Cresciuti troppo in frettaPovertà alimentare, una piaga da debellare

Una ricerca ActionAid condotta sugli adolescenti di tre comuni fotografa una situazione allarmante in cui rinunce, vergogna e mancanza di socialità si mescolano fino a influire sui comportamenti

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Gli effetti della povertà alimentare sui giovani e loro famiglie, alla prova del caro bollette e della crisi economica: questo il focus di una ricerca condotta da ActionAid Italia su un campione composta da adolescenti tra gli 11 e i 16 anni a Siena, Corsico e Baranzate (Milano).

Sono 5.6 milioni le persone che soffrono di povertà assoluta in Italia nel 2021 registrate dall’Istat. Ma la povertà assoluta non basta a definire la povertà alimentare, che è composta da molte dimensioni: mancanza di accesso a cibo adeguato e di qualità, stress e stigma che genera il vivere in una condizione di costante bisogno e precarietà, restrizioni delle occasioni sociali legate al cibo, sacrificate dalla mancanza di risorse. Bisogni e vissuti immateriali che producono conseguenze negative significative anche sul piano del benessere psico-fisico, soprattutto nei più giovani.

Il numero di adolescenti in Italia che sperimenta gli effetti della povertà alimentare è purtroppo in crescita; i più esposti sono i minori, soprattutto quando vivono in famiglie con più figli, e le persone straniere. «La povertà alimentare è ancora vista come solo una condizione di bisogno. Ma è molto di più che avere un frigo vuoto: ci racconta di vite svuotate di serenità, opportunità, soprattutto per gli adolescenti – spiega Roberto Sensi, Responsabile Programma Povertà alimentare ActionAid Italia – Inoltre, è anche una violazione di un diritto umano fondamentale. Oggi non sappiamo quante siano le persone che vivono la povertà alimentare, gli indicatori utilizzati sono parziali e questo non solo rischia di sottostimare la diffusione effettiva del fenomeno, ma limita anche gli stessi interventi di risposta. Senza efficaci misure di contrasto alla povertà, la povertà alimentare continuerà a crescere».

Crescere in fretta di fronte alle difficoltà economiche provoca nei giovani un senso di responsabilità eccessivo per la loro età, chi è più consapevole, infatti, esprime anche reazioni emotive più orientate verso la tristezza. Non sono rari i casi di adolescenti che riconoscono la necessità di fare delle rinunce limitando i propri desideri, arrivando a risparmiare ogni euro e mettendo i propri soldi da parte per future spese – in una matura comprensione (e accettazione) della realtà – oppure preoccupati per i propri genitori e la loro salute.

Ma il cibo non assolve solo una funzione materiale, in adolescenza poter uscire con gli amici o invitarli a fare merenda a casa, mangiare insieme una pizza, significa poter vivere una socialità come gli altri, non sentirsi esclusi. Gli effetti psicologici rilevati della povertà alimentare sugli adolescenti sono molteplici: emozioni che oscillano fra tristezza, rabbia, delusione.

Tra le poche note positive emerse dai questionari, la gratitudine verso i genitori per i sacrifici compiuti la solidarietà tra coetanei e un dichiarato ottimismo nei confronti del futuro.

Nel 2022 si sono rivolte agli enti di assistenza circa 2 milioni e 856 mila persone (dati Agea e Fead, Fondo di aiuti europei agli indigenti), la cifra più alta dall’inizio della pandemia che, tuttavia, rappresenta soltanto la metà di quanti soffrono effettivamente la povertà alimentare. Restano fuori dalle statistiche ufficiali quanti vivono al limite e rischiano di scivolare verso il disagio economico grave, anche a causa di spese improvvise, aumento dei prezzi, crisi energetica e rincari delle bollette di luce e gas. Come raccontano le famiglie intervistate del campione selezionato in cui il 74% è in ritardo con le bollette, l’87% non può affrontare spese extra e impreviste, il 42% dichiarano di non potersi permettere un pasto adeguato per sé e i propri figli.

L’indagine ha visto la collaborazione di cinque realtà, quattro delle quali impegnate sul fronte dell’assistenza alimentare, una quinta sul sostengo alle famiglie straniere e al doposcuola per i figli: a Corsico con l’associazione La Speranza e a Baranzate con l’Aps la Rotonda, a Siena con Caritas Diocesana di Siena, del circolo Arci di Ravacciano e della Corte dei Miracoli; la ricerca ha ricevuto supporto dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena.