Il secondo fronte La sicurezza della Moldavia è quella dell’Europa, dice la presidente Maia Sandu

In una lettera a “Politico”, la leader moldava chiede maggiore assistenza per il suo Paese, candidato a un futuro nell’Ue, ma alle prese con un inverno difficile e le minacce della Russia che prova a destabilizzare il governo europeista

La premier moldava Maia Sandu
Fonte: Parlamento europeo

La Moldavia ha scelto la via della democrazia contro le autocrazie e oggi sogna un futuro nell’Unione europea, proprio come la vicina Ucraina. A causa dell’invasione russa, il Paese, che teme di essere l’obiettivo successivo del Cremlino, rischia di deragliare dal suo cammino di riforme: in gioco c’è la sicurezza di tutta l’Europa, ammonisce la presidente Maia Sandu in una lettera a Politico.

«La Moldavia è una democrazia dinamica in quello che è diventato un vicinato pericoloso. Negli ultimi tre anni, abbiamo costruito istituzioni più solide, combattuto la corruzione e sostenuto la ripresa post pandemica – scrive Sandu –. A riconoscimento di queste riforme in un contesto geopolitico difficile, l’Ue ci ha concesso lo status di Paese candidato, lo scorso giugno. Ma invece di godere dei benefici di un’integrazione europea più profonda, i moldavi stanno affrontando una grave crisi energetica, una severa recessione economica ed enormi minacce alla loro sicurezza».

Sono problematiche condivise con il resto del continente, per certi versi, ma «le nostre sono esistenziali», denuncia la presidente. «L’eredità di una quasi completa dipendenza dalla Russia per gas ed elettricità e il fallimento dei vari governi nel diversificare le forniture stanno mettendo a repentaglio la nostra sopravvivenza economica».

Sandu ringrazia per l’aiuto ricevuto dalla confinante Romania, che ora copre circa l’ottanta per cento del fabbisogno energetico nazionale. A Chișinău, la presidente della commissione Ursula von der Leyen ha promesso assistenza e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Ebrd) ha aperto una linea di finanziamento per contribuire agli acquisti d’emergenza. Francia e Germania faranno la loro parte.

Con l’inverno che incombe e il prezzo del metano cresciuto sette volte, i moldavi spenderanno fino al sessantacinque per cento del loro reddito per pagare le bollette. Per questo, Sandu chiede uno sforzo aggiuntivo: «Se possiamo illuminare e scaldare le nostre case e fare in modo che scuole e ospedali possano continuare a operare significa che i moldavi, come gli ucraini, non avranno bisogno di cercare rifugio da qualche altre parte in Europa nella stagione fredda alle porte».

Anche perché, nel frattempo, gli agitatori e i gruppi filorussi stanno provando a sfruttare la crisi per fomentare malcontento. «Usando l’intero spettro delle minacce ibride – dai finti allarmi bomba, cyberattacchi, disinformazione – stanno provando a destabilizzare il governo, erodere la nostra democrazia e compromettere il contributo moldavo alla sicurezza europea».

Sandu ricorda la frontiera condivisa con Kyjiv, di 1.222 chilometri, e gli sforzi per mantenere la stabilità nella Transnistria, la regione dove sono di stanza mille seicento soldati russi. Da quel confine, così caldo, passano il commercio e gli aiuti per l’Ucraina e, all’inizio del conflitto, sono entrati 650 mila profughi, ottantamila dei quali hanno deciso di restare nel Paese.

«L’Europa e l’Ucraina hanno bisogno di una Moldavia forte. Abbastanza forte da sostenere l’Ucraina durante la guerra, mantenere la pace nelle nostre regioni e accogliere rifugiati. Proprio come alla Russia non deve essere permesso di vincere in Ucraina, allo stesso modo dobbiamo evitare che le sue minacce ibride possano colpire la Moldavia. Faremo la nostra parte per difendere i valori europei nonostante le privazioni che ci sono state imposte. Il prezzo è alto e siamo pronti a sopportare questo fardello, ma non possiamo farlo da soli».