Più che uno stilistaCosa è stato Issey Miyake per il mondo della moda e del design

Protagonista di un periodo straordinario per il Giappone, ha fatto conoscere al resto del mondo lo stile del suo Paese. Le sue creazioni (alcune esposte nella collezione permanente del MoMa) sono apparse dove serviva, dal dolcevita di Steve Jobs alle uniformi dei lavoratori della Sony

AP Photo/Michel Euler

Alto, bello, la carnagione ambrata tipica di una particolare etnia giapponese, Kazunaru Miyake (questo il suo vero nome) è nato il 22 aprile 1938. Camminava zoppicando a causa della bomba sganciata su Hiroshima, sua città natale, il 6 agosto 1945.

Nel 1963 si laurea in design alla Tama Art University di Tokyo. Nel 1968 vive il maggio ’68 a Parigi. In seguito si sposta a New York, dove nel 1970 fonda il Miyake Design Studio e nel 1971 dà vita alla sua prima sfilata.

Miyake è stato tra i primi designer giapponesi a sfilare all’interno della fashion week parigina (1973) secondo solo a Kenzo Takada che lo aveva fatto dal 1969. Insieme a Yohji Yamamoto e Rei Kawakubo Miyake è stato protagonista di un’ondata di straordinari designer che hanno fatto conoscere la moda giapponese al resto del mondo.

Un merito che gli è stato riconosciuto in patria: nel 2010 è stato insignito dell’Ordine della Cultura, la più alta onorificenza giapponese per le arti. Al suo marchio viene riconosciuto di aver contribuito agli sforzi del paese per diventare una destinazione internazionale per la moda e la cultura pop.

Miyake sottolineava spesso di non considerarsi “uno stilista di moda”. I suoi progetti sono apparsi dove ce ne era bisogno: ha disegnato uniformi per i lavoratori della Sony, ha prodotto il dolcevita nero che è diventato parte del look caratteristico di Steve Jobs. La sua celebre borsa Bao Bao, realizzata in tessuto a rete con piccoli triangoli di polivinile, è stata a lungo un accessorio iconico tra i creativi di ogni nazionalità.

E difatti i suoi disegni sono apparsi sulla copertina di Artforum nel 1982 – un riconoscimento mai visto prima all’epoca – e si trovano pure nella collezione permanente del MoMa di New York.

Tuttavia, la sua fama mondiale Miyake la deve alla capacità di combinare moda, tecnologia e artigianato. Innanzitutto inventando la tecnica secondo cui il vestito doveva essere realizzati da un unico pezzo di tessuto. Poi insistendo all’infinito sulla plissettatura e le tradizionali tecniche di piegatura giapponesi. Le pieghe a fisarmonica dei suoi modelli potevano però essere lavate in lavatrice, senza perdere la loro forma e offrivano la facilità dell’abbigliamento da casa.

Miyake è deceduto a causa di un carcinoma epatocelluare al fegato in un ospedale Tokyo il 5 agosto. Secondo i suoi desideri non si sono tenuti funerali o servizi funebri di sorta.

Le newsletter de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter