Spirit discoveryIl rum che unisce storia, personalità e ideali

Ci sono tanti modi per scegliere un distillato rispetto a un altro. Uno di questi riguarda le persone che vegliano alle sue spalle

Chi frequenta la bar industry a livello internazionale avrà sicuramente incrociato un uomo alto e prestante, quasi sempre sorridente e con un elegante cappello in testa. Se così è stato, potete dire di aver conosciuto – o almeno ritrovato sul vostro percorso – la figura di Ian Burrell. Da ex giocatore professionista di pallacanestro per la Gran Bretagna, ad una breve carriera da artista e musicista, fino ad arrivare ad essere un uomo del rum. Anzi, l’uomo del rum per eccellenza in quanto Ian è l’unica figura riconosciuta ufficialmente come Global Ambassador per la categoria rum. Ha diretto competition, tenuto lectures e masterclass, fatto il barman e provato cocktails pressoché in tutti i continenti. La sua passione per il distillato della canna da zucchero inizia più di venti anni fa: il suo lavoro, la sua passione ed entusiasmo sanno essere contagiosi tant’è che proprio a lui dobbiamo la nascita di numerosi rum festival worldwide. E dopo essere stato nominato nel 2020 come la decima persona più influente al mondo nel campo dei distillati, è arrivato anche il momento di avere una propria etichetta. Ecco quindi che da un amico di vecchia data come era sempre stato Luca Gargano -patron di Velier SpA –  nasce l’occasione di poter collaborare insieme per un prodotto, finalmente, che porta nel suo DNA tutto il know how di Burrell: Equiano. Insieme a Oliver Bartlam e Amanda Kakembo una nuova etichetta di rum afro-caraibico viene lanciata sul mercato prima estero e successivamente anche in Italia.

Un premium rum invecchiato, realizzato senza coloranti o aromi artificiali e – non sia mai – zucchero aggiunto.. Mettendo per un attimo la parte narrativa e andando a curiosare tra quelle che sono le specifiche tecniche di questo prodotto, è importante sottolineare che Equiano nasce da una collaborazione tra due delle più prestigiose distillerie oggi operative: Foursquare a Barbados e La Gray alle Mauritius. Il nome deriva da «Olaudah Equiano», un imprenditore diventato quasi un eroe (e non celebrato) che si battè per l’uguaglianza tra gli uomini e la libertà civile. Nato in Africa, viaggiò nei Caraibi e si stabilì nel Regno Unito dove divenne una figura di spicco nel movimento per la libertà e l’abolizione della schiavitù. Il prodotto viene fatto maturare in botti di quercia bianca americana precedentemente destinate al bourbon (quindi ex-bourbon) tanto alle Mauritius quanto ai Caraibi. Parliamo quindi di invecchiamento tropicale e di un angel share molto elevato. A meno che non siate degustatori seriali di rum, vi basti sapere che con questo termine viene indicata la percentuale di distillato persa evaporata, per motivi climatici appunto, dal distillato in maturazione. Una perdita che per la distilleria e il produttore si traduce da un lato in una riduzione quantitativa di prodotto finale destinato alla vendita e dall’altro in un aumento del valore (e quindi del prezzo) del distillato. Se economicamente questo aspetto è sempre difficile da affrontare a livello di modelli di business tuttavia, qualitativamente parlando, la maturità e la qualità di un invecchiamento ai tropici non ha eguali rispetto a quello continentale.

Alle Mauritius, dopo la distillazione della melassa, il liquido viene lasciato riposare per metà in botti di rovere francese del Limousin, nel centro sud della Francia, e per l’altra metà in botti di cognac. In seguito viene mandato da Foursquare alle Barbados per essere miscelato. Da tradizione, i rum di questa distilleria sono un blend di alambicco artigianale in rame e distillazione tradizionale a due colonne. Il pot still conferisce al rum una maggiore complessità e profondità, mentre l’alambicco a colonna permette al liquido finale di avere un equilibrio superiore sia nell’aroma che al palato.
Ian Burrel lavora ormai da due anni a questa parte a far conoscere questo prodotto nel mondo attraverso attività di diversa natura che portano, tra le altre attività, al sostentamento di associazioni e progetti volti alla promozione, libertà e uguaglianza civile. Proprio come avrebbe voluto Olaudah Equiano.

 

 

 

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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