Lo spazio a chilometro zero L’accordo tra due aziende italiane per mettere in orbita una costellazione di nanosatelliti

L’anno prossimo inizieranno i lanci, il progetto sarà completato entro il 2030 e diventerà la prima rete tricolore a fornire connettività globale per la Internet of Things

Fees 2 nello spazio

La prima costellazione italiana di nano-satelliti comincerà a essere operativa già nel 2023, quando inizieranno anche i lanci. La renderà possibile una partnership tra imprese tricolori. La bresciana Apogeo Space ha raggiunto un’intesa con la D-Orbit, che ha sede principale nel Comasco e filiali negli Usa e nel Regno Unito, per la messa in orbita dei suoi satelliti.

Questo network permetterà di imbastire l’infrastruttura per un servizio di connettività globale per dispositivi dell’Internet of Things (IoT). L’accesso qualificato allo spazio consentirà di sviluppare le prossime fasi del piano, verso una copertura planetaria. Apogeo si è assicurata il supporto logistico per il trasporto dei suoi satelliti.

A regime, avverranno tra i due e i tre lanci all’anno, a partire dal 2023. Ognuno porterà oltre l’atmosfera nove satelliti, dalle dimensioni «nano», come suggerisce il nome: dieci centimetri per dieci, tre di spessore.

Il progetto rinforzerà il ruolo italiano nell’ambito delle costellazioni per le telecomunicazioni e nanosatellitari. L’ambizione di Apogeo Space è diventare la prima azienda del nostro Paese in grado di competere nel panorama internazionale dell’IoT. Si è già aggiudicata il bando dell’Agenzia Spaziale italiana, dal titolo “Future missioni per cubesat”, con il progetto Pico-IoT (Picosatellite costellation of internet of things) e a metà maggio ha chiuso un round di investimenti da cinque milioni di euro con l’ingresso nel capitale del fondo Primo Space.

«Questo accordo ha per noi un’importanza fondamentale – spiega Guido Parissenti, cofondatore e ceo di Apogeo Space –. D-Orbit è una società molto vicina a noi e, se da un lato questo si traduce in un vantaggio logistico che ci permetterà in alcune occasioni persino di consegnare i nostri satelliti senza uscire dal paese, dal punto di vista strategico con queste partnership stiamo rafforzando una filiera spaziale tutta italiana».

«Siamo orgogliosi di collaborare con Apogeo, una ambiziosa azienda italiana che aspira a espandere l’uso terrestre di asset spaziali attraverso la fornitura di connettività globale per dispositivi IoT – dice Eleonora Luraschi, head of sales di D-Orbit –. Questo tipo di contratto ricorrente, con lanci multipli a partire dal 2023, è una testimonianza dell’efficienza e affidabilità dei nostri servizi di trasporto spaziale, a soli tre anni dall’introduzione sul mercato».