Il secondo votoDraghi deve rimanere riserva della Repubblica in caso di stallo alle prossime elezioni, dice Andrea Cangini

Secondo il senatore di Forza Italia al Colle serve una figura più trasversale possibile con una spiccata esperienza politica «Pierferdinando Casini tra i possibili candidati mi sembra quello che più si adatta a questo ruolo». Così l’attuale presidente del Consiglio potrebbe essere richiamato in servizio per eseguire il Pnrr fino al 2026 dopo il voto

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Senatore Andrea Cangini, il centrodestra insiste su nomi di centrodestra – Letizia Moratti, Marcello Pera, Elisabetta Casellati e Carlo Nordio – ma così non se ne esce. Non si rischia di perdere altro tempo?
Il centrodestra ha la maggioranza nel Paese, il blocco più consistente tra i Grandi elettori, è ovvio che presenti delle proprie candidature. Ed è inammissibile, persino offensivo per gli elettori del centrodestra, la pregiudiziale di Enrico Letta. Ho l’impressione che anche se proponessimo Benedetto Croce Letta boccerebbe anche lui. Detto questo bisogna che tutti siano realisti, e non so quanto sia realista pensare che possa passare un candidato del solo centrodestra.

Non si capisce bene Salvini cosa voglia, e nemmeno se sia diventato il capo del centrodestra.
Il centrodestra fatica da anni a trovare una sua unità politica e culturale tanto è vero che due forze sono al governo e un’altra all’opposizione. Salvini sta cercando di massimizzare il risultato per il proprio partito ma non è detto che questo si concili con gli interessi del centrodestra nel breve periodo.

E quindi che si fa, in questo quadro di lacerazione generale?
E quindi le ipotesi sono o Mario Draghi o un presidente della Repubblica il più trasversale possibile è capace di replicare la maggioranza che oggi sostiene il governo. Il problema su Draghi è noto e lo spiega la posizione di Giorgia Meloni, leader dell’opposizione, che immagina così di andare alle elezioni. Ma in piena pandemia, con la trattativa europea sul Patto di stabilità che sta per iniziare, adesso con i venti di guerra nel cuore dell’Europa, il nostro Paese non può permettersi di non essere governato per mesi. La pagheremmo cara. Peraltro noto che se Draghi rimanesse nella riserva della Repubblica potrebbe essere richiamato in servizio per seguire il Pnrr fino al 2026 se le elezioni non dessero un risultato chiaro, cosa che ovviamente non sarebbe possibile se fosse al Quirinale. Al Colle Draghi farebbe dei bei discorsi ma senza efficacia politica operativa, ai vertici europei ci andrebbe un altro.

Draghi a Chigi e al Quirinale chi?
Una figura più trasversale possibile con una spiccata esperienza politica. Pierferdinando Casini tra i possibili candidati mi sembra quello che più si adatta a questo ruolo.

Se per i veti incrociati la situazione di stallo dovesse trascinarsi è ancora possibile un nuovo mandato a Sergio Mattarella?
Sì, certo. Sarebbe la soluzione più rassicurante sul versante internazionale e agli occhi dei mercati finanziari che nel mondo globalizzato non è un dettaglio.

Si direbbe che è il fallimento della politica, o di questa politica.
Ma la politica è ufficialmente in crisi da anni altrimenti non avremmo un tecnico come Mario Draghi alla guida del governo. Se i leader politici e lo stesso Draghi avessero lungimiranza si preoccuperebbero di individuare non solo i nomi giusti per le funzioni apicali dello Stato ma per rendere quelle stesse funzioni realmente efficaci avviando quelle riforme costituzionali di cui si parla da 40 anni ma non si sono mai fatte. Ora o mai più.

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