Conferenza stampa di fine annoÈ essenziale che la legislatura vada avanti fino al 2023, dice Mario Draghi

«Il governo continuerà a sostenere l’economia in caso di rallentamento», ha precisato il presidente del Consiglio, annunciando che sul Pnrr «abbiamo raggiunto tutti i 51 obiettivi che avevamo concordato con la Commissione europea per il 2021». «Io non ho particolari aspirazioni personali», ha detto. «Sono un uomo, un nonno al servizio delle istituzioni»

LaPresse

«L’arrivo della variante Omicron ha aperto una nuova fase della pandemia, domani si terrà la cabina di regia per decidere il da farsi». Ma «i vaccini restano lo strumento di difesa migliore dal virus», ha precisato il presidente del Consiglio Mario Draghi nella conferenza stampa di fine anno, invitando tutti i cittadini a continuare a vaccinarsi e a fare la terza dose. E sulla prossima elezione del presidente della Repubblica, ha precisato: «È essenziale per continuare l’azione di contrasto alla pandemia, il rilancio della crescita e l’attuazione del Pnrr che la legislatura vada avanti fino al suo termine naturale».

«La campagna di vaccinazione è stata essenziale per rilanciare l’economia», ha ricordato Draghi citando i numeri di crescita del Pil e dell’occupazione. «La ripresa ci ha permesso anche di avere un miglioramento nei conti pubblici». Ma, ha sottolineato Draghi, «il governo continuerà a sostenere l’economia in caso di rallentamento». E il Pnrr sarà fondamentale nella strategia di crescita. Poi l’annuncio: «Abbiamo raggiunto tutti i 51 obiettivi che avevamo concordato con la Commissione europea per il 2021».

Palazzo Chigi o Quirinale?
Alla domanda se la legislatura dovrà o meno continuare fino alla fine, Draghi ha risposto: «È essenziale per continuare l’azione di contrasto alla pandemia, il rilancio della crescita e l’attuazione del Pnrr che la legislatura vada avanti fino al suo termine naturale». Il premier si è augurato anche che l’elezione del presidente della Repubblica avvenga più rapidamente possibile.

Draghi ha spiegato anche: «Abbiamo conseguito tre risultati: l’Italia è uno dei Paesi più vaccinati del mondo, abbiamo consegnato in tempo il Pnrr, abbiamo raggiunto tutti i 51 obiettivi. Abbiamo creato le condizioni perché il percorso del Pnrr continui, indipendentemente da chi ci sarà. L’importante è che il governo sia sostenuto da una maggioranza come quella che ha sostenuto questo governo, ed è la più ampia possibile. È una maggioranza che voglio ringraziare molto». E poi ha ricordato che il governo attuale è partito «con una chiamata del presidente Mattarella di altissimo ordine. Ma la responsabilità quotidiana nell’azione di governo sta nel Parlamento. La prosecuzione sta nel Parlamento, che decide la vita del governo. I risultati elencati sono stati possibili perché c’è il Parlamento».

«Io non ho particolari aspirazioni personali di un tipo o dell’altro», ha detto Draghi sollecitato sulla scelta tra Palazzo Chigi e Quirinale. «Sono un uomo, un nonno al servizio delle istituzioni. La grandezza del Paese non è determinata da questo o quell’individuo. È determinata da un complesso di forze politiche che permettono di andare nella direzione giusta».

Eppure, se la maggioranza di governo dovesse spaccarsi sulle elezione del Capo dello Stato, si tratta di «uno scenario da temere», secondo Draghi. «Ci vuole una maggioranza ampia perché l’azione di questo governo continui. Mi chiedo: è immaginabile una maggioranza che si spacchi sulla elezione del presidente della Repubblica e si ricomponga magicamente per sostenere il governo? Questa è la domanda che dobbiamo porci tutti».

Draghi ha parlato di «affetto» verso Mattarella «che ha svolto splendidamente il suo ruolo con dolcezza e con fermezza. Ha attraversato momenti difficilissimi nel suo settennato. Ha scelto con lucidità e saggezza». È lui, secondo il premier, «il modello di presidente della Repubblica».

Le nuove misure anti-Covid
«Non è esclusa l’applicazione del tampone», ha detto Draghi in vista della cabina di regia di domani. «Ogni decisione è guidata dai dati non dalla politica», ha ricordato. Tra le ipotesi avanzate da Draghi, la possibile obbligatorietà della mascherina anche all’aperto e la riduzione della durata del Green Pass. Ma, ha precisato, lo stato d’emergenza è un atto di necessità alla luce dei dati.

Ma non si discuterà nella cabina di regia di un prolungamento delle vacanze di Natale a scuola, come ha già precisato il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi. E si farà di tutto per evitare il ritorno della Didattica a distanza. Per la scuola la prima cosa da fare è uno screening, «per questo il generale Figliuolo si è messo in moto». Poi saranno aumentati i tamponi, ma va spinta «anche la vaccinazione dei bambini».

Tuttavia, «l’obbligo vaccinale non è mai stato escluso. Resta sempre sullo sfondo. Valuteremo l’estensione ad altre categorie. E specialmente se i dati dei contagi continuano a peggiorare, sarà oggetto di discussione in tempi brevissimi». Ma la cabina di regia di domani non dovrebbe affrontare il tema del lockdown solo per i non vaccinati.

La manovra
«Il dialogo con le forze politiche c’è stato», ha assicurato Draghi sulla legge di bilancio in ritardo, che dovrà ancora arrivare in aula al Senato per poi essere solo ratificata dalla Camera senza modifiche. C’è stato il «coordinamento tra relatori, forze di maggioranza e gruppi parlamentari. Il governo ha ricevuto tutti i presidenti dei gruppi parlamentari. Non è mancato il confronto. L’emendamento del governo è scaturito da questi momenti di confronto».

Ma Draghi ha ammesso che «c’è stato molto affanno nella fase finale, dovuto anche alle scadenze che il Pnrr ha imposto nel mese di dicembre. Ma non è la prima volta».

Il premier si è soffermato soprattutto sulla questione dell’estensione del Superbonus, che ha generato non poche tensioni nella maggioranza fino a ieri. Draghi ha spiegato che la misura «ha dato molto beneficio, ma ha creato anche distorsioni. E per questo la proposta del governo era una limitazione sulle case unifamiliari oltre la soglia Isee di 25mila. La prima distorsione è un aumento straordinario dei prezzi delle componenti che servono a fare ristrutturazioni. Oggi una unità di efficientamento energetico costa molto di più di quanto costasse prima del Superbonus. E le emissioni non vanno giù così tanto da assorbire questo aumento di prezzo. In più il Superbonus ha incentivato molte frodi. l’Agenzia delle entrate mi ha comunicato proprio oggi di aver bloccato 4 miliardi di crediti dati come cedibili». C’erano, insomma, «molti motivi per la riluttanza del governo a estendere ulteriormente il Superbonus», ha aggiunto Draghi mostrando la sua contrarietà al provvedimento. Ma, ha concluso, «il governo alla fine ha deciso di usare gran parte dei fondi a disposizione per estendere il Superbonus».

Sul taglio delle aliquote Irpef, Draghi ha smentito la narrazione secondo cui sarebbero i redditi più alti a beneficiarne: «I maggiori benefici sono per chi guadagna 15mila euro». I benefici aumentano soprattutto se si tiene conto anche dell’assegno unico e della decontribuzione inserita in manovra. «Non c’è vera crescita se si lasciano indietro i poveri», ha aggiunto il premier.

Pensioni
Sul tavolo delle pensioni aperto con i sindacati, Draghi ha posto gli obiettivi: maggiore flessibilità in uscita, organizzare un sistema che garantisca un certo livello di pensione per giovani e precari, riprendere la strada sulla previdenza complementare, evitare che chi va in pensione e vuole lavorare in un altro posto sia punito come accade oggi. «Questi sono i temi fondamentali», fermo restando «l’impegno a mantenere un sistema sostenibile. La catena infinita di riforme negli ultimi trent’anni inietta incertezza che ha effetti negativi su abitudini di consumo e investimento e quindi nell’economia. Bisogna dare certezza ai pensionati che il sistema non cambi sotto gli occhi ogni tre anni». Ma, ha ripetuto, «il vincolo è non rimettere in discussione la sostenibilità del sistema e del contributivo».

Quanto al suo rapporto con i sindacati: «Non c’è mai stato periodo burrascoso. I sindacati informati all’inizio e alla fine della manovra e forse bisognava informarli durante e questo non è stato fatto», ha ammesso.

I dossier Tim ed Mps
In merito all’offerta del fondo Kkr su Tim, Draghi ha detto che il governo deve tutelare tre cose: «Occupazione, infrastruttura (la rete) e la tecnologia». E ha spiegato che «la configurazione societaria che verrà creata attraverso l’azione degli azionisti o l’azione di governo dovrà permettere la realizzazione di questi obiettivi. Non c’è una strada predeterminata. Ci sono una serie di negoziati tra Cdp, Vivendi e altri azionisti di Tim. Ci sono nuove idee ogni giorno. Ma il punto fisso dell’azione di governo è la tutela di questi tre aspetti». Mentre su Mps Draghi ha spiegato che non dovrebbero esserci problemi per gli aiuti di Stato.

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