La nuova settimanaIl caso Braibanti e tutti gli altri spettacoli del Parenti

Continua “Un tram che si chiama desiderio”, insieme a presentazioni di libri, il numero di The Passenger dedicato alla California e la messa in scena dell’autobiografia di Giorgio Albertazzi

da Teatro Franco Parenti

UN TRAM CHE SI CHIAMA DESIDERIO
dal 16 al 27 febbraio
16/02 ore 19:45 – 17/02 ore 20:00 – 18/02 ore 19:45 – 19/02 ore 19:45 – 20/02 ore 16:15 – 22/02 ore 20:00

di Tennessee Williams
traduzione di Masolino d’Amico, adattamento Pier Luigi Pizzi
con Mariangela D’Abbraccio, Daniele Pecci e con Giorgia Salari, Eros Pascale, Erika Puddu, Giorgio Sales, Massimo Odierna
regia e scena Pier Luigi Pizzi
musiche Matteo D’Amico
artigiano della luce Luigi Ascione
produzione GITIESSE Artisti Riuniti diretta da Geppy Gleijeses

Il grande maestro di fama internazionale Pier Luigi Pizzi dirige il capolavoro del premio Pulitzer Tennessee Williams. Ambientato nella New Orleans degli anni ’40, il dramma, alla sua uscita nel ‘51, alzò il velo su temi quali l’omosessualità, il sesso, il disagio mentale, la famiglia come luogo di violenza, il maschilismo, il maltrattamento delle donne, l’ipocrisia sociale. In scena Mariangela D’Abbraccio nel ruolo di Blanche Du Bois, vedova di un marito omosessuale e alcolizzata che, vittima del cognato, precipiterà nella pazzia. Nel ruolo di Stanley Kowalski, che fu di Marlon Brando, Daniele Pecci.

IL CASO BRAIBANTI
dal 22 al 27 febbraio
22/02 ore 20:30 – 23/02 ore 19:15 – 24/02 ore 20:30 – 25/02 ore 19:15 – 26/02 ore 19:15 – 27/02 ore 16:45
di Massimiliano Palmese
con Fabio Bussotti, Mauro Conte
musiche composte ed eseguite dal vivo da Mauro Verrone
regia Giuseppe Marini
produzione Società per Attori

Nel giugno 1968, mentre nel mondo infiammava la Contestazione e giovani e intellettuali chiedevano più libertà e più diritti, in Italia si apriva il processo-farsa a Braibanti “per aver assoggettato fisicamente e psichicamente” il ventunenne Giovanni Sanfratello. In realtà il ragazzo, in fuga da una famiglia autoritaria e bigotta, una volta raggiunta la maggiore età aveva deciso di seguire le proprie inclinazioni ed era andato a vivere a Roma con il poeta.

Non accettando l’omosessualità del figlio, il padre affidò Giovanni agli psichiatri con la speranza di guarirlo dalla “seduzione” che avrebbe subito, e accusò Braibanti di plagio. Molti intellettuali denunciarono lo scandalo di un processo montato ad arte dalla destra più reazionaria del Paese in combutta con esponenti del clero e della “psichiatria di regime”.

In favore di Braibanti intervennero Pier Paolo Pasolini, Elsa Morante, Alberto Moravia, Umberto Eco, Marco Pannella, Cesare Musatti, Dacia Maraini. Tutti i loro appelli caddero nel vuoto.

Lo spettacolo ripercorre il processo a cui fu sottoposto l’intellettuale, attraverso documenti d’archivio, lettere e arringhe, per non dimenticare che libertà di pensiero va difesa anche ricordando le battaglie passate: quelle vinte, ma soprattutto quelle perse.

Un “oratorio civile” scandito dalle incursioni del sax live di Mauro Verrone in cui Fabio Bussotti e Mauro Conte interpretano non solo i ruoli dei due protagonisti, ma diventano all’occasione gli avvocati o i genitori dando così una gran prova d’attore.

21 febbraio | Sala Grande
UN PERDENTE DI SUCCESSO
Mariangela D’Abbraccio dà voce all’autobiografia di Giorgio Albertazzi
ore 20:00
dall’autobiografia di Giorgio Albertazzi
adattamento di Mariangela D’Abbraccio
un progetto a cura di Mariangela D’Abbraccio e Francesco Tavassi
introduce Andrée Ruth Shammah

Giorgio Albertazzi, un attore anomalo, uno scrittore finissimo, un mostro sacro che vive recitando e recita la vita negando al tempo stesso, con un ironico sorriso, entrambe le cose…

Mariangela D’Abbraccio porta in scena l’autobiografia di questo outsider incorreggibile, contrappuntata dalle sue poesie (pubblicate postume) e da frammenti di musica jazz (che Albertazzi amava e che più gli assomigliava) dei grandi interpreti Billie Holiday, Chet Baker, Bill Evans, Keith Jarret. : infanzia, giochi, iniziazioni, adolescenza, famiglia, studi, guerra, amori, carcere, personaggi, cinema, televisione, teatro. E poi, in una cascata inarrestabile, emergono morbide malizie e dolci crudeltà, acri umori e soavi veleni sul mondo dello spettacolo e della cultura. Albertazzi, un uomo che ha saputo ottenere tutto ma non ha saputo (e voluto) conservare nulla: un perdente per distrazione, ma di grande, grandissimo successo.

24 febbraio | Sala Grande
THE PASSENGER – CALIFORNIA
con Francesco Costa, Michele Masneri, La McMusa e Simonetta Sciandivasci
ore 18:00
In occasione della presentazione di The Passenger – California, il nuovo numero della collana di libri-riviste dedicati a luoghi, paesi e città, pubblicati da Iperborea, intervengono Francesco Costa, Michele Masneri e in collegamento streaming Marta Ciccolari Micaldi (La McMusa)
modera Simonetta Sciandivasci

The Passenger vola per la prima volta negli Stati Uniti per occuparsi di uno stato eccezionale, sotto assedio. I principali media americani, perlopiù espressione di New York e Washington, ci hanno preso gusto a celebrarne il funerale e si sente spesso parlare di «fine della California per come la conosciamo», ma per certi versi è ancora giusto ritenerlo uno stato modello: progressista, libertario e all’avanguardia come ci racconta uno che lo conosce bene, Michele Masneri, in uno dei contributi di questo numero.

Viverci, però, è diventato un privilegio e molti, ulteriormente incentivati dalla prospettiva del lavoro a distanza, nonostante un’economia in boom, bussano alle porte degli stati confinanti: è il paradosso spiegato da Francesco Costa nel suo Decalifornication che apre il volume. Per chi non è bianco, invece, non c’è nulla di nuovo, la vita è sempre stata in salita, perfino per le comunità apparentemente più integrate, come quella asiatica, colpita dallo strano pregiudizio di essere una «minoranza modello», uno stereotipo pericoloso come tutti ma che oggi una nuova generazione di romanzieri asiatici americani cerca di ribaltare, Vanessa Hua ci spiega come.

Lisa Teasley, scrittrice poeta e artista visiva, mostra come anche in quel che è rimasto dei quartieri multietnici di Los Angeles – città teatro di storiche rivolte nere, dove la quota degli afroamericani si sta abbassando sempre di più – il riscatto e la speranza arrivano dal mondo della cultura. La California in generale ha bisogno di un nuovo storytelling che prenda coscienza del peccato originale – la colonizzazione con il sangue della popolazione indigena – ed è confortante apprendere dall’articolo di Lauren Markham, esperta di flussi migratori e tematiche ambientali, che oggi esista un movimento di restituzione di terreni agli eredi dei legittimi proprietari.

Tra le terre conquistate con la violenza nell’Ottocento c’è anche un parco nazionale che ogni americano associa a un ideale di natura incontaminata, a un’oasi di boschi, laghi e cime innevate nella terra del surf: Yosemite, una delle tante Californie che visiteremo in questo numero, in questo caso con lo scrittore Francisco Cantú. Sotto altri aspetti invece non si può più parlare di paradiso naturale e terra promessa, quanto di terra problematica e pesantemente minacciata da cambiamenti climatici.

Un’altra scrittrice che ha pubblicato un libro di successo sulla California, Anna Wiener, ci porta nella Central Valley, dove cresce buona parte del cibo per le cucine degli americani e dove un modello di colture ad alto consumo idrico in un territorio afflitto dalla siccità sta entrando in crisi. Concludiamo con la foto di apertura, quella di copertina, con un gruppetto di persone che indicano sullo sfondo la nuvola di fumo di uno dei tanti giganteschi incendi che divampano ogni anno nello stato; il reporter Mark Arax spiega come a fianco ai fattori climatici, ci siano anche pesanti responsabilità politiche.

25 febbraio | Sala Café Rouge
INCONTRO CON FEDERICO PEDROCCHI E TELMO PIEVANI
Presentazione di QUONK!
Ore 18:30
In occasione della pubblicazione di QUONK!, edito da Bookabook
l’autore Federico Pedrocchi dialoga con Telmo Pievani
letture di Marina Di Leo

Un eccesso di concentrazione di informazione causa un collasso spazio-temporale e il verificarsi di strani avvenimenti, tra cui la materializzazione di curiose entità che colano fuori dai televisori. Quando il tempo e lo spazio vanno a farsi benedire, ne risentono le storie e la memoria delle persone. Su questo sfondo si muovono tre individui: Yodin Pianura, Vincent Fatou e Mondina.

Trafficanti di memorie, uniscono le loro forze per compiere il colpo della vita: rintracciare e “ripulire” un’antica stazione televisiva, vero e proprio forziere di ricordi di una società che non esiste più. Alle loro calcagna si mette, però, l’agenzia Albedo, volta a mantenere nell’ombra quel passato ritenuto troppo scomodo.

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