Ritratti in neroL’antologia che celebra la Milano noir, da Scerbanenco a Pinketts

“Menegang – Milano noir dagli anni 50 ad oggi” è curata da Andrea Carlo Cappi nella scia dei maestri del poliziesco meneghino: otto ritratti nell’arco di settant’anni, un percorso nella storia criminale della città

Ken Anzai/Unsplash

«A Milano di notte c’è il mare. Un mare di guai», sosteneva lo scrittore Andrea G. Pinketts. Al volto oscuro della città e alla sua evoluzione dal Dopoguerra ai tempi della pandemia è dedicata l’antologia “Menegang – Milano noir dagli anni 50 ad oggi” (Borderfiction Edizioni), curata da Andrea Carlo Cappi.

«L’idea», spiega Cappi, «è nata da una fortunata serie di coincidenze. Nella primavera 2020 la giornalista e scrittrice Albina Olivati volevamo ricreare un nucleo di scrittori sullo stile della Scuola dei Duri». La scuola, fondata da Pinketts nel 1993, era un gruppo di autori di gialli che raccontavano la Milano contemporanea senza peli sulla lingua, né sulla penna.

«Cercavo una formula originale, perché “Menegang” non fosse una semplice raccolta di racconti con la stessa città come sfondo. Poiché il protagonista dei romanzi di Albina si muove negli anni Settanta, le è venuto spontaneo propormi un lungo racconto che si svolge in quel decennio. Nello stesso periodo ho riscoperto una storia di Stefano Di Marino risalente agli anni Ottanta, che lui ha accettato con piacere di ripubblicare. Giancarlo Narciso ha scritto tempo fa un lungo racconto con Duca Lamberti, il protagonista dei gialli di Scerbanenco».

Cappi ha così deciso di compiere un percorso nella storia criminale di Milano e ha mobilitato Ferdinando Pastori, Francesco G. Lugli, Sergio Rilletti e Gian Luca Margheriti perché coprissero i decenni successivi, fino ad arrivare al 2021.

«Intanto», conclude Cappi, «io scrivevo la storia di apertura, ambientata tra il Natale 1951 e il 14 febbraio 1952, data di una clamorosa rapina realmente messa a segno in via Solferino».

Il risultato sono otto ritratti di Milano in nero, nell’arco di settant’anni. Si comincia con i grandi assalti alle banche che fecero scalpore nel Dopoguerra. Poi si entra nell’atmosfera cupa della Questura nei giorni della strage di Piazza Fontana. Si scopre com’erano i Navigli prima della movida selvaggia e la zona delle Varesine quando i grattacieli di Porta Nuova non avevano ancora cancellato il Luna Park. Di decennio in decennio si arriva al periodo del lockdown, quando, nella città semideserta, si muovevano quasi solo i rider, ma la criminalità non si è mai fermata.

“Mengang” sarà presentata il 2 dicembre alle 21, all’Hotel Admiral di via Domodossola 16, durante l’evento “Milano gialla e nera”, condotto da Andrea Carlo Cappi e Giancarlo Narciso, con la partecipazione di Francesco G. Lugli, Gian Luca Margheriti, Ferdinando Pastori e Sergio Rilletti.