Theater to the PeopleTournée da Bar, dall’underground di Milano alla Prima diffusa della Scala

È una delle realtà più interessanti e innovative del panorama milanese, una compagnia che si sposta tra i locali e i bar portando in giro l’opera di William Shakespeare ed è stata premiata anche dalla Scala

Teatro Carcano

Il teatro che va dalle gente. Questa la filosofia di Tournée da Bar, compagnia nata a Milano e che si sposta tra i locali e i bar portando in giro l’opera del Bardo.

Nata quasi dieci anni fa, Tournée da Bar è una compagnia teatrale partita dal nulla prima di consolidarsi come una delle realtà più interessanti e innovative del panorama milanese, grazie all’impegno e intuizione del fondatore e ora direttore artistico Davide Lorenzo Palla, che ne promuove lo sviluppo artistico e imprenditoriale.

Perché l’aspetto imprenditoriale, anche nella cultura, è imprescindibile, e Palla lo sa molto bene. Figlio di uno scenografo, ha sempre frequentato il teatro e i teatri, come ambiente e luogo fisico. Attore diplomato alla Paolo Grassi di Milano, una volta uscito si è scontrato con le difficoltà tipiche degli inizi: un progetto di uno spettacolo suo, e tutte le porte sbarrate. «Quando cominci è difficile trovare qualcuno che ti dia fiducia, e ti consenta di portare il tuo spettacolo sul palco», dice.

Così una sera al bar con amici, vuoi il caso, vuoi l’euforia, si è messo in piedi e ha cominciato a recitare per chi era seduto al tavolo con lui, e lì è scattato qualcosa. Perché a ridere e godersi lo spettacolo non erano solo i suoi amici ma anche gli altri avventori del locale.

«È stata un’epifania», spiega. «In quel momento ho capito che forse c’era un altro luogo in cui potevo portare il mio spettacolo, i bar e i circoli di Milano, il cuore della cultura underground». Il primo anno di Tournée da Bar è stato il più complesso: è andato di persona nei locali a proporre l’idea, molti hanno rifiutato, ma alcuni hanno accettato. Poche date, anche per ottimizzare a livello economico, e pochi avventori. «All’inizio non erano in tanti a vedermi, anche dieci persone, ma si divertivano, vedevo una buona risposta e mi sono divertito molto anche io». Così il secondo anno ha riproposto l’idea, questa volta con un accompagnamento musicale dal vivo: le vecchie porte si sono aperte, e anche qualcuna di nuova, e la gente ha cominciato ad aumentare.

La svolta però avviene al terzo anno, quando decidono di mettere in scena l’Otello di William Shakespeare. Si sono avvicinati con un po’ di timore, chiedendosi se non fosse un azzardo portare il classico per eccellenza nei bar. E invece è stata la scelta giusta, perché il teatro come lo intendiamo oggi, lo spettacolo da godere nel silenzio assoluto della sala buia, è un concetto assolutamente estraneo al teatro del Seicento. Quello di Shakespeare era un teatro popolare, per la gente, e portarlo nei bar vuol dire tornare a un’idea di teatro partecipato, in cui il Mare culturale urbano diventa il Globe dove l’Amleto e l’Otello hanno preso vita. Vuol dire riportarlo a casa. Con un occhio attento, però, al nostro di mondo:  i telefoni non sono più una distrazione, ma l’occasione per una condivisione sui social in tempo reale. L’accoglienza riservata a questo esperimento porta a una nuova direzione: la divulgazione dell’opera shakespeariana, in modo giocoso, moderno e coinvolgente.

Di strada se ne è fatta parecchia: da Milano a tournée in tutta Italia; dalle porte sbarrate alle collaborazioni con il Teatro Carcano; da un solo attore e un musicista a diversi collaboratori, tra polistrumentisti, registi e attori, una su tutti Irene Timpanaro, che passa con semplicità impressionante dall’improvvisazione comica delle streghe all’iconica e drammatica Lady Macbeth.

Anni importanti e di riconoscimenti, con l’ultimo grande onore arrivato questo dicembre quando è stato scelto per la Prima diffusa della Scala “Macbeth Unplugged”, spettacolo del 2017 e riproposto a ottobre a Milano in un trittico di spettacoli che comprendeva anche Romeo e Giulietta e Antonio e Cleopatra.

Il 2022 segnerà i dieci anni di questa esperienza, e in cantiere ci sono diversi progetti: ancora Shakespeare, ormai una certezza, e  OperaShot, che ripropone la stessa formula con un altro grande classico del teatro popolare, l’opera lirica. Continua anche il sodalizio con il Carcano: ospiterà la duecentesima data dell’Otello, e un nuovo spettacolo, Shakespeare Bar Trilogy, una serie di tre monologhi nati spontaneamente durante l’esperienza delle tournée nei locali. Un circolo virtuoso, dal teatro al bar e dal bar al teatro, una restituzione al teatro di quello che il teatro stesso ha dato.