Calici vegani12 vini realizzati senza prodotti di origine animale

Ebbene sì, esistono. E per chi ha scelto di seguire questo regime alimentare, o semplicemente di “assaggiarlo” nel veganuary, ma anche per tutti i curiosi, sono un mondo da scoprire. Ne abbiamo selezionati alcuni che vale la pena assaggiare

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Quanti di noi stanno tentando (anche) quest’anno la sfida del veganuary? Quanti stanno cercando per un mese di comportarsi da vegani, eliminando dalla propria alimentazione tutto quanto è derivato da animali? E quanti, vegani praticanti e non, sanno che esistono i vini vegani? Ma soprattutto: quanti di noi sanno che nel vino sono normalmente contenuti prodotti ricavati dagli animali? Ebbene sì: nelle diverse fasi della lavorazione di un vino vengono comunemente usati elementi come albumina, caseina e colla di pesce, in funzione di chiarificanti e coadiuvanti. Quindi chi vuole portare avanti una scelta consapevole e rigorosa deve informarsi accuratamente anche su quello che mette nel bicchiere, non solo nel piatto. Ecco quindi una piccola selezione di vini buoni che soddisfano i criteri più severamente vegan.

Rossi
Partiamo da Sud, dalla Sicilia e dal nero d’Avola: Insieme di Santa Tresa è bio e vegan, ed è prodotto senza l’aggiunta di solfiti. Il desiderio di Stefano Girelli – titolare di Santa Tresa – è di rispettare a pieno la natura attuando il minor intervento possibile.

Anche il Nero d’Avola Sicilia Doc “Nostru” di Azienda Agricola Cortese è prodotto senza solfiti aggiunti.

Attraversiamo quasi tutta l’Italia per arrivare in Piemonte e assaggiare la Barbera d’Asti Asinoi di Carussin; il nome deriva dalla passione di famiglia per gli asini: ne hanno una decina, insieme a una fattoria didattica. Il vino, biologico, è profumato di frutta.

Ovviamente una sosta in Toscana è d’obbligo, con un Chianti Docg: quello bio di Cantina Tollo, che nella stessa linea propone anche altri vini, dal Cerasuolo d’Abruzzo al Primitivo. L’abbinamento? Vero, di solito i rossi fanno pensare a carni, formaggi, salumi, e niente vieta di abbinare un vino veg a un piatto carnivoro, ma chi lo desidera può trovare ampie possibilità nella cucina vegana, dai piatti a base di legumi alle rivisitazioni di classici come la parmigiana, senza dimenticare che la cucina tradizionale offre molti spunti vegetali. Un esempio? Il Chianti con la tipica ribollita.


Bianchi
Ancora Sicilia, anche in bianco, con Vanedda di Cortese, vino biologico e vegan che riunisce la corposità del Grillo, la mineralità del Catarratto, l’ampiezza del Fiano.

E poi il Bianco EColosi di Cantine Colosi, composta da tre vini – Bianco, Rosato, Rosso – certificati Bio e Vegan, vini di qualità concepiti attraverso processi a basso impatto ambientale.

Dall’Alto Adige arriva invece De Vite, la cuvée di alta montagna firmata J. Hofstätter: Pinot Bianco, Müller Thurgau e Sauvignon, prodotto, così come tutte le altre etichette dell’azienda, senza l’utilizzo di elementi di derivazione animale. Profumato di mela fresca ed erba limoncina con note delicate di vaniglia, si sposa perfettamente a una cucina “cruelty free”, 100% vegetale.

Di nuovo in Piemonte con il Langhe Rossese bianco di Josetta Saffirio, dalla personalità complessa e dalla spiccata mineralità e sapidità.

Chiudiamo l’excursus tra i bianchi con un salto in Francia, più precisamente a Bordeaux: è dal cuore di una delle aree viticole più prestigiose al mondo che arriva il Sauvignon Blanc vegan firmato Château Timberlay, compagno perfetto di insalate, creme, vellutate e zuppe, ideale con risotti vegan.

Bollicine
E per un brindisi veg? Possiamo scegliere un Franciacorta, come il Brut Vegan di Quadra Franciacorta, perfetto per l’aperitivo.

Oppure un Prosecco, come Amets Prosecco Doc Treviso Brut Vegan di Marzio Bruseghin da provare anche la versione Extra Dry e l’Amets prodotto “sui lieviti”.

Ancora prosecco, ma rosa, con il Prosecco Doc rosé La Gioiosa, vegan come tutti i vini dell’azienda, da provare con primi piatti a base di verdure.

Oltre ad essere veg, il Prosecco Doc Bio di Valdo è realizzato attraverso l’utilizzo di uve biologiche certificate. Anche la carta utilizzata per l’etichetta ed il tappo di sughero sono certificati FSC in quanto provengono unicamente da foreste gestite in chiave di responsabilità sociale.

E poi l’Oltrepò, con Conte Vistarino, per scegliere di brindare con il Pinot Nero Charmat Brut e il Pinot Nero Charmat Brut Rosé, entrambi realizzati senza prodotti di origine animale.

E per finire… Champagne! Réserve Exclusive Brut è lo Champagne simbolo di Nicolas Feuillatte, caratterizzato dall’assemblage armonioso, leggero, fresco e vibrante, dall’aroma fruttato intenso ed espressivo.