Comunicare il ciboLe parole che (non) ti ho detto

Il 19 e 20 gennaio a Milano si è tenuto il corso intensivo di formazione per aspiranti comunicatori nell’ambito gastronomico, dove ci siamo nutriti di buon cibo e soprattutto di buone parole. Prossimi incontri in programma da marzo a luglio

La scuola di Gastronomika è il nostro personale modo di crescere insieme. E a ogni nuovo corso capiamo quanto il valore autentico di raccontare quello che facciamo a persone diverse e con ambizioni e percorsi diversissimi ci costringa a porci sempre nuove domande, e ci faccia venire tante nuove idee. Grazie ai docenti di questo corso Alessio CannataChiara Buzzi, Benedetta Munari, Lidia Baratta e Samanta Cornaviera, e grazie a chi ha scelto di accompagnarci nella nostra avventura con le proprie storie di imprenditoria e comunicazione: Giovanni Mineo, Ilaria Puddu, Pavè, Davide Longoni e God save the food.
Grazie a tutti gli allievi che da Barletta a Milano, passando per Forlì e Luino, hanno deciso di investire il loro tempo in una formazione diversa dal solito: speriamo di ritrovarli presto sulle pagine di Gastronomika, o in altri ambiti in cui potranno mettere a frutto quello che abbiamo imparato insieme.

Noi ci portiamo a casa tante parole, che sono per noi dei mantra e che diventano dei postulati su cui costruire la nostra storia professionale in questo settore.
Se volete partecipare alle prossime edizioni dei nostri corsi, qui c’è il programma completo.
E qui, le parole di questa due giorni ad alto tasso gastronomiko!

Coerenza: il direttore l’ha ripetuta allo sfinimento, ma non è stata l’unica a farlo. Perché la comunicazione, in senso allargato, si basa su un significato e un valore condiviso da replicare coerentemente su tutti i mezzi a disposizione. Fosse anche la parete di un ristorante.

Coraggio: ogni imprenditore che ha portato la sua testimonianza ha dimostrato nei fatti che senza quello, senza visione e senza portare avanti con determinazione le proprie intuizioni, anche quelle considerate più visionarie, non si va da nessuna parte.

Pneumatici: non ce n’è, senza la Rossa non si parla di cibo. E non solo perché è la guida delle guide, ma anche perché dal 1901 definisce un modello comunicativo imprescindibile.

Rigore e divertimento: il messaggio di apertura del direttore di Linkiesta, che ha accolto gli studenti, era forte e chiaro. Bisogna scrivere divertendosi, e far divertire il lettore, ma facendolo con rigore, studiando e approfondendo. E aprendo la finestra, per capire con i propri occhi se piove. E speriamo ci sia il sole!

Metodo: per scrivere una ricetta, per creare un nuovo progetto editoriale, per capire dove saremo tra qualche anno. Perché per rompere gli schemi, prima di tutto bisogna conoscerli.

 

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