
Pubblichiamo la testimonianza di due giovani ucraini, la 16enne Katia e il suo fratellino, raccolta da Lidia Liberman e Gianluigi Ricupirati
Hai presente quella sensazione quando fa male? Una volta mi sono innamorata di un ragazzo, ma lui non si è innamorato di me e ho pensato che facesse male.
Ma ho scoperto che a far davvero male sono altre cose: tipo vedere tua madre morire davanti a te. E tuo fratello continua ad avvicinarsi e le dice: «Mamma, non dormire, ti congeli». E il fatto che non visiteremo mai la sua tomba.
Mamma è rimasta nel seminterrato umido e buio. Andavamo in bagno, dormivamo, mangiavamo gli avanzi nello stesso seminterrato. E in qualche modo lo zio Kolya ha catturato un piccione, probabilmente era il quinto o sesto giorno, lo abbiamo fritto e mangiato. E poi abbiamo vomitato tutti.
La mamma ha resistito fino all’ultimo, 3 giorni prima della nostra evacuazione, poi è morta. Dissi a mio fratello che dormiva profondamente e non doveva essere svegliata. Ma credo che lui abbia capito tutto.
L’aveva capito quando è morta la nostra vicina, e non potevamo portarla fuori, e il cadavere ha iniziato a puzzare.
Poi la situazione si è calmata e lo zio Kolya l’ha portata fuori, ma mentre camminava è saltato in aria per una mina. La mamma ha pianto molto. Dopo la morte di papà, lo zio Kolya era diventata la persona più vicina alla nostra famiglia.
I cadaveri puzzano così tanto. Erano ovunque. Ho coperto gli occhi di mio fratello con la sciarpa di mia madre in modo che non li vedesse. Mentre correvamo, stavo per vomitare più volte.
Non credo più nel vostro Dio. Se ci fosse, non soffriremmo così tanto. Mia madre non ha mai fatto niente di male. Non ha mai fatto dormire lo zio Kolya durante in casa finché non si sono sposati. Andava in chiesa. Si confessava spesso. E anche io.
Lo zio Kolya aveva persino smesso di fumare. E il vostro Dio lo ha preso comunque. Odio la Russia. Il fratello di mia mamma vive lì. Sai cosa mi ha detto al telefono oggi? «Katia? Ma quale Katia? Ragazza, non ti conosco. Quale guerra, quale Katya?» E poi ha scritto da un numero sconosciuto «Katia, non scrivermi. È pericoloso per me e la mia famiglia. E comunque la mamma non possiamo più aiutarla».
Li odio! Era sua sorella?! Come è possibile?
Sai, penso che tornerò a Mariupol. E vivrò nello stesso posto. E ogni volta, nello stesso giorno, scenderò nel seminterrato di una casa nuova con un mazzo di fiori in mano.
Un’altra cosa che fa paura è quando i bambini piangono, ma non si può. Perché non puoi essere sentito. Questi mostri trovano le persone negli scantinati e li uccidono. Alcuni sopravvissuti hanno detto che l’esercito russo ha fatto violenza su bambini e anziani e persino cadaveri.
Se c’è un Dio, perché lo permette? Non voglio più vivere. Probabilmente saremo divisi. E potrei non vedere piu mio fratello. Perché? Perché questo Putin ci ha voluto salvare? Stavamo bene, avevamo anche comprato una macchina. Lo zio Kolya aveva promesso di insegnarmi a guidare. Gli hanno persino bruciato la macchina. E non ho più una casa. Voglio morire, ma non posso.
Abbracciate i vostri bambini! Altrimenti quando ve ne andrete loro non ricorderanno il vostro odore. Se sopporterò tutto questo e se un giorno avrò figli, li abbraccerò ventiquattro ore su ventiquattro…