Delitto e castigoLe conseguenze delle sanzioni nella vita quotidiana dei russi

Duecento linee di bus e tram sono state cancellate in 83 città russe, la linea internet è rallentata in tutta la Federazione. E lo Stato non ha abbastanza chip e plastica per fabbricare le carte di identità

LaPresse

Dall’inizio dell’aggressione all’Ucraina la Russia è diventata il Paese più sanzionato del mondo, e le conseguenze sono molteplici. Alcune, relative in particolare ai dati economici, sono ammesse dalle stesse fonti ufficiali: ad esempio, in termini di fuga di capitali, recessione, crisi delle finanze pubbliche. Altre, vengono constatate sul campo di battaglia nelle sempre più pesanti carenze dell’apparato militare russo. Ma sono forse altre quelle che più hanno impatto nella vita dei russi di tutti i giorni. E di esse si è occupato in particolare The Moscow Times.

In particolare, è diventato più difficile prendere i mezzi pubblici. Simetra, società specializzata in studi sulla mobilità, ha stimato che almeno duecento linee di autobus e filobus sono state cancellate in 83 città russe dagli operatori di trasporto locale. Il motivo è dovuto alle sanzioni alle catene di approvvigionamento che, a loro volta, hanno avuto un impatto sui produttori di veicoli russi, che in alcuni settori dipendono da componenti importate per il 90 per cento. Il lavoro dell’impianto di costruzione di vagoni merci di Tikhvin nella regione di Leningrado, ad esempio, è stato sospeso per più di due mesi durante l’estate perché ha esaurito i cuscinetti a sfera fabbricati negli Stati Uniti, essenziali per il processo di produzione.

L’esperienza della pandemia potrebbe far ritenere che alla maggior difficoltà di movimento si potrebbe rispondere con uno sviluppo delle modalità di lavoro, studio e contatto in virtuale, a partire dallo Smart Working. Ma il punto è che anche Internet mobile è diventato più lento. Già a marzo l’agenzia russa di analisi delle informazioni TelecomDaily aveva misurato una riduzione media della velocità di Internet mobile LTE in Russia di 0,6 megabit al secondo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. E si prevede che i problemi di velocità di Internet peggioreranno, dal momento che l’uscita dalla Russia di giganti europei delle telecomunicazioni tipo Nokia o Ericsson, renderà più difficile modernizzare le reti russe. 

Il mese scorso il quotidiano pro-Putin Izvestia ha riportato che alcuni operatori di telefonia mobile russi hanno provato a riproporre per i servii cellulari LTE le frequenze utilizzate per le reti 3G, ma secondo gli esperti è improbabile che la tattica risolva il problema a lungo termine, secondo gli esperti.

In compenso, se i bus mancano e Internet è più lenta, ci saranno più locali disponibili da affittare o comprare. Ma maggiore del sollievo per i nuovi sposi rischia di essere il disagio per gli operatori del settore immobiliare, visto che il fenomeno è particolarmente importate per gli spazi da uffici e centri commerciali, piuttosto che per quelli da abitazione. Il motivo è, ovviamente, la fuga delle grandi imprese straniere. Anche qui, sono state fatte stime precise. In particolare, la quota di spazio libero nei centri commerciali della capitale Mosca dovrebbe raggiungere il 17 per cento entro la fine dell’anno, secondo i dati della società di consulenza immobiliare NF Group riportati dal quotidiano economico russo Kommersant all’inizio di questo mese. E il 12 per cento degli edifici per uffici a Mosca sarà vuoto entro la fine dell’anno, secondo un rappresentante della società di consulenza CORE.XP citata da Kommersant.

Un impatto simile a quello che c’è stato sull’industria automobilistica è stato misurato anche nell’industria aeronautica, con circa il 15 per cento degli aerei che è rimasto bloccato a terra a luglio. Ma qui a parte la mancanza di pezzi di ricambio per la manutenzione c’è anche il problema dei piloti sempre meno addestrati, dopo che la compagnia di bandiera turca Turkish Airlines ha vietato ai piloti russi di utilizzare i suoi dispositivi di addestramento al volo simulato. Una decisione pesa per il timore di essere a sua volta vittima di sanzioni secondarie da parte dell’Agenzia per la sicurezza aerea dell’Unione europea.

Ci sono problemi anche per la burocrazia. Dal 2013 le autorità russe stanno cercando di sostituire un sistema di passaporti interno risalente all’epoca sovietica con una nuova carta d’identità nazionale digitale, e quest’anno alcune regioni avrebbero dovuto sperimentare nuove carte di plastica. Ma le sanzioni occidentali hanno costretto le autorità a congelare il progetto a tempo indeterminato: già da giugno Forbes Russia aveva segnalato che la Russia non può produrre abbastanza chip e plastica per fabbricare le carte.

Insomma, la vita si fa sempre più difficile. Ma non è che morire sia più facile. O meglio: morire in sé, sì. Basta andare volontari al fronte. Ma per il dopo il crematorio di Voronezh, che nel 2020 aveva perfino vinto un premio per il miglior progetto architettonico è stato costretto a chiudere questo mese dopo che la sua unica camera di cremazione, prodotta nella Cechia, si è rotta). E non è chiaro se sarà in grado di riaprire. Il forno difettoso non può infatti essere sostituito, a causa del divieto dell’Unione Europea di esportare prodotti ad alta tecnologia in Russia. Specialisti russi e rappresentanti del fornitore ceco di attrezzature per la cremazione, Tabo-Cs, stanno lavorando per riparare il forno ma non si sa se ce la faranno, e neanche quanto tempo ci vorrà.

Insomma, vita e morte più amare. Anche perché, informa sempre The Moscow Times, pure l’industria dei dolciumi è andata fuori fase: per mancanza di macchinari e di cacao.