Bellezza in biciclettaMilano è una città da scoprire anche pedalando

Non solo lungo le piste ciclabili più conosciute, che dai Navigli conducono fuori città, ma anche per le più insolite vie del centro, da Zona Tortona a CityLife e Porta Nuova: qualche itinerario a misura di pedalata

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Hai voluto la bicicletta, magari con il bonus tanto chiacchierato qualche tempo fa, e adesso pedalare. Sì, ma dove? Sono tantissimi i milanesi che si spostano sulla bici, proprio quella con i pedali, s’intende, non solo quella elettrica. C’è chi lo fa per andare al lavoro (evidentemente nei giorni in cui non si è in smart working), chi per evitare di prendere i mezzi pubblici, chi, semplicemente, per scoprire la città. Milano, infatti, in bicicletta, si lascia scoprire facilmente attraverso le sue innumerevoli e più conosciute piste ciclabili e non solo.

Chi lavora nei pressi di Porta Genova, via Savona, via Solari, chi abita da queste parti, chi da qui ci passa tutti i giorni, già è al corrente di quanto zona Tortona possa essere pittoresca. Artisti, designer, hipster e modaioli (di quelli con i pantaloni tutti tirati su e senza i calzini, mai, nemmeno in pieno inverno), spesso pedalano per queste strade del quartiere. Da piazza Sant’Ambrogio una pista ciclabile attraversa parco Solari e raggiunge la vicina piazza Del Rosario. Sullo sfondo, gli alberi dei viali, i poli museali come il Museo della Scienza in via Olona oppure il Mudec un po’ più distante. Sempre in bici, proseguendo per via Savona, si arriva con poca fatica alla tranquillissima piazza Enrico Berlinguer, quella della libreria Gogol, dove vale sempre la pena fare una piccola sosta.

Anche una delle zone più recenti della città come CityLife, piena di verde e di futuro, nasconde infinite occasioni da scoprire in bicicletta. Un itinerario possibile ci permette di partire da Piazzale Giulio Cesare per entrare poi verso il nuovo parco, direzione Torre Isozaki, Torre Hadid e Torre Libeskind, dove perdersi con la testa verso l’alto o tra le numerose opere d’arte a cielo aperto. A questo punto si prosegue da viale Scarampo verso il Parco Industria Alfa Romeo (che al tramonto ha il suo perché) oppure da piazza Giulio Cesare verso via Buonarroti e piazza Piemonte, tra i palazzi signorili della città.

Tre ciclovie costeggiano poi il Naviglio Grande, il Naviglio Pavese e il Naviglio Martesana. 

Lungo l’Alzaia Naviglio Grande si pedala verso la campagna lombarda, piena di cascine e di angoli d’altri tempi che nemmeno sembra di essere a Milano. Lungo la ciclabile che si dirige verso San Cristoforo sul Naviglio, oltre Corsico e Trezzano, proseguendo per una quindicina di chilometri circa, si arriva poi a Gaggiano, un borgo piccolo e meraviglioso, agricolo ed elegante, restaurato dai suoi stessi residenti e dove le case colorate e i fiori si specchiano nell’acqua. Villa Marino è la sua chicca, la prima di una serie di villette di campagna fatte costruire dalla ricca borghesia lungo questo tratto di canale, perché no, da scoprire in bicicletta. 

Dalla Darsena, superando Gaggiano, si raggiunge anche Abbiategrasso, dove approfittare di una pausa per visitare la Basilica di Santa Maria Nuova e il Castello Visconteo. 

Se non basta si prosegue costeggiando Motta Visconti, prima, e Bereguardo, poi, arrivando al confine con il fiume Ticino e ammirando il ponte delle barche (realizzato quindi da una serie di barche messe in fila, una dopo l’altra).

La ciclabile che percorre parallela il Naviglio Martesana, invece, è lunga 36 chilometri. Si arriva, da una parte, fino a Trezzo sull’Adda, dall’altra nel pieno di Melchiorre Gioia. Alla portata di chiunque, più e meno esperti, grandi e piccoli, con qualche chicca nel tragitto per fare una pausa. Dalla mitica Cascina Martesana alle birre artigianali, per un aperitivo a fine pedalata, de La Buttiga, lungo il Naviglio già in centro città. 

Per restare ancora un po’ a stretto contatto con la natura, però, partendo da Porta Romana si può raggiungere l’Abbazia di Chiaravalle, via pista ciclabile, e da qui, con un pezzo su strada, si arriva all’Abbazia di Mirasole. Ma se tutto questo troppo, già si sente l’allergia, c’è bisogno di cemento, grattacieli e vetrate, un altro insolito percorso in bicicletta ci porta per le vie del centro. Da Porta Nuova l’idea è quella di pedalare fino ai Giardini pubblici Indro Montanelli, cominciando da Piazza Gae Aulenti e passando per i Bastioni. 

Se invece si vuole raggiungere Sesto San Giovanni si può approfittare della nuova pista ciclabile di Porta Venezia, Corso Buenos Aires, viale Monza. In questo caso è necessario capire come continuare a pedalare rimanendo in vita, percorrendo una ciclabile che a malapena si distingue dalla corsia dove passano le macchine, ma questa è un’altra storia, certamente da riscrivere.