Rivoluzione gentileCon Bicocca Lab l’università progetta il futuro di tutti

Il piano di trasformazione green e digitale del campus dell’ateneo vuole arrivare a coinvolgere l’intera comunità cittadina. Il tutto con un finanziamento di 110 milioni di euro proveniente dal Pnrr

Bicocca Lab è un piano di trasformazione ecologica e digitale del campus a “volumi zero”, un progetto che nasce con l’idea di rigenerare lo spazio urbano valorizzando gli edifici esistenti o in fase di realizzazione, evitando la costruzione di nuove strutture, ma è anche di più: un laboratorio continuo con il quale l’Università degli studi di Milano-Bicocca si rende incrocio tra il cammino verso la sostenibilità sociale, la cultura e la sua messa a disposizione dei cittadini.

Il mondo viaggia sempre più in direzione di una vita più sostenibile per l’ambiente e per la società stessa: per questo motivo sono gli stessi docenti dell’ateneo a venir chiamati alla ricerca e all’analisi dei punti deboli e quelli di forza del campus e del quartiere, così da poter migliorare i primi e valorizzare i secondi.

Le risorse accumulate verranno dispiegate su sei macro-campi di azione: ambiente, salute, mobilità, energia, digitale e cultura. Il tutto con un finanziamento di 110 milioni di euro proveniente dal Pnrr: 55 milioni da destinare alle attività di ricerca e l’altra metà in interventi.

Tanti i cambiamenti programmati entro il 2024, a partire dalla svolta green attraverso la riconversione delle piazze dell’ateneo in cinque ettari di verde accompagnati da 450 nuovi alberi, seguendo con lo sfruttamento di fonti di energia rinnovabile, pulita e carbon free, quali pannelli solari e le falde acquifere presenti nel distretto Bicocca.

Un ateneo smart, che sfrutta ciò che di buono la tecnologia ha da offrire, dai sistemi di illuminazione intelligente a un miglioramento della vivibilità attraverso il monitoraggio delle condizioni ambientali. Verranno messi a disposizione della comunità universitaria e dei cittadini nuovi spazi all’aria aperta, coperti o semichiusi, adatti sia allo studio che alla socializzazione. Aree verdi di utilizzo collettivo che porteranno al risparmio di più di 100mila kg all’anno di CO2.

C’è poi un’idea singolare, che guarda alla cultura nella sua complessità, rendendola fruibile sotto forma di bellezza; “Chilometro d’arte”, un percorso che attraversa il campus e permette a chi ne fruisce di godere di opere d’arte contemporanea incorniciate nel contesto urbano. Lo scopo ultimo è quello di creare un progetto che sia adattabile e riproducibile su larga scala, così da coinvolgere l’intera comunità cittadina.

Anche la produzione di energia pulita avrà un significato civico diffuso: il primo edificio del campus energeticamente autonomo sarà alla scuola dell’infanzia “Bambini Bicocca”, mediante l’installazione di un parco fotovoltaico.

«Il nostro progetto è il sogno della ripartenza» – ha affermato la rettrice Giovanna Iannantuoni presentando il Lab. «Credo proprio che la buona innovazione e la buona ricerca siano i requisiti necessari per una crescita economica solida e stabile. In questo momento post-Covid, dove tutti vediamo anche l’aumento delle diseguaglianze sociali ed economiche, ragionare a tutto tondo su temi della transizione ecologica, digitale – ma anche delle diseguaglianze e dell’inclusione sociale – è la chiave di volta per tornare a vivere insieme. Una rivoluzione gentile per cambiare la quotidianità».

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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