Tutta un’altra visioneA Milano arriva un cinema in realtà virtuale

Al Museo nazionale scienza e tecnologia Leonardo da Vinci, grazie alla collaborazione con Rai Cinema, è stata allestita la prima sala permanente in città attrezzata per le pellicole Vr

La realtà virtuale sbarca al cinema in via definitiva e lo fa a Milano: complice anche l’hype degli ultimi mesi sul metaverso, al Museo nazionale scienza e tecnologia, a partire dal 12 febbraio e grazie alla collaborazione della struttura con Rai Cinema, verrà allestita la prima sala permanente in città attrezzata per la realtà virtuale.

La dotazione al momento è di 8 visori, perciò se siete interessati attaccatevi al sito per le prenotazioni, e l’esperienza, che in un primo momento può sembrare goffa o bizzarra, è invece molto coinvolgente. Ognuno è seduto su uno sgabello e, una volta indossati cuffie e visore, ha la possibilità di scegliere tra 4 sale in cui entrare virtualmente. L’esperienza ha la durata complessiva di un’ora e si può scegliere tra diversi titoli, di volta in volta in calendario.

Per il fine settimana del 19-20 febbraio l’opzione è tra 3 titoli (uno diviso in due parti) selezionati con l’obiettivo di porre l’accento sulle tante possibilità narrative e autoriali offerte dalla realtà virtuale, dalla divulgazione scientifica, al corto di denuncia sociale fino alla sperimentazione di linguaggi artistici più vicini al cinema che non al documentario. 

“Vulcano – La vita che dorme”, uno dei tre prodotti visuali in Vr presenti, è pensato proprio in questo senso: oltre all’esperienza immersiva, il fulcro è la recente eruzione del vulcano islandese Fagradalsfjall, la voce narrante di Valentina Lodovini aggiunge ulteriori trame di senso alle già spettacolari immagini in 3D del regista Omar Rashid, grazie alle quali ci si sente proprio lì, ai piedi della colata di lava ad ammirare i lapilli che spruzzano ovunque. “Happy Birthday”, che vede la partecipazione di Achille Lauro sia come interprete che come autore della colonna sonora, è un corto di denuncia sul fenomeno sociale degli hikikomori: le persone, soprattutto adolescenti, che scelgono di non avere relazioni sociali, se non virtuali, per mesi, a volta anche anni e che, in Italia, si stimano essere ormai più di 100 mila. Una sorta di meta critica alla realtà virtuale in sé, o meglio agli usi e alle esternalità negative che ne possano derivare particolarmente efficace quando vissuto in prima persona grazie all’esperienza Vr. Chiude la triade “Being an astronaut”, diviso in due episodi è il primo film in Vr mai girato nello spazio che racconta la preparazione degli astronauti: una camminata in orbita dopotutto è un classico della narrativa Vr, ma anche l’incipit nel centro di addestramento in Russia ha il suo perché, quando si tratta di video 3D. 

La collaborazione con Rai Cinema si inserisce proprio nell’ottica di garantire un’offerta varia, non solo e non troppo science oriented: il progetto Vr Cinema è infatti la naturale prosecuzione del percorso comunicativo da sempre intrapreso dal Museo nazionale scienza e tecnologia, dove l’uso dei linguaggi e delle tecnologie digitali è funzionale alla valorizzazione del proprio patrimonio scientifico.

Il museo, che è stato il primo in Italia a creare, già nel 1997, un proprio sito web e un ufficio dedicato allo sviluppo delle strategie e dei linguaggi digitali, può vantare un game specialist nel proprio organico e, con questa operazione, compie una sorta di ritorno alle origini. L’attuale auditorium era inizialmente stato concepito, e per qualche tempo ha lavorato, come una sala cinematografica vera e propria grazie all’intuizione del fondatore del museo Guido Uccelli e l’architetto che fu incaricato di realizzarlo il visionario architetto Piero Portaluppi. La sperimentazione nella divulgazione è sempre stata una priorità per l’ente museale milanese, avanguardistico per Dna.