
DOLORE SOTTO CHIAVE
SIK SIK L’ARTEFICE MAGICO. Due atti di Eduardo De Filippo
dall’8 al 13 marzo | Sala AcomeA
08/03 ore 20:30 – 09/03 ore 19:15 – 10/03 ore 20:30 – 11/03 ore 19:15 – 12/03 ore 19:15 – 13/03 ore 15:45
1 ora e 20 minuti più intervallo
Il grande maestro del Teatro Carlo Cecchi, funambolo e innovatore della scena che ha attraversato il Novecento, restituisce con questo dittico l’amarezza e il realismo di Eduardo De Filippo, la sua capacità di graffiare anche con una sola fulminea invenzione paradossale.
Un incontro tra due intelligenze severe, inflessibili e rivoluzionarie del palcoscenico, specchio per entrambi della realtà che si riflette nella finzione e viceversa.
Carlo Cecchi offre al pubblico un doppio Eduardo: in Sik Sik ritroviamo tutto lo sprezzante realismo del drammaturgo napoletano e il teatro come metafora della vita.
In Dolore sotto chiave De Filippo gioca con la morte, la ridicolizza, la esorcizza così: ridendoci e facendoci ridere sopra.
Dolore sotto chiave, nato come radiodramma nel 1958, è una girandola di situazioni grottesche, un gioco beffardo sul senso della morte, sulla sua permanenza nelle nostre vite. De Filippo gioca con la morte, la ridicolizza, l’esorcizza così: ridendoci (e facendoci ridere) su. Perché è anch’essa parte delle nostre esistenze e cercare di negarla, non riconoscerla, significa negare la vita stessa.
Sik Sik l’artefice magico è invece il primo degli umanissimi tragicomici personaggi di De Filippo, una pietra miliare del suo teatro che conta, solo nella città di Napoli, oltre 450 repliche. Un illusionista maldestro e squattrinato si esibisce in teatri di infimo ordine con la moglie Giorgetta e Nicola, che gli fa da spalla. Una sera, all’ultimo momento, è costretto a sostituire la spalla con il primo, povero, malcapitato. In un crescendo di inesorabili qui pro quo, la vicenda umana e comica dello spiantato illusionista, mago da strapazzo, porta con sé il retrogusto amaro del fallimento. In Sik Sik ritroviamo lo sprezzante realismo di Eduardo De Filippo e il teatro come metafora della vita.
di Eduardo De Filippo
con Carlo Cecchi, Angelica Ippolito, Vincenzo Ferrera, Dario Iubatti, Remo Stella, Marco Trotta
regia Carlo Cecchi
Dolore sotto chiave
scene Sergio Tramonti
costumi Nanà Cecchi
luci Camilla Piccioni
Sik Sik l’artefice Magico
scene e costumi Titina Maselli
realizzazione scene e costumi Barbara Bessi
luci Camilla Piccioni
musica Sandro Gorli
produzione MARCHE TEATRO Teatro di Roma / Elledieffe
VISITE
Teatro dei Gordi, giovane compagnia selezionata alla Biennale di Venezia 2020
dal 9 al 13 marzo | Sala Grande
09/03 ore 19:45 – 10/03 ore 21:00 – 11/03 ore 19:45 – 12/03 ore 19:45 – 13/03 ore 16:15
1 ora
I Gordi, giovane compagnia guidata dal regista Riccardo Pippa, indagano una forma teatrale che si affida al gesto, ai corpi – con e senza maschere – a una parola-suono scarna ed essenziale. Il loro ultimo lavoro, Pandora, ha debuttato alla Biennale Teatro di Venezia 2020.
Dopo lo spettacolo debutto Sulla morte senza esagerare, la pièce Visite si ispira al mito di Filemone e Bauci di Ovidio, per esplorare la metamorfosi come segno del tempo, sguardo sul mondo, vitale necessità e dinamica scenica. E lo fa raccontando con un linguaggio originale, una storia semplice e comune, per cogliere, se possibile, il fondo mitico di una quotidianità a noi vicina.
Visite fa parte del progetto La grande età, rassegna multidisciplinare in collaborazione con Fondazione Ravasi Garzanti ideata per le celebrazioni di #Parenti50, il Cinquantesimo anniversario del Teatro Franco Parenti. Spettacoli, letture sceniche, incontri, laboratori e film con l’obiettivo di osservare e mettere in luce tutta la forza e l’energia creativa che contraddistinguono tutte le stagioni della vita, offrendo al tempo stesso l’occasione per un allenamento ad uscire fuori dagli stereotipi.
ideazione e regia Riccardo Pippa
di e con Cecilia Campani, Giovanni Longhin, Andrea Panigatti, Sandro Pivotti, Maria Vittoria Scarlattei, Matteo Vitanza
dramaturg Giulia Tollis
maschere e costumi Ilaria Ariemme
scenografia Anna Maddalena Cingi
disegno luci Paolo Casati
cura del suono Luca De Marinis
tecnico audio-luci Alice Colla
assistente alla regia Daniele Cavone Felicioni
organizzatrice Camilla Galloni
produzione Teatro Franco Parenti e Teatro dei Gordi
Spettacolo selezionato per NEXT 2018/2019 – Laboratorio delle idee per la produzione e la programmazione dello spettacolo dal vivo lombardo
CENERENTOQUA CENERENTOLA
Opera baby – da 0 a 36 mesi
dall’11 al 12 marzo | Café Rouge
11/03 ore 09:15 – 11/03 ore 10:15 – 12/03 ore 10:30 – 12/03 ore 16:00 – 12/03 ore 17:30
45 minuti
Spettacolo partecipativo di canto, movimento e musica dal
vivo, dedicato ai bambini dagli 0 ai 3 anni.
La nostra Cenerentola racconta di una bambina alle prese con la rivalità fraterna, con quella sensazione di essere irrimediabilmente superata e il timore di non poter conquistare l’amore e la stima dei genitori. Ma Cenerentola è un’eroina, forte e sognatrice. Nella solitudine, impara a scoprire grandi avventure nelle piccole cose, sa guardare e ascoltare e ama il ritmo. Percuote e scuote e trova incredibili musiche ovunque, canta i suoi sogni.
Sarà proprio la musica ciò che la spronerà al cambiamento, alla trasformazione. No, nessun principe, ma la bellezza di un sogno, la forza di un desiderio.
In un giorno d’estate Cenerentola vincerà la sua tristezza e avrà la meglio sulle sorelle, provando perfino a ingannare il padre pur di raggiungere la stima che merita. Cenerentola ora è sola, vincitrice, con la sua musica solo per lei. Ma d’un tratto, realizzato il desiderio, in un soffio svanisce anche la rivalità e Cenerentola riscopre l’amore per il padre e le sorelle, quattro note singole unite per sempre in una meravigliosa quartina.
Spettacolo con musicista e attrice
tratto da La Cenerentola di Gioachino Rossini
regia Sara Zanobbio
drammaturgia musicale Anna Pedrazzini
con Francesca Tripaldi e Paolo Camporesi, fisarmonica
produzione AsLiCo
7 marzo | Café Rouge
INCONTRO CON ANDREA BAJANI E MICHELE BRAVI
Presentazione del libro “L’amore viene prima”
ore 18:30
Da quando è nato nostro figlio mi è stato chiesto centinaia di volte che cosa provassi, come fosse il bambino, come mi sentissi a essere padre. Per quanto inebetito d’amore, non ho mai saputo rispondere. L’unica cosa che sono riuscito a fare, nel suo primo mese di vita, è stato aprire il quaderno e appuntare piccole poesie in cui registravo gli accadimenti minimi che, impilati, davano forma a quello sproposito che non riuscivo a dire altrimenti.
L’evento è minimo: non pesa nemmeno tre chili, occupa uno spazio irrisorio, ma si allarga dovunque e si mangia tutte le parole. Muti, lì davanti, ci sono una madre sbalordita e un padre impacciato. Eredi di una tradizione poetica dell’intimità e delle accensioni del quotidiano – tradizione letteraria illustre e nello stesso tempo accessibile e amatissima dai lettori più diversi, oggi testimoniata dal successo pop di una poesia intima e quotidiana, tra canzone e meditazione – queste brevi, splendide, poesie di “accadimenti minimi” sanno cogliere e dare forma ai primi gesti di vita e di cura, ai cambiamenti grandi e piccoli e a tutta la sconcertante sorpresa per un figlio che arriva.
E soprattutto, trionfante a ogni pagina, quel misterioso amore, quell’impreparata devozione, che si prova al primo mese di un neonato, quando i bambini sono ancora cuccioli di umani, fagotti disposti per casa, odore di legno nuovo, bisogni primari, un sogno e un bisogno perenne.
Sulla soglia del libro, Andrea Bajani ci accompagna con una premessa che ne racconta la genesi e l’urgenza – e non c’è modo migliore per capire di quale materia, calda e dolcemente trasognata, siano fatte queste pagine: Quello che ho provato a far volare in queste strofe è quell’amore unico che si prova soltanto per chi ci segue sulla riga del tempo: è unico perché viene prima, persino prima che il bambino faccia la sua apparizione. Un figlio, questo solo mi sembra di poter dire con certezza, è l’unico essere umano che si è disposti ad amare – che si ama di un amore sconsiderato – prima ancora di averlo incontrato.
In occasione della pubblicazione del suo nuovo libro
L’amore viene prima (Feltrinelli)
l’autore Andrea Bajani dialoga con Michele Bravi
9 marzo | Café Rouge
BOMPIANI STORY. VALENTINO BOMPIANI, AVVENTURE DI UN EDITORE
Un libro di Luca Scarlini
ore 19:00
“Anche il più sciagurato degli scribacchini ha lavorato tre o più anni per un libro. Come non rispettare questa fatica? Per un editore la sua vita è lì: egli cerca di fare un discorso scegliendo quelli che lo fanno meglio di lui.”
Valentino Bompiani è tutto in questa frase, nella quale esprime con sorniona umiltà la sua vocazione: circondarsi di donne e uomini di talento, amplificarne le voci, dare alla loro creatività una veste (tipo)grafica in grado di portarli lontano – dunque pubblicare libri.
Luca Scarlini ha scavato negli archivi cartacei e digitali, ha ascoltato testimonianze e ricostruito le tessere di un mosaico straordinario fatto di parole: la storia di Bompiani, della sua casa editrice che fu davvero “casa” per scrittori e intellettuali italiani e stranieri, non era mai stata raccontata per intero ed emerge in queste pagine più viva che mai.
In occasione della pubblicazione di
Bompiani Story. Valentino Bompiani, avventure di un editore (Bompiani Overlook)
l’autore Luca Scarlini dialoga con Ginevra Bompiani
10 marzo | Sala Grande
IL CIELO OLTRE LE POLVERI
Valentina Petrini dialoga con Diodato
ore 18:00
Fin dalla fondazione un’azienda considerata strategica per il nostro Paese, un’industria siderurgica con alle spalle quasi settant’anni di storia. Ma che ha visto tragedie come quella di Francesco Zaccaria, finito in mare con la cabina della sua gru durante una tempesta; e quella di Alessandro Morricella, consumato vivo da una colata incandescente; e molte altre. Periodicamente, singoli eventi emergono nella cronaca: contaminazione ambientale, malattie, vittime sul lavoro.
Ma dietro le notizie e le vicissitudini giudiziarie si staglia, più vasta e apparentemente senza fine, la maledizione di un’intera città, Taranto bella, avvelenata e impaurita, Taranto che si chiude in casa nei «Wind Days». A ciascuno il suo dramma, per ciascuno la stessa domanda: come cambiare il corso di questa storia?
Valentina Petrini è cresciuta proprio a Taranto, in un quartiere operaio a ridosso dell’Ilva dove le polveri si posano sui balconi delle case e sui giochi dei bambini. Si è trasferita a Roma per costruire una carriera. Torna sui luoghi della sua infanzia per fare i conti con il grande racconto nero dell’Ilva.
Lo compone in queste pagine con sensibilità e con forza, parlando con i testimoni e i parenti delle vittime, interpellando professionisti e istituzioni, seguendo i dibattimenti in aula, interrogando il suo stesso passato.
Presentazione del libro di Valentina Petrini
Il cielo oltre le polveri.
Storie, tragedie e menzogne sull’Ilva, edizioni Solferino
L’autrice a dialogo con il cantautore Diodato
Presenta l’incontro Massimo Rebotti
11-13 marzo
OPEN CLASS PER NON PROFESSIONISTI CON LAURA MARINONI
Interpretare un testo
11/03 ore 19:30-22:30 – 12/03 ore 11:00-19:00 – 13/03 ore 11:00-19:00
Il primo passaggio da affrontare è impadronirsi del testo: il linguaggio è la materia prima dell’arte dell’interpretazione scenica. Con una maestra d’eccezione, la grande attrice Laura Marinoni, il seminario accompagnerà gli allievi in un percorso dalla lettura alla recitazione attraverso la narrazione e la creazione di un carattere.
La prima parte del lavoro sarà dedicata alla lettura espressiva come naturale trampolino per la recitazione, all’uso della voce e all’analisi del testo per scoprirne le sfumature, per amarne il senso e il valore. Nella seconda parte del laboratorio si passerà dal testo narrativo all’interpretazione delle battute teatrali, lavorando sulla specificità dei caratteri e sulla naturalezza espressiva. Il testo di riferimento sarà tratto da Musica per Camaleonti di Truman Capote, un piccolo capolavoro di scrittura a metà tra il racconto letterario e la pièce teatrale, che offre molte possibilità di esercizio.
10-27 marzo | Sala Stecca dei Bagni Misteriosi
SGUARDI
Bruno Pellegrino in mostra ai Bagni Misteriosi
Opening 10 marzo 18:00-21:30 (ingresso libero con biglietto cortesia 3,50 euro confermando la propria presenza a [email protected]
Orari: lunedì-venerdì: 17:30-21:30
sabato-domenica: 12:30-21:30
Al centro dell’opera di Bruno Pellegrino volti umani, “primi piani” che si affacciano sulla tela a evocare caratteri e modi di essere, a chiedere e spesso restituire lo sguardo. Per la sua ricerca di una quintessenza dell’umano che fa di ogni volto la sua unicità, la mostra milanese di Pellegrino sarà composta da un centinaio di opere e pensata come un’installazione, curata dal regista Fabio Cherstich, in cui i volti appariranno come personaggi, parti di una visione immaginata, accompagnati, attraverso un lavoro di ricerca drammaturgica, da frasi, suoni e musiche.
Nel 2013 il Vittoriale di Roma ha dedicato a questo artista una grande mostra, a cura di Duccio Trombadori e Paolo Portoghesi.
curatela Jean Blanchaert
allestimento di Fabio Cherstich
con la collaborazione di Diletta Ferruzzi
13 marzo | Sala AcomeA
OMAGGIO A VITALIANO TREVISAN
con Carlo Cecchi e Elia Schilton
ore 21:00
Il Teatro Franco Parenti rende omaggio a Vitaliano Trevisan: suo è il testo Una notte in Tunisa e suo l’adattamento de Gli innamorati di Goldoni, due produzioni del Parenti, messe in scena da Andrée Ruth Shammah nel 2011 e 2014. Carlo Cecchi e Elia Schilton leggono estratti da Il mondo e i pantaloni, il suo ultimo lavoro.
Un grande, e vecchio, attore drammaturgo viene insignito del premio Nobel per la letteratura e si fa confezionare un frac. Pochi giorni prima della cerimonia, il vecchio attore, che sta per chiudere le repliche del suo ultimo lavoro, viene denunciato per molestie da una cameriera d’albergo, e la cerimonia viene annullata. Alla delusione e all’amarezza del protagonista, si aggiunge quella della moglie, che, tra l’altro, lo crede colpevole, e la rabbia del figlio, che sperava, grazie al premio in denaro, di sanare i suoi debiti. Alla fine, però, il frac sarà comunque consegnato e i pantaloni, che tanto preoccupavano il sarto, risulteranno perfetti.
Omaggio a Vitaliano Trevisan
con Carlo Cecchi e Elia Schilton
lettura da Il mondo e i pantaloni