg che produce quella che in etichetta è definita come “preparazione di fragoline di bosco a ridotto contenuto calorico”. Insomma, è una confettura che, non avendo zuccheri aggiunti, non può essere definita tale. Il 70% di Kcal in meno rispetto a una confettura normale, stessa cosa vale per il gusto. Non ha il sapore delle confetture, con fatica si distingue il tipo di frutta usata se non per il colore. Sulle fette biscottate potreste metterci della gelatina, non cambierebbe molto. Ok ridurre grassi e zuccheri nella dieta ma non facciamoci del male. Mezzo cucchiaino di buona confettura di frutta è decisamente più soddisfacente di due cucchiaini di “preparazione di fragoline di bosco a ridotto contenuto calorico”, sotto tutti i punti di vista.

Succo Skipper Zuegg Zero – 5
Entriamo nel mondo degli “zero”, una formula più contemporanea di presentare i prodotti alimentari a ridotto contenuto calorico, il cui concetto sembra faccia più presa tra gli uomini che invece non si sentono appartenere alla moda del “light”. Questa bibita a base di succo di frutta è con zero zuccheri aggiunti e ingredienti naturali. Gusto un po’ acquoso e un apporto calorico di sole 20kcal per 100ml. Decisamente molto meno di altre bevande simili. Tutto al suo posto ma quello che ci chiediamo davvero è: se state cercando qualcosa di poco calorico da bere, senza zuccheri aggiunti, siete certi che un bibitone in bottiglia sia la scelta migliore? Zero pregiudizi noi, eh!

Easy Drink Frutta Rossa – 5+
Sempre al super, reparto succhi e succhini, ci imbattiamo in questo concentrato in plastica che contiene succo con meno calorie. Non è chiaro rispetto a chi ma, per non lasciare solo Skipper, facciamo un paragone con questo flaconcino. 35kcal per 100ml di una bevanda che contiene il 30% di frutta. Decisamente più dolciastro e quindi più piacevole di altri succhi ipocalorici, ma non riusciamo a smettere di pensare che spremere della frutta per farne un succo ci farebbe bruciare delle calorie e ottenere quindi risultati migliori.

Mozzarella Santa Lucia la Leggera – 5 ½
L’industria alimentare ci ha sicuramente dato prodotti funzionali, interessanti e a volte anche buoni, ma con le mozzarelle, è un po’ una tragedia continua. Chi conosce il gusto di un fiordilatte, o di una mozzarella del casaro, difficilmente riesce a trovare piacere in quella industriale. Tuttavia è anche vero che la mozzarella del banco frigo al supermercato rappresenta spesso l’ingrediente che salva la cena e che è visto anche come un ingrediente piuttosto leggero, un fatto non così reale. Eccezione però per quelle light come la Santa Lucia la Leggera. Una mozzarella che ha il 50% di grassi in meno e un sapore che è paragonabile a una classica Santa Lucia. Ovvero, sempre deludente.

Panna Chef leggera Parmalat – 6-
Ci siamo presi un momento di riflessione per provare a capire per quale motivo, chi è alle prese con un regime ipocalorico, dovrebbe acquistare la panna da cucina light. Nell’era in cui lo yogurt greco si è insediato in ogni nostro pasto, dalla colazione alla salsa della grigliata di pesce, ci sembra anacronistico usare la panna da cucina. A meno che non siate in preda a un raptus di nostalgia gastronomica e abbiate una crisi d’astinenza da tortellini panna e prosciutto. Ma a quel punto usate la panna fresca, please!

Fiocchi di latte Milk – 6
Solitamente va così: iniziamo il corso di crossfit con timidezza e l’unico pensiero a fine lezione è il piacere senza sensi di colpa che proveremo mangiando una pizza. Dopo qualche mese, impareremo che i veri sportivi mangiano i fiocchi di latte a pranzo, a cena, sempre. Pensiamo quindi che i fiocchi di latte siano la chiave della linea e iniziamo a comprare scorte di questo latticino ibrido tra uno yogurt, un latte fermentato e una colonia batterica. Sazia, è piuttosto magro, sembra una cosa giusta. La versione light Milk fa proprio credere di cenare con solo una manciata di calorie. Vi sentite in forma, pensate di avere la ricetta del successo. Capiamo di aver esagerato quando proprio quei fiocchi di latte finiscono sulla pizza del fine settimana al posto della mozzarella. No, non va bene!

Philadelphia light – 6+
È probabile che questo formaggio spalmabile sia stato il primo prodotto light venduto in Italia, non potevamo quindi escluderlo. Il nostro concetto di formaggio è ben altra cosa e ci piace pensare che anche tutti voi la pensiate allo stesso modo. Tuttavia, facciamo ancora i conti con le mode dei decenni scorsi che ci hanno abituato a nutrirci di formaggi industriali, convincendoci che odori spiccati, muffe esterne e gusti decisi, fossero dei difetti. La cosa che apprezziamo di questo prodotto light è la reale riduzione dei grassi, che è tanto dichiarata in etichetta quanto reale in tabella nutrizionale. Però attenzione! I formaggi per quanto light, hanno sempre un apporto di grassi non trascurabile. Quindi non vanno percepiti come prodotti dietetici, ma semplicemente con un contenuto più basso di grassi. Cioè, se dalla fetta di pandoro ci togliete lo zucchero a velo, non è che poi vi entreranno quei jeans chiusi da un pezzo nell’armadio.

Snello Rovagnati – 6 ½
In una campagna marketing anni ’70 sui salumi, un maiale rifletteva sul suo futuro e si immaginava dentro a delle vaschette di affettati di qualità. Oggi quella pubblicità sarebbe improponibile, ma siamo sicuri che quel maiale non si sarebbe mai immaginato di vedersi in una vaschetta di prosciutto light. Nella linea di affettati Snello Rovagnati, ritroviamo un prosciutto a basso contenuto di grassi. Il segreto è la rifilatura del grasso fatta a mano. Praticamente quello che fanno i bimbi quando gli date del prosciutto. 2% di grassi vs i 6-7% di altri prosciutti cotti della stessa marca. Il gusto è come buona parte dei saluti pre-affettati, triste.

Minestrone La Valle degli Orti – 6 ½
Vi sveliamo subito il segreto del minestrone light: Niente di elaborato, hanno tolto patate e fagioli e ci hanno lasciato solo le verdure meno caloriche. Una genialata!

Ricottine Equilibrio Esselunga – 7
Tra i latticini, la ricotta è sicuramente il prodotto caseario più adatto a una dieta ipocalorica, è noto. È un derivato del latte che contiene molti meno grassi dei formaggi, ma lo consumiamo come fosse tale. Ma il mercato conosce la nostra voglia spasmodica di eliminare quanti più grassi possibile e ci offre versioni light anche della innocua ricotta. Esselunga lo fa con la sua linea specializzata in prodotto a ridotto contenuto calorico: “Equilibrio”. Piccole ricotte ridotte del 50% di grassi. Gusto pressoché identico a una normale ricotta industriale. Altra cosa sarebbe per una ricotta artigianale, ma che ve lo diciamo a fare? Una buona opzione light!

Tomato Ketchup Heinz – 7 ½
Nella categoria ketchup del supermercato, Heinz è tra i top di gamma. Oltre ad avere un buon sapore, ci fa sentire come se stessimo vivendo il sogno americano della pausa pranzo nei diner, i locali da colazione salata e burger degli USA. La versione light vede una riduzione del 50% di sale e zucchero rispetto al ketchup classico. Il gusto è valido, forse più acidulo di quello abituale, ma lo troviamo un prodotto valido. Il ketchup è forse una delle poche salse concesse durante una dieta ipocalorica. Averne una ancora più adatta, aiuta. Ma come sempre, non usate questo stratagemma per raddoppiare la dose.

Coca Cola Zero – 8-
Provate a passare una serata tra amici senza un bicchiere in mano, è praticamente impossibile! Persino i dietisti si rendono conto di quanto sia complicato gestire le diete ipocaloriche nelle serate conviviali e, dovendo privarci dell’alcol, ci suggeriscono di tenerci impegnati con una Coca Cola Zero.
Sembra incredibile, ma le bibite gassate, che rappresentano il male assoluto dell’alimentazione, adesso e nella versione Zero, sembrano essere la più valida alternativa per certi momenti a tavola.
La ricetta di Coca Cola Zero è priva di zuccheri e calorie, ma con un gusto praticamente invariato rispetto la formula classica. Seppure un prodotto di cui potremmo fare a meno, assolve a una funzione molto utile: farci bere qualcosa che non sia acqua, quando c’è il bisogno di farlo. Vista così, questa bibita ha più ragion d’esistere di molti altri prodotti ipocalorici, al punto che forse è la Coca Classica a non avere più molto senso.
Forse sarà proprio Coca Cola a rappresentare il primo caso in cui la versione senza calorie si sostituisce alla ricetta tradizionale. E se così sarà, noi vi abbiamo avvisati per primi.